Per la contraccezuione e la prevenzione
Per ridurre i tempi di effettuazione dell'aborto
Per combattere l'aborto clandestino
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La modifica della legge 194 non è un tabù
11 gennaio 2006
Chi ha detto che per la Rosa nel Pugno la legge 194 sull'aborto è un tabù? Oggi alla Camera è stata presentata la proposta di legge che i parlamentari della Rosa nel Pugno depositeranno nei prossimi giorni e di cui è discusso anche oggi durante le audizioni della commissione Affari sociali nel corso dell'indagine conoscitiva sull'applicazione della legge 194. «La nostra proposta di legge - ha spiegato Enrico Buemi - vuole richiamare l'attenzione su questioni che sono rimaste non risolte dalla 194. Siamo dunque pronti a riaprire il confronto. Tra i punti della legge da modificare secondo la nostra proposta, ci sono la prevenzione primaria e la contraccezione, il fornire un servizio a tutti i cittadini italiani alle condizioni previste dalla 194, sia in strutture pubbliche che private, e la garanzia di rendere disponibili anche altre tecniche, come quelle dell'aborto farmacologico».
La 194 è rimasta inapplicata in molte sue parti, ha detto Silvio Viale, primo medico ad aver sperimentato la pillola abortiva RU486 al Sant'Anna di Torino e membro dell'Associazione Luca Coscioni. «Per questo sarebbe bene allargare l'indagine conoscitiva ad altri punti della legge rimasti lettera morta, primo fra tutti la contraccezione e la prevenzione primaria. Senza dimenticare poi che non c'è nessuna legge in Italia che vieta la sperimentazione della pillola abortiva, il cui principio attivo è stato inserito dall'Oms nella lista delle medicine essenziali». Tra le altre questioni affrontate nella proposta di legge la riduzione dei tempi per arrivare all'intervento. «In media, dalla richiesta dell'appuntamento all'intervento - ha spiegato Viale - trascorrono 21 giorni, contro i sette previsti dalla procedura ordinaria. Nell'80% dei casi l'attesa supera le tre settimane, e in circa un quarto delle occasioni addirittura il mese. Nella proposta vengono precisate le procedure per l'ivg nei primi novanta giorni, stabilendo tempi certi per la struttura tenuta ad effettuare l'intervento, e ampliate le possibilità di ricorso all'aborto dopo i novanta giorni a tutela della salute della madre e qualità della vita del nascituro. Gli interventi potranno essere eseguiti anche in strutture private, autorizzate dalla Regione».
Sui temi della vita, ha concluso Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni, «non giochiamo in difesa. Lo abbiamo detto anche a Prodi questa mattina. Noi rivendichiamo i risultati positivi ottenuti dalla 194 ma siamo pronti a modificarla, perché il suo mancato rispetto è contro la libertà della donna».
(F. P.)




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