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  1. #1
    Neutrino NO-TUNNEL
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    Predefinito Ecco come muore un italiano...

    http://www.ansa.it/main/notizie/tick...0_2319390.html

    Nel 2005 triplicate denunce stupro

    Telefono rosa, e' un fenomeno che uccide piu' del tumore (ANSA) - ROMA, 10 GEN - Nel 2005 sono triplicate rispetto al 2004 le denunce di violenza sessuale alle donne. Telefono rosa: 'il fenomeno uccide piu' del tumore'. L'onlus ha presentato uno spot tv contro la violenza sulle donne rendendo noto che il 75% delle persone che sono condannate per questo reato lo quando escono dal carcere. Secondo la Questura di Roma nella capitale ogni tre giorni una donna subisce uno stupro. La violenza sulle donne e' quasi sempre consumata dentro le mura domestiche.



    http://www.resistenze.org/sito/te/pr/la/prla5d29.htm

    Inail: in Italia i morti (denunciati) diminuiscono
    In occasione della giornata mondiale per la sicurezza e la salute, anche l'Inail ha divulgato i suoi dati sulla situazione dell'Italia nel 2004. Secondo l'istituto gli infortuni mortali nel nostro Paese sono in diminuzione, anche se restano ancora vicini alla media di 4 al giorno. L'anno scorso gli incidenti sul lavoro denunciati all'Inail sono stati nel complesso 938.613 (-1,4 per cento rispetto 2003), con circa 1.400 casi mortali (-1,3 rispetto ai 1.418 registrati nel 2003). Il dato è ancora provvisorio, spiega l'Inail, 'perché nel calcolo devono essere compresi i decessi avvenuti entro 180 giorni dalla data dell'infortunio'. L'Inail segnala che tra il 2001 e il 2004 si è registrata una flessione degli incidenti mortali dell'8 per cento (erano 1.531 i casi mortali nel 2001), un dato che per l'istituto è ancora più consistente (il 12 per cento circa) se si considera la percentuale dei casi mortali rispetto all'occupazione (cresciuta in questi quattro anni di circa 890.000 unità, +4,1 per cento).

    Restano comunque cifre molto elevate, oltretutto sottodimensionate rispetto all'entità del fenomeno, visto che molto spesso gli incidenti non vengono denunciati e i decessi sul lavoro sono "camuffati" fingendo che siano avvenuti lontano dal cantiere.

    Su 938.613 incidenti complessivi verificatisi nel 2004, 869.578 sono stati registrati nell'industria e nei servizi (-1,3 sul 2003) e 69.035 in agricoltura (-3,4 sul 2003). Nel quadriennio il calo degli infortuni complessivo è stato per l'Inail pari al 6,2 per cento. Ogni anno quindi, escludendo gli infortuni in itinere, si verificano circa 35 infortuni ogni 1.000 addetti, con una frequenza più elevata in Umbria (52,59 ogni 1.000 lavoratori), in Friuli (47,78) e in Emilia Romagna (47,05); e più bassa nel Lazio (22,82), in Campania (23,27), ma anche in Lombardia (30,75), nonostante questa regione abbia il primo posto per numero assoluto di incidenti (158.328).

    (http://www.rassegna.it, 28 aprile 2005)



    http://www.moduli.it/bview.php/73

    Gli incidenti stradali causano 15 morti al giorno in italia



    Giovedì13/10/2005 - 171
    ROMA - Ogni giorno in Italia si verificano in media 614 incidenti stradali, che causano la morte di 15 persone ed il ferimento di altre 867. Il dato è contenuto nella 'Statistica degli incidenti stradali - anni 2003-2004' dell' Istat, da cui emerge anche che lo scorso anno si è registrata una diminuzione del 7,3% delle vittime rispetto all' anno precedente.

    5.625 MORTI NEL 2004 - Complessivamente, nel 2004 sono stati rilevati 224.553 incidenti, che hanno causato la morte di 5.625 persone, mentre altre 316.630 hanno subito lesioni di differente gravità. Rispetto al 2003 si registra una diminuzione del numero degli incidenti stradali (-3,1%), del numero dei morti (-7,3%) e di quello dei feriti (-3,3%).

    LUGLIO MESE PIU' A RISCHIO - Luglio è il mese in cui si verifica il maggior numero di incidenti stradali (21.834 in valore assoluto), mentre febbraio è quello con il più basso numero di incidenti (15.869). La media giornaliera di incidenti stradali risulta massima nel mese di giugno (716), mentre tocca il valore minimo ad agosto (540). Anche per quanto riguarda il numero di morti, luglio rappresenta il mese con il valore massimo: 595 in valore assoluto e 19 in media giornaliera. Venerdì è il giorno della settimana in cui si concentra il maggior numero di incidenti: 34.670 (il 15,4% del totale). La frequenza più elevata di morti si osserva invece la domenica (1.107 decessi pari al 19,7%).

    PICCO INCIDENTI INTORNO ALLE ORE 18 - Analizzando la distribuzione degli incidenti durante l' arco della giornata, si può osservare un primo picco intorno alle ore 8 del mattino, probabilmente legato all' elevata circolazione derivante dalla mobilità sistematica dovuta agli spostamenti casa-ufficio e casa-scuola; un secondo picco, si osserva intorno alle ore 12 in corrispondenza dell' uscita dalle scuole ed in relazione alla mobilità di alcune categorie (professionisti, commercianti, ecc.) che usufruiscono dell' orario spezzato; infine, il picco più elevato di incidentalità si registra intorno alle ore 18, quando si cumulano gli effetti dell' incremento della circolazione dovuto agli spostamenti dal luogo del lavoro verso l' abitazione con fattori psico-sociali quali lo stress da lavoro, la difficoltà di percezione visiva dovuta alla riduzione della luce naturale non ancora sostituita da quella artificiale.

