Ugo Martinat, viceministro dei lavori pubblici è indagato per turbativa d’asta e abuso in atti d’ufficio in un
indagine della procura di Torino scaturita da un rapporto della Dia nel quale compare – senza esserne
coinvolto – anche il nome del suo diretto superiore, il ministro Pietro Lunardi. La guardia di finanza al
comando del Generale Giuseppe Mango aveva inoltrato ai Pubblici Ministeri Cesare Parodi e Paolo Toso e
all’aggiunto Francesco Saluzzo, il primo febbraio del 2005, una relazione sulla quale si evidenziavano le
responsabilità del sottosegretario Martinat (adesso difeso dagli avvocati Andrea e Michele Galasso). “Dalle
indagini svolte dalla Dia - c’era scritto in quella missiva riservata delle Fiammo Gialle – e dalle
intercettazioni svolte, è stato possibile registrare numerose conversazioni dell’Onorevole Ugo Martinat e dei
suoi collaboratori.. Le conversazioni raffrontate alle ipotesi di reato già riferite in passato, delineano in
Martinat come soggetto supervisore per l’aggiudicazione di varie gare d’appalto e per l’assegnazione dei
seguenti collaudi”. Ed ecco nello specifico le contestazioni mosse a Martinat. Nell’ambito della linea
ferroviaria al alta velocità Torino – Lione, la Guardia di Finanza contesta una “turbativa di gare relativa alla
progettazione e direzione lavori di costruzione della discenderia di Venaus”. In questo caso l’ente appaltante è
la società italo-francese Lyon Turin ferroviarie (Ltf). Un’altra turbativa sarebbe emersa nell’ assegnazione
della “direzione lavori della statale 332 panoramica di Zegna varante di Cossato, Valle Mosso, Trivero”. Il
terzo episodio riguarda i lavori della variante di Avigliana appaltato dall’Agenzia Torino 2006. Ma dal
rapporto della Divisione investigativa antimafia diretta da Claudio Craciova emerge anche altro: uno scenario
nel quale affari e politica talvolta s’intrecciano. Di particolare rilievo le conversazioni tra Paolo Comastri,
direttore della sede italiana di ltf, Walter Benedetto, responsabile della Direzione Lavori, e Giovanni Desiderio
, del comitato direttivo dell’Agenzia Olimpica. Ecco alcuni stralci del rapporto della Dia: “In merito al
menzionato Walter Benedetto si è accertato che lo stesso , nel 1982, risultava essere direttore tecnico della
Stef, attualmente di proprietà di Francesco Procopio (ingegnere, direttore lavori, definito più avanti il “cassiere
di Martinat”, ndr) e di altri componenti del suo nucleo famigliare, società che ha progettato la A32 Torino-
Bardonecchia. Benedetto dal 1989 al 1992 è stato direttore dei lavori per le opere di raddoppio dell’autostrada
A6 Torino-Savona. In una telefonato Desiderio chiama Benedetto e gli dice che “vuole far arrivare a Enzo
Procopio il messaggio che la Stone, che definisce la società del Ministro (Lunardi, ndr) si è alleata con
l’Alpina di Milano”. Da ulteriori ricerche – annotano gli investigatori, “è emerso che la figlia del Ministro
Lunardi, Martina, risulta essere consigliere della Rocksoil, la Spa che si sarebbe aggiudicata la consulenza che
la progettazione dei 54 Km ferroviari in galleria della Torino-Lione. In questo caso la consulenza sarebbe stata
richiesta dalla società Eiffage con la quale la Rocksoil avrebbe già lavorato negli anni ’90 nella realizzazione
della linea ad alta velocità Lione-Marsiglia. Alla società Eiffage l’appalto sarebbe stato affidato dalla Ltf”. In
un’altra telefonata , Desiderio parlando con Benedetto “gli chiede di ripetergli quanto riferitogli la sera
precedente in merito alle alleanze societarie, facendo riferimento alla società Stone del Ministro, All’Alpina e
alla Spea”. “Nel contesto della gara di Venaus, Desiderio riferisce a Procopio di aver appreso da Benedetto
che la società Alpina avrebbe concluso l’accordo con la società Stone, pronunciando la frase “ci ha fottuti, vi
ha fottuto”. In seguito Procopio fa capire a Desiderio che l’Alpina (definita da Procopio scatola vuota) è
un’azienda messa in campo dalla società Gavio, sul cui conto il Procopio nutre sospetti di brogli nelle gare
ventilando l’ipotesi di presentare un’interpellanza in Parlamento. Aggiungendo poi che è necessario parlarne
con qualcuno per risolvere la questione. “Desiderio chiama Benedetto, al quale chiede se è stato contattato
telefonicamente da Ugo (Martinat, ndr), l’interlocutore risponde negativamente e Desiderio gli dice che a
breve sarà appunto chiamato da Ugo, ma che prima di questi lo chiamerà Procopio per spiegargli di cosa si
tratta, dato che il giorno prima i due erano stati a trovare Ugo”. Un giorno - sempre per l’appalto di Venaus –
Desiderio chiama Procopio, “ il quale riferisce al primo di aver appreso dai comuni amici della Metropolitana
Milanese che non è stato fatto un bel lavoro e che si aspettavano un aiuto più concreto. Vincenzo aggiunge
‘che serve una botta’ e si rende necessario ‘fare un intervento’ . Gianni gli dice di andare a parlare con Walter
(Benedetto, ndr), dato che lui è il presidente della commissione, per verificare se è necessario intervenire
presso Comastri, per poi passare la cosa a Ugo.