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  1. #1
    Giacobino 1799
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    Predefinito Pensionata delusa per il mancato aumento, porterà Berlusconi davanti al giudice

    Il 28 febbraio il presidente del Consiglio davanti al magistrato di pace di Roma. La signora, 78 anni: «Ho votato per lui». E la pensionata porta il premier dal giudice. «Non mi ha dato l'aumento promesso». Berlusconi convocato, Vespa teste



    dal Corriere di Giuliano Gallo



    SAN CESAREO (Roma) — «Berlusconi aveva detto che me ne dava 500 e, invece, ecco qua: sempre 371 sono...». La signora Ida inforca gli occhiali, poi fruga nelle cartelline che ha ordinatamente disposto sul tavolo della cucina. «Io ci speravo, in quei soldi. Con mio marito pensavamo di fare un po' di debiti e riscattare la casa, ma l'aumento non è mai arrivato».

    Ida Severini a febbraio farà 78 anni, ha un marito che faceva il muratore e tre figli. Uno, che faceva il poliziotto, è morto nel '95 a 39 anni. Le sono rimaste due figlie. La sua è una storia piccola piccola, la storia di una promessa non mantenuta: la televisione le aveva detto che il governo avrebbe aumentato la sua pensione sociale, portandola a 500 euro al mese. Ma a lei l'aumento non è mai arrivato.

    Un'ingiustizia, che però la signora Ida non aveva nessuna intenzione di subire: «Ho scritto a "Mi manda Raitre", mi hanno risposto che tenevano la cosa in considerazione, ma poi non è successo niente. Allora sono andata alle Federconsumatori, dove prima mi hanno fatto pagare 35 euro per la tessera, ma anche lì niente. Allora sono tornata un'altra volta a Roma, per andare all'Unione nazionale consumatori, dove mi hanno detto di chiamare un numero di telefono dove però rispondeva solo una musichetta. Sono andata pure a Palestrina, dal giudice. Ma il giudice non mi ha fatto parlare: mi ha detto che ci doveva essere la controparte. Ma chi è la controparte? Chi chiamavo? Chi conosco io? Alla fine sono andata al Codacons e lì finalmente mi hanno dato retta...».

    Le hanno dato tanto retta che il giudice di pace di Roma ha convocato per il 28 febbraio prossimo la signora Ida e Silvio Berlusconi, oltre a citare come testi il ministro del Welfare Roberto Maroni e Bruno Vespa, nel cui studio il premier aveva ribadito di aver concesso l'aumento della pensione minima a tutti coloro che ne avevano diritto. E l'Italia dei Valori, che si presenterà alle elezioni assieme alla Lista Consumatori di Carlo Rienzi, ha deciso di fare della signora Ida la portabandiera della sua battaglia contro le promesse non mantenute. La signora Ida non sa perché non le hanno dato quel benedetto aumento: «Si vede che non sono simpatica, oppure sono troppo vecchia... Mio fratello dice che non me l'hanno dato perché mio marito ce l'ha anche lui, la pensione. Ecco, vede?». E tira fuori un altro foglio delle sue cartellette. «Sono 552 euro, mica tanti per uno che lavorato tutta la vita». Signora Ida, ma se il 28 febbraio Berlusconi si dovesse presentare in aula, cosa gli direbbe? «Non gli direi niente, che je voi dì? Sono gli avvocati che devono parlare, mica io. Perché se poi dico qualcosa di sbagliato... Tanto sono le carte che parlano». E pensare che lei, confessa, Berlusconi lo aveva pure votato. Ma lo voterebbe ancora, signora Ida? Ride, fa una buffa faccia imbronciata, si guarda intorno per cercare la complicità della figlia. «E come non lo voto? Certo che lo voto ancora...». Poi però sembra ripensarci. «Non lo so se lo voto. Se mi dà i 500 euro, ecco, allora lo voto». La figlia la guarda con tenerezza, poi scoppia a ridere. Tocca sempre a lei, a turno con la sorella, accompagnare la mamma nelle sue peregrinazioni romane. Ma si capisce che lo fa volentieri. «Veramente adesso quando lo vede in televisione, spegne...» spiega. Già, la televisione. Per la signora Ida quello che dice la televisione è legge: lei ci crede sempre, o quasi. «Nel marzo del 2002, non mi ricordo il giorno preciso, su Raitre avevano detto che chi negli anni Sessanta aveva versato i contributi alla Gescal poteva riprenderseli. Dicevano che bisognava mandare una raccomandata alla Gescal e io l'ho mandata. Ecco, vede?». E dalla cartellina azzurra, quella delle pratiche più vecchie, ecco comparire la ricevuta di una raccomandata. «Me l'hanno rimandata indietro con su scritto che l'indirizzo era incompleto. Poi ho scoperto che la Gescal non esisteva più da anni...».



