IN RICORDO DI ANDREA FORTUNATO
Nel maggio del 1994, in un giorno che era destinato all'annuncio ufficiale del nuovo tecnico Lippi, da Piazza Crimea usci un comunicato a dir poco agghiacciante "Andrea Fortunato è da ieri ricoverato in isolamento presso l'Ospedale Molinette di Torino. E' affetto da leucemia linfoplastica acuta". La terapia intensiva di chemio terapia non porto a risultati, l'unica speranza era il trapianto di midollo osseo. Si offri la sorella Paola, poi il padre , Peppino, il 30 agosto e questa volta il trapianto riuscì, la compatibilità aveva apparentemente sconfitto la malattia. Purtroppo, le pesanti terapie avevano minato il sistema immunitario di Andrea. Cosi una polmonite gli risultava fatale e lo conduceva alla morte, il 25 aprile1995, Andrea muore. Solo pochi giorni prima aveva detto: "NON IMMAGINAVO QUANTO PUO' ESSERE MERAVIGLIOSA UNA SEMPLICE PASSEGGIATA". Sicuramente ora corre in cielo.. La Juventus, la sua Juventus era lanciata verso lo scudetto, lo sconforto prendeva tutti. Su una stagione sportivamente trionfale per la Juventus e per i suoi tifosi scendeva questa cappa di dolore, un dolore che era di tutto il mondo dello sport.
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IN RICORDO DI GAETANO SCIREA
Il 3 settembre 1989, un tragico incidente stradale in Polonia ha stroncato la vita di Gaetano Scirea, il campione dal dolce sorriso, il fuoriclasse in punta di piedi. Per incarico di Zoff, era andato a osservare la futura avversaria della Juventus in Coppa UEFA, il Gornik Zabrze. Sull'autostrada Varsavia - Katowice, la vettura che lo ospitava ha preso fuoco, dopo un terribile impatto frontale. Scirea aveva 36 anni, si era appena buttato a capo, con l'entusiasmo di sempre, nella nuova avventura da tecnico, fianco a fianco con il suo amico prediletto, quello Zoff con cui aveva condiviso, in bianconero e in azzurro, i momenti più esaltanti della sua carriera.
Noi vogliamo ricordarlo così.
Un giocatore signore, un signore giocatore. La carriera di Gaetano Scirea rimane un modello per i giovani. Centrocampista all'Atalanta, libero alla Juventus e in Nazionale. Alle parole privilegia sempre i fatti. E' la lealtà: non un'espulsione, non una squalifica. Gioca a sostegno della difesa, senza disdegnare azioni di disturbo, incursioni mirate, appoggi sapienti, gol calibrati. La lezione di Scirea risiede nel mondo in cui giocava, a testa alta, nel rispetto, quasi religioso, delle regole. E stato il destino a barare, non lui. Gaetano sarai sempre nei nostri cuori


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