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Sei mai stato a Lucca Alvise?
Certo, mi piace molto la tua città.Originariamente Scritto da Nimmo
Originariamente Scritto da Alvise Nutti
La Cattedrale si San Martino, all'interno della quale si trova il monumento a Ilaria del Carretto.
Opera di Jacopo della Quercia, datata 1406-1407.Originariamente Scritto da Nimmo
Ilaria del Carretto era la moglie del Signore di Lucca, Paolo Guinigi.
Nella Sacrestia del Duomo di San Martino è visibile il Monumento funebre di Ilaria del Carretto , seconda moglie di Paolo Guinigi, morta l’8 dicembre 1405. L’opera venne eseguita a partire dal 1406 dallo scultore senese Jacopo della Quercia (1374 circa-1438).
In origine l’opera era collocata nel transetto meridionale della cattedrale presso un altare patronato della famiglia Guinigi, dove ora si trova un confessionale, tra il Monumento funebre di Domenico Bertini (opera di Matteo Civitali) e il pilastro angolare. A poca distanza dal muro è tuttora visibile una striscia di pavimento con pietre strette e lunghe che contrasta col resto della pavimentazione: è un frammento del piano di posa predisposto da Jacopo per collocarvi il monumento di Ilaria.
Nel 1430, alla caduta della Signoria dei Guinigi, il monumento venne spogliato di tutte quelle parti che rendevano possibile il riferimento al tiranno, quali la lastra con lo stemma, poi recuperata, e un’iscrizione commemorativa, andata perduta. L’opera raggiunse la collocazione attuale nel 1887 dopo aver subito vari spostamenti all’interno della chiesa.
Ilaria giace distesa su di un basamento decorato da putti e festoni, di ispirazione classica, con la testa poggiata su di un cuscino. Ha gli occhi chiusi e sembra essere ritratta nel sonno. La veste è raffinata ed elegante, con una foggia particolare, e probabilmente corrisponde a quella effettivamente indossata da Ilaria sul letto di morte. Ai suoi piedi è raffigurato un cane, simbolo della fedeltà coniugale.
L’opera è frutto dello straordinario incontro tra il gusto tardo-gotico di ascendenza francese, che si manifesta nel panneggio a pieghe sottili e parallele, con il sorgente gusto rinascimentale di ascendenza fiorentina rivelato dal dolce modellato della figura e del volto. Una levigatezza già notata nel '500 da Giorgio Vasari “… Jacopo di leccatezza pulitamente il marmo cercò di finire con diligenza infinita”, che fa dell’opera uno dei massimi capolavori della scultura quattrocentesca.
L'ho preso dal sito del Comune di Lucca.
Il cane ai piedi di Ilaria è generalmente interpretato come simbolo della virtù della fedeltà coniugale.
Se non erro è l'opera preferita di Vittorio Sgarbi (dirai... e chissenefrega...)
Da www.storiadellarte.com
Jacopo della Quercia
Jacopo di Pietro D'Agnolo di Guarnieri, detto Jacopo della Quercia, nacque a Querciegrossa nei pressi di Siena tra il 1371 e il 1375 circa. Non conosciamo molto della sua formazione, che risentì degli influssi tardo gotici della grande tradizione dei Pisano.
La prima opera documentata dell'artista è la Madonna in trono con il bambino per il duomo di Ferrara.
L'opera più celebre dell'artista è sicuramente la Tomba diTomba di Ilaria del Carretto Ilaria del Carretto che si trova nella sagrestia del duomo di Lucca, commissionatagli da Paolo Giunigi, signore di Lucca forse nel 1423.
L'opera rappesenta la figura della defunta distesa su di un'arca a forma di parallelepipedo decorata da festoni e puttini; la testa poggia morbidamente su di un cuscino e ai piedi è rappresentato il suo cagnolino che simboleggia anche l'amore fedele del marito. Il monumento rappresenta chiaramente una fase di transizione tra il gusto tardogotico e quello rinascimentale, infatti mentre la veste della donna, con il suo accurato panneggio a pieghe sottili e parallele, risponde a canoni medievali, il volto fortemente naturalistico denuncia un'avvicnamento ad un gusto prettamente rinascimentale.
Intorno al 1408 Jacopo della Quercia riveve l'incarico per la Fonte Gaia in piazza Del Campo a Siena che porterà a termine solo nel 1419, oggi dell'opera rimangono solo alcune parti che si trovano nella loggia superiore del Palazzo Pubblico.
Tra il 1413 e il 1422 ricevette l'incarico per l'Altare della Altare della famigli TrentaFamiglia Trenta in San Frediano a Lucca . L'opera ha forma di polittico: la parte superiore di forme ancora gotiche è composto da cinque scomparti nei quali sono scolpiti la Madonna con il Bambino, con ,ai lati, i Santi Girolamo, Riccardo, Orsola e Lorenzo. La predella, nella quale sono rappresentate Storie di Santi, ha un gusto più naturalistico.
Capolavoro dell'artista è la decorazione per il portale maggiore di San Petronio a Bologna che gli venne commissionato nel 1425. Nelle formelle dei pilastri rappresenta le Storie della Genesi, nella lunetta superiore la Madonna con il Bambino, nell'architrave le Storie del Vangelo. L'opera ha un gusto fortemente rinascimentale, sia nella forma che nella composizione, inoltre fa uso della tecnica dello stiacciato per rappresentare con maggiore profondità gli spazi.
Sempre a Bologna eseguì il Monumento Bentivoglio che si trova nella chiesa di San Giacomo e il Trittico con la Madonna e Santi che si trova al museo civico.
Jacopo della Quercia morì nel 1438.
Beh, in fondo Sgarbi di arte e di donne ne capisce.Originariamente Scritto da Nimmo
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