    Una 78enne della provincia di Roma ha visto l'assegno diminuire. L'udienza davanti al Giudice di pace della capitale il 28 febbraio. Pensionata non arriva a 516 euro e porta Berlusconi in tribunale. Chiamati come testimoni il ministro Maroni e il giornalista Vespa. Lo annunciano Italia dei Valori di Di Pietro e la Lista consumatori

    da la Repubblica



    ROMA - Nuovi guai giudiziari per Silvio Berlusconi. A creare problemi al premier stavolta non è qualche magistrato, ma una pensionata di 78 anni.

    La battagliera signora, residente a San Cesareo, in provincia di Roma, non ha visto aumentare la propria pensione fino a 516 euro, come promesso dal presidente del Consiglio, anzi, se l'è vista ribassare. A quel punto ha messo mano alla carta bollata e ha intentato causa contro il premier. Non solo, ma ha anche citato come testimoni il ministro del Welfare Roberto Maroni e il giornalista Bruno Vespa. Berlusconi è stato invitato a comparire in giudizio dinanzi al Giudice di pace di Roma il prossimo 28 febbraio. La notizia è stata data dall'Italia dei valori, il movimento di Antonio Di Pietro, e dalla Lista consumatori che si presenteranno insieme alle elezioni. In una conferenza stampa indetta per domani Di Pietro e il portavoce della Lista Carlo Rienzi spiegheranno "tutti i dettagli dell'iniziativa legale e le ragioni giuridiche" dell'azione che "presto sarà estesa a tutta Italia". E un comunicato sottolinea che "seguirà una festa per i pensionati delusi e massacrati dal carovita, festa caratterizzata da una riffa durante la quale verranno regalati 100 presepi di cioccolata".

  2. #2
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  3. #3
    Giacobino 1799
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    Predefinito

    Repetita iuvant...

  4. #4
    morena
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    Predefinito per i fessacchiotti!

    Ma il politico ex magistrato Di Pietro ha dimenticato le norme del Codice? Mistificazioni e menzogne su una vicenda montata ad arte per fare di una vecchietta sprovveduta la portabandiera della propria campagna elettorale. La signora in questione, dicono al ministero del Lavoro, non rientra nella fascia degli aventi diritto (2 milioni mezzo di persone)perché anche il marito ha la pensione. “Mi manda Rai3” ha detto “no”. .
    di Gaetano Saglimbeni

    Il titolo con il quale il “Corriere della Sera” presenta il caso è davvero sorprendente. “E la pensionata porta il premier dal giudice“, leggiamo a 7 colonne, nella apertura di una pagina dominata dallo foto a 3 colonne della signora. E nel sottotitolo, accanto alla sue parole virgolettate (“Non mi ha dato l’aumento promesso”), la clamorosissima sorpresa: Berlusconi convocato, Bruno Vespa testimone. “Quando lo incontrerò in aula”, spiega nel sommario la battagliera signora, “non gli dirò niente, non voglio pronunciare parole sbagliate. Tanto, ci sono le carte che parlano per me. In televisione il presidente aveva detto che mi avrebbe portato la pensione a 500 euro, invece ne prendo sempre 371”.

