L’umorismo? Diverte e fa bene alla salute e all'amore


Il famoso musicista polacco Fryderyk Chopin, sosteneva che “Chi non ride mai non è persona seria”. Infatti, il senso dell'umorismo è un modo intelligente, sottile e ingegnoso di vedere, interpretare e presentare la realtà, ponendone in risalto gli aspetti insoliti, bizzarri e divertenti. Per Anatole France, scrittore francese, “L’umorismo è una qualità peculiare di quelle persone che sono incline a considerare le vicende della vita con un garbato senso di superiorità, senza malevolenza, senza cinismo e senza cadere vittime delle passioni”. Per Mark Twain, “È mettere insieme incoerenza e assurdità in modo divagante e talvolta senza scopo e sembrare innocentemente ignari che si tratti di assurdità”.

Per Totò, invece, “È la rappresentazione, filtrata attraverso la propria sensibilità, degli uomini nei loro difetti, nelle loro manchevolezze, nella loro vanagloria”. In realtà l’umorismo è considerato come una valvola di sicurezza per soddisfare bisogni repressi e/o aggressività. “Non è da tutti avere il senso dell’umorismo e utilizzarlo per vivere meglio”, sostiene Luigi Valera, psicoterapeuta. Pare che la nostra psiche lavori per scovare energie, al fine di attenuare le sensazioni che procurano fastidio.
Non è da tutti fare dell’umorismo o accettare scherzi, perciò coloro che appartengono a questa categoria non solo non riescono a ridere dei propri tabù, ma vivono inseguendo uno schema rigido difendendosi ad oltranza ed utilizzando tutte le energie inconsce per arginare ogni possibile attacco esterno alla loro personalità. Come dire che si ride con il cervello e le orecchie prima che con la bocca. In sostanza l’umorismo è la facoltà di percepire e rappresentare ciò che suscita il riso ed il sorriso. L’uomo è l’unico animale che ride. Neppure le scimmie, molto abili ad imitare atteggiamenti umani, riescono a riprodurre questo fenomeno fisico. D’altro canto anche l’uomo non può ridere sinceramente a suo piacimento, dal momento che la risata è una manifestazione involontaria, un fatto meccanico ed autonomo, provocato da un muscolo chiamato diaframma, che divide il torace dall’addome.
Un noto proverbio recita: “Il riso fa buon sangue”. In realtà ridere non solo diverte, ma fa bene alla salute, in quanto il senso dell’umorismo agisce come difesa contro ansia e stress, per cui una bella risata stimola la produzione di particolari sostanze che hanno un potente effetto rilassante sull’organismo. La psicologa Donata Francescato, in un suo libro, afferma che l’umorismo migliora anche le relazioni amorose e, assicura, fa miracoli. Recenti esperimenti, inoltre, condotti da William Frey, docente di psichiatria alla Stanford University della California, hanno dimostrato che ridere produce addirittura effetti simili a quelli dell’esercizio fisico, poiché ridendo si mettono in moto ben quindici muscoli facciali, compresi quelli periauricolari, le spalle, il diaframma e l’addome. Inoltre, l’azione antiansia innescata nella risata, è utile anche a chi deve affrontare un esame o una prova impegnativa, poiché aumentando il ritmo respiratorio, aumenta la pressione arteriosa facendo affluire più sangue al cervello, quindi più ossigeno, potenziando così anche la memoria ed assicurando un miglior rendimento.
Solitamente a scatenare la risata è il senso del contrario: l’urto di una persona contro il vetro di un negozio o il capitombolo improvviso di un signore elegante fanno ridere e non sono certamente manifestazioni di cinismo, in quanto nel momento in cui la ragione prende il sopravvento e si comincia a pensare alle possibili conseguenze di quegli incidenti, allora… ci sarà ben poco da ridere.
Un testo indiano ci fa sapere che "Vi sono tre cose reali: Dio, la follia umana e il riso". Dato che le prime due oltrepassano la nostra comprensione, dobbiamo fare quel che possiamo con la terza”. Anche Omero ci parla di solenni, fragorose e irrefrenabili risate nell’Iliade (I, 795-798) e nell’Odissea (VIII), da qui prende il nome la “risata omerica”.
Perdere, pertanto, per un attimo il controllo della situazione, chiudendo le porte ai doveri ed agli impegni e riscoprendo quella dimensione infantile, non vuol dire leggerezza ma spirito di sopravvivenza.

Vittorio Polito