Articolo tratto da www.ilsole24ore.com
Il Lingotto parla già di “anno della svolta”.
Il 2005 è stato un anno migliore delle attese per il gruppo Fiat, che ha registrato un utile netto di 1,42 miliardi di euro, (contro un consensus degli analisti a 1,35 miliardi) e perdite per 1,58 miliardi nel 2004, su un fatturato in crescita del 2% a 46,54 miliardi. Nel quarto trimestre il risultato netto è stato positivo per 84 milioni (da un “rosso” di 561 milioni un anno prima e attese per 120 milioni) su un fatturato in rialzo del 7,5% a 13,14 miliardi. Il debito industriale netto del gruppo è sceso a 3,2 miliardi e la liquidità a fine dicembre 2005 è salita a circa 7 miliardi dai 6,1 miliardi di fine 2004.
Nell’anno appena concluso, il gruppo ha registrato un risultato della gestione ordinaria pari a 1 miliardo di euro, da 50 milioni nel 2004, grazie alla riduzione di 541 milioni delle perdite dell'Auto
unitamente al positivo andamento degli altri settori industriali, e un risultato operativo positivo per 2,21 miliardi, contro un “rosso” di 585 milioni nel 2004, grazie a proventi straordinari (1,1 miliardi derivanti dall'indennizzo General Motors, e la plusvalenza legata alla cessione della quota in Italenergia Bis, pari a 878 milioni) e nonostante oneri straordinari per un totale di 971 milioni. L'utile ante imposte era pari a 2,26 miliardi (da una perdita di 1,63 miliardi) grazie agli 858 milioni legati alla conversione in capitale del “Prestito convertendo” e un calo degli oneri finanziari netti (843 milioni da 1,18 miliardi nel 2004. Per la divisione Auto, afferma il gruppo, il 2005 è stato «un anno a due velocità» con la commercializzazione di Croma (maggio), Grande Punto e Alfa 159 (settembre) che hanno provocato un'inversione di tendenza. I volumi, che nel primo semestre scendevano dell'8,4% e nel terzo trimestre del 5,9%, sono saliti del 7,6% (+14,7% in Italia) nel quarto trimestre. I nuovi modelli, complice la presentazione nel quarto trimestre di Alfa Brera, Panda Cross e Lancia Ipsilon Momo Design, hanno gettato le basi per volumi di qualità nel 2006, con un obiettivo di quota nell'anno in Italia di circa il 30 per cento. Nel 2005 le consegne complessive di Fiat Auto sono state pari a 1.697.000 unità (-3,9%), con un calo del 7,8% in Europa occidentali e del 2,4% in Italia. La quota di Fiat Auto è stata pari al 28% in Italia (in linea con il 2004) e al 6,5% in Europa (-0,7 punti percentuali), mentre in Brasile è stata pari al 24,4% (+12,9% le vendite). Per i veicoli commerciali la quota di Fiat si è collocata al 10% in Europa e al 40% in Italia, in linea con il 2004.
Per il 2006 Il gruppo Fiat conferma gli obiettivi già fissati, vale a dire un cash flow operativo positivo, un risultato della gestione ordinaria tra 1,6 e 1,8 miliardi di euro e un utile netto di circa 700 milioni. Inoltre, per l'Auto, l'obiettivo di utile della gestione ordinaria sui ricavi tra lo 0,5% e l'1%. Il Lingotto intende anche «continuare nella strategia di cooperazioni mirate con l'obiettivo di ridurre l'impegno di capitale, condividendo investimenti e rischi». Tali obiettivi si basano sul fatto che il gruppo «complessivamente prevede di raggiungere in tutti suoi business volumi di vendita proporzionati alle previsioni di mercati sostanzialmente piatti. Le attività di riduzioni dei costi – dicono al Lingotto - sono in linea con le previsioni e procederanno come stabilito».
Esprime soddisfazione, commentando i risultati del Lingotto, il presidente Luca Cordero di Montezemolo, sottolineando come siano stati «superati tutti i target» che l'amministratore delegato Sergio Marchionne aveva indicato nel luglio 2004. «Il gruppo Fiat - aggiunge Montezemolo - chiude il 2005 tornando all'utile e ulteriore motivo di soddisfazione è che tutti i settori hanno chiuso in netto miglioramento sul 2004. E l'Auto torna in utile senza partite straordinarie». Gli obiettivi di mercato per il 2006 - market share del 30% in Italia e del 7,2% in Europa - sono stati confermati da Sergio Marchionne, che punta alla vendita di un milione e ottocentomila vetture nell'anno appena iniziato. L'a.d. di Fiat sottolinea positivamente la decisione dell'agenzia di rating Moody's di migliorare l'outlook sul Lingotto da "negativo" a "stabile", e annuncia che la Grande Punto verrà prodotta dal mese di maggio anche nello stabilimento di Mirafiori (oltre a quello di Melfi). La ricerca di ulteriori alleanze con altri costruttori continuerà anche nel 2006, mentre il disimpegno di due importanti banche come Montepaschi e SanPaolo Imi dal capitale del gruppo non viene giudicato negativamente da Marchionne: «L'investimento della banche nella Fiat - afferma- è stato il risultato di una conversione forzata del convertendo in azioni. Un obbligo che si erano assunte tre anni fa. Ringrazio le banche perchè il loro ruolo è stato essenziale per il risanamento. E non vedo niente di negativo nel fatto che siano uscite e sul momento in cui lo hanno fatto».




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