    Ci sono le carte che parlano, certo. Solo che le carte, purtroppo per lei, non parlano a suo favore. Come le hanno già spiegato quelli di “Mi manda Rai3”, ai quali la signora si è rivolta “per avere giustizia”; come le ha spiegato il fratello, il quale ne sa certamente quanto i responsabili della trasmissione televisiva che ha fatto la fortuna politica del giornalista Marrazzo, oggi governatore delle sinistre-Ulivo nel Lazio; come le ha spiegato, anche e soprattutto, il pretore di Palestrina, sostenendo che nel caso da lei proposto mancava sia la controparte che il presunto ipotetico reato. Gli unici a tacerle una doverosa spiegazione (per ragioni che, chiaramente, non possono trovare giustificazioni sul piano dell’etica politica) sono stati e sono quelli della lista dei Consumatori, promossa dal Codacons, che alle elezioni del 9 aprile si presenterà insieme alla Italia dei valori dell’ex magistrato Antonio Di Pietro. Ed è proprio la presenza dell’ex pubblico ministero di “Mani pulite”, sia pure marginale in questo caso, che più inquieta. Possibile, si domanda l’uomo della strada, che il politico ex magistrato Di Pietro non abbia spiegato agli alleati che per impostare un procedimento giudiziario è necessario che ci sia la controparte, con almeno un ipotetico reato?

    “La lista dei Consumatori”, spiega il giornalista Giuliano Gallo sul “Corriere”, “ha deciso di fare di questa anziana signora la portabandiera della sua battaglia contro le promesse non mantenute”. Ed è appunto in questa frase la spiegazione della strumentalizzazione che del caso è stata fatta e sarà fatta ancora di più in campagna elettorale. Alle spalle di una povera donna che continuerà ad illudersi, purtroppo, di poter avere quello che per legge non potrà mai avere e nessuno potrà mai darle.

    Scrive il giornale milanese: “La Finanziaria 2001-2002 prevedeva che dal primo gennaio 2002 scattasse l’aumento per portare a un milione di lire al mese (516 euro) le pensioni minime per chi aveva più di 65 anni”. Vero, verissimo; ed infatti ne hanno beneficiato ben 2 milioni e mezzo di italiani con pensione sociale al minimo. Solo che il mio collega Gallo (per dimenticanza, suppongo, non per calcoli politico-propagandistici che non possono far parte del bagaglio di un giornalista) ha omesso di ricordare che la norma riguardava coloro che disponevano soltanto della pensione minima ed escludeva in maniera chiara e inequivocabile (giustamente o ingiustamente, non sta a me dirlo) quanti disponevano di altre pensioni: per esempio quella di reversibilità del coniuge (marito o moglie) deceduto o quella del coniuge ancora in vita.

    Ed è quest’ultimo il caso della signora Ida Severini, 78 anni, sposa di un muratore in pensione, madre di tre figli (uno dei quali, poliziotto, morto a 39 anni), abitante a San Cesareo, provincia di Roma. Il primo a spiegarle che lei non poteva rientrare nella fascia di pensionati annunciata da Berlusconi a “Porta a porta” è stato il fratello, ma la signora Ida non si è lasciata convincere. Si è rivolta dapprima a “Mi manda Rai3”, poi al pretore di Palestrina, nelle cui giurisdizione ricade San Cesareo. I responsabili della trasmissione televisiva si sono resi subito conto che la vicenda descritta non stava in piedi (e la terza rete della Tv di Stato, si sa, non perde occasione per attaccare il governo Berlusconi, al minimo disguido o semplice pretesto, sempre che ci siano); ed il pretore, dinanzi al quale la signora è comparsa accompagnata da un legale, ha risposto a chiare lettere, a lei ed all’avvocato, che per la legge italiana, senza controparte ed un reato almeno da ipotizzare, è impossibile procedere in giudizio.
    No, per il pretore non poteva essere una controparte il presidente del Consiglio, per una promessa fatta in campagna elettorale, neppure nel caso in cui la norma avesse riguardato i titolari di pensioni sociali al minimo con coniuge pensionato vivente. Penso alle decine di migliaia di procedimenti giudiziari che si sarebbero dovuti e si dovrebbero impiantare a carico di politici “inadempienti” per promesse in campagna elettorale, se le norme del Codice di procedura penale e civile fossero diverse da quelle richiamate dal pretore di Palestrina. Ma nel caso della signora di San Cesareo, bisogna sottolinearlo ancora una volta, non esisteva e non esiste nemmeno la ipotesi del reato, visto che la Finanziaria approvata dal Parlamento nel dicembre del 2001 prevedeva l’aumento degli emolumenti a 516 euro soltanto ai titolari di pensioni sociali al minimo che non disponevano di altra pensione in famiglia e la signora ha ancora (per sua fortuna) un marito sano e vegeto, che percepisce la pensione (pur modesta) di ex muratore.
    Fin troppo chiaro, anche per chi non ha dimestichezza con queste cose. Ma a creare ugualmente un caso (assolutamente inesistente, lo ripeto) ci hanno pensato quelli del Codacons, pensando alla imminente campagna elettorale. “Soltanto loro mi hanno dato retta”, dice la settantottenne signora Ida “e devo ringraziarli, perché mi hanno assicurato che anche le spese dell’avvocato pagheranno loro”.
    Per completezza della informazione, diciamo che la convocazione delle parti, dinanzi al giudice di pace di Roma, è per il 28 febbraio, e cioè in piena campagna elettorale. Con Berlusconi in veste di “presunto inadempiente” ed il giornalista Bruno Vespa in veste di testimone, come conduttore della trasmissione “Porta a porta” nel corso della quale Berlusconi sottoscrisse nel 2001 il “patto con gli italiani”, dovrebbe esserci anche Roberto Maroni, ministro del Lavoro. Per fare che cosa, nessuno lo sa. Solo per offrire qualche spunto di strumentale polemica alla grancassa propagandistica della lista dei Consumatori di Carlo Rienzi, della Italia dei valori di Antonio Di Pietro e delle sinistre-Ulivo di Prodi, Fassino e compagni. E, dobbiamo dirlo con grande amarezza, per l’ennesima delusione di una povera vecchietta che non crede al fratello, non crede a “Mi manda Rai3”, non crede ad un pretore dello Stato italiano e si fida unicamente, purtroppo, dei ciarlatani della politica.

