Secondo la legge israeliana vigente tutti i luoghi di culto, ovviamente anche quelli cristiani (compresi quelli cattolici), sono esenti dal pagamento di imposte. Tuttavia le proprietà delle chiese cristiane adibite ad usi diversi da quello del culto, ad esempio commerciale, educativo (scuole), di accoglienza (alberghi...) sono sottoposte alle usuali tasse sugli immobili.
Secondo le autorità israeliane il debito della Chiesa Cattolica ( soprattutto il Patriarcato Latino) verso, specialmente, la municipalità di Gerusalemme, per tali tasse non pagate, ammonterebbe a più di 55 milioni di €uro. La Chiesa Cattolica ha da tempo intavolato una trattativa con Israele in merito a tale situazione, eccependo, a quel che ricordo, diversità di trattamento (nelle interpretazioni della norma) fra edifici cristiani e edifici di proprietà di autorità religiose ebraiche (assimilate spesso a luoghi di culto, anche se non propriamente o esclusivamente usati come tali).
"I debiti in questione – afferma un portavoce del comune di Gerusalemme – riguardano molte istituzioni ecclesiastiche e si riferiscono in primo luogo a enti loro contigui come istituzioni educative, ostelli e pensioni, auditorium ecc. di proprietà delle Chiese. Nel quadro dei negoziati fra Stato di Israele e Vaticano è stato concordato di congelare la riscossione dei debiti delle istituzioni religiose, sia a livello nazionale che a livello locale, fino al termine delle trattative"
Anche altre chiese cristiane (non cattoliche) sarebbero.... in arretrato.... con il pagamento delle tasse in questione.
Per quanto riguarda la Chiesa Cattolica, è previsto prossimamente un incontro con le competenti autorità israeliane allo scopo di arrivare ad una ragionevole transazione. Fonti israeliane accusano tuttavia la Santa Sede di non voler andare oltre al pagamento di una cifra irrisoria, mentre il Vaticano non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito.
Shalom




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