Un interessantissimo articolo a firma di ENNIO CARETTO pubblicato su IL MONDO.
Vi sono diverse cose che non condivido a partire dal giudizio su Mattei che proprio gli americani hanno ignobilmente fatto fuori, ma, comunque, c'è un quadro realistico di cos'era la nostra Italia negli anni del dopoguerra.
DOCUMENTO ESCLUSIVO: le sorprese sugli anni '50 dagli archivi della CIA
QUANDO GLI AMERICANI AMMIRAVANO L'ITALIA
L'ENI di Mattei, la crescita record del PIL (7%), il benessere.
Tutte "armi contro il pericolo rosso"
Così come eravamo: economicamente prosperi e alle soglie del Miracolo; abituati a viaggiare in treno e non in auto; propensi all'evasione fiscale; politicamente divisi ma al guado del centrosinistra; orgogliosi dell'ingresso all'ONU e con una gran voglia di Europa. Non molto diveri da oggi insomma ma meno esigenti e complicati, più felici e ottimisti. Questo nostalgico ritratto dell'Italia di cinquant'anni fa, una Italia "esposta al pericolo rosso" (il comunismo) ma risorta in un solo decennio delle rovine della guerra, appartiene alla CIA o meglio al suo ufficio "current intelligence" (OCI), cioè affari correnti. Emerge dagli archivi nazionali americani in tre radiografie del nostro Paese del '55, '56 e '57 desecretate di recente, che spingono a chiedersi se non avremmo potuto fare meglio, e se ultimamente non abbiamo sprecato, almeno in parte, il capitale iniziale. Radiografie che riflettono la diversità culturali: gli USA, per esempio, si meravigliano che la radio e la tv italiane siano di Stato.
continua..






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