    Gaetano Saglimbeni

    www.gaetanosaglimbenitaormina.it

    come immaginavo; mi meraviglio del condacons!! non di Di Pietro

  5. #5
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    SI ma il Belrlusca da perfetto DEMAGOGA promise
    x tutti l aumento delle pensioni minime....basta che
    raccattava voti...

  6. #6
    morena
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    Citazione Originariamente Scritto da SPYCAM
    SI ma il Belrlusca da perfetto DEMAGOGA promise
    x tutti l aumento delle pensioni minime....basta che
    raccattava voti...
    ma che per tutti???? ti pare possibile una cosa del genere? un marito percepisce 3000 euro al mese di pensione e portano la minima della moglie a 500 mensili??
    Le regole erano chiare ma qualcuno evidentemente non le ha capite!

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da SPYCAM
    SI ma il Belrlusca da perfetto DEMAGOGA promise
    x tutti l aumento delle pensioni minime....basta che
    raccattava voti...

    Una volta essere corretti no?


    P.s ora che si è rotto pure Recoba e Obina va alla Coppa d'Africa pare che compri Sobis. Tanto Cassano è a Madrid....

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da morena
    ma che per tutti???? ti pare possibile una cosa del genere? un marito percepisce 3000 euro al mese di pensione e portano la minima della moglie a 500 mensili??
    Le regole erano chiare ma qualcuno evidentemente non le ha capite!
    Metti pure anche me tra quelli che non le hanno capite, perchè il messaggio che il tuo capo ha mandato in onda era pensioni minime di 516 euro per tutti, e non per tutti e poi dipende.

    Mia nonna diceva che le bugie hanno le gambe corte, come chi le racconta.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Malik
    Una volta essere corretti no?


    P.s ora che si è rotto pure Cassano e Obina va alla Coppa d'Africa pare che compri Sobis. Tanto Cassano è a Madrid....

    Credo che ti stai confondendo con Recoma, se non avesse
    firmato col Monaco forse ripredavamo Bobo Gol....

  10. #10
    morena
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Henry
    Metti pure anche me tra quelli che non le hanno capite, perchè il messaggio che il tuo capo ha mandato in onda era pensioni minime di 516 euro per tutti, e non per tutti e poi dipende.

    Mia nonna diceva che le bugie hanno le gambe corte, come chi le racconta.
    GUARDA CHE SE è per questo qualcuno aveva pure capito che l'aumento a chi ne aveva diritto sarebbe stato automatico mentre invece occorreva fare richiesta!

 

 
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