    DI NOTTE ALTO TASSO MORTALITA' - Dal punto di vista della pericolosità, le ore in cui gli incidenti presentano il più elevato tasso di mortalità (numero di morti per 100.000 incidenti) sono proprio quelle in cui il numero di sinistri è più basso: di notte, tra le ore 24 e le 6 del mattino. Nel 2004 si sono verificati in questa fascia oraria 36.693 incidenti con 1.688 morti e 58.875 feriti. Gli incidenti del venerdì e sabato notte sono pari al 44,1% del totale degli incidenti notturni; analogamente, i morti e i feriti del venerdì e sabato notte rappresentano, rispettivamente il 49,1 ed il 46,9%.

    CITTA' LUOGHI CON PIU' INCIDENTI - Le città si confermano i luoghi dove si registra la maggior parte di incidenti e di feriti: nel 2004 sulle strade urbane si sono verificati 169.893 incidenti (il 75,7% del totale degli incidenti) che hanno causato 227.545 feriti (pari al 71,9% sul totale). Il numero dei morti sulle strade urbane è pari al 41,1% (2.310 in valore assoluto).

    91,1% INCIDENTI PER COMPORTAMENTO SCORRETTO GUIDATORE - Nel 2004 il 91,1% degli incidenti stradali è stato causato dal comportamento scorretto del conducente alla guida del veicolo. In particolare, il 15,1% del totale delle cause è rappresentato dalla guida distratta o andamento indeciso, il 12,2% dall' eccesso di velocità e l' 11,4% dal mancato rispetto della distanza di sicurezza. Lo stato delle infrastrutture ha pesato per il 4% dei casi. Lo stato psico-fisico alterato, pur non rappresentando una percentuale elevata del totale dei casi (2%), é caratterizzato da tre cause fondamentali: l' ebbrezza da alcool (4.140 casi pari al 72% della categoria), il malore improvviso ed il sonno che con 1.095 casi pesano per il 19%.

    CONDUCENTI 66,7% MORTI - Il 66,7% dei decessi ed il 69,3% dei feriti a seguito di incidente stradale è costituito dai conducenti dei veicoli coinvolti, i passeggeri trasportati rappresentano il 20,7% dei morti ed il 24,9% dei feriti ed i pedoni, che costituiscono l' utenza debole della strada, costituiscono appena il 5,8% dei feriti ma ben il 12,6% dei morti. Fra i conducenti, la fascia di età più colpita dalle conseguenze degli incidenti stradali è quella tra i 25 e i 29 anni, con 481 morti e 32.722 feriti. Segue la fascia di età 30-34 anni (461 morti) e quella 21-24 anni (395 morti). Anche per quanto riguarda i conducenti rimasti feriti, le fasce di età più colpite risultano quelle collocate tra 25 e 29 anni (32.722 feriti in valore assoluto), seguite dalla fascia 30-34 anni con 31.191 feriti e da quella relativa a 35-39 anni (24.975).

    Fonte ANSA
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  2. #2
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    cioe' tu apri un thread che parla di incidenti stradali, stupri etc e nel titolo metti la frase di Quattrocchi?

  3. #3
    .
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    Probabilmente era un modo per dimostrare che ci sono milioni di persone che muoiono nell'ambito del loro lavoro senza diventare un caso nazionale...ma sinceramente il paragone mi sembra un po' tirato per i capelli, non me ne voglia thematrix.

  4. #4
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    «Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario» Ernesto 'Che' Guevara
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    Ti sembra così tanto ignobile che si parli di violenza sessuale, incidenti sul lavoro, sanità malmessa, incidenti stradali, ... ?

    Ecco come muore un italiano

    ... e questo ti sembra di poco conto ?
    Il tuo governo tanto amante dell'amor di patria, tanto patriottico pensa che l'italiano medio possa morire così senza nessuna ragione ?
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  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Isabella
    ma sinceramente il paragone mi sembra un po' tirato per i capelli

    finalmente c'è una risposta al 3ad..cmq perchè?
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  6. #6
    .
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    Citazione Originariamente Scritto da thematrix
    finalmente c'è una risposta al 3ad..cmq perchè?
    Perchè una morte sul lavoro (come esempio) non è umanamente assimilabile a quella che di una persona che muore per mano di un rapitore. Anche a livello di reazioni, naturalmente. Se ho un incidente di lavoro non so che sto per morire, ma se mi puntano una pistola alla nuca sono consapevole di cosa sta succedendo, e ne avverto l'orrore. Il paragone è però simile a chi muore tutti i giorni per mano di qualche assassino...ma nessuno saprà mai le ultime parole pronunciate dalla vittima, nella maggior parte dei casi. E in questo il tuo paragone regge.

  7. #7
    .... .....
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    Citazione Originariamente Scritto da Isabella
    Perchè una morte sul lavoro (come esempio) non è umanamente assimilabile a quella che di una persona che muore per mano di un rapitore. Anche a livello di reazioni, naturalmente. Se ho un incidente di lavoro non so che sto per morire, ma se mi puntano una pistola alla nuca sono consapevole di cosa sta succedendo, e ne avverto l'orrore. Il paragone è però simile a chi muore tutti i giorni per mano di qualche assassino...ma nessuno saprà mai le ultime parole pronunciate dalla vittima, nella maggior parte dei casi. E in questo il tuo paragone regge.
    Insomma...se qualcuno decide che professionalmente si deve dedicare alla guerra o alla difesa..mi sembra ovvio che una cattura da parte del nemico è l'esatto equivalente di una caduta da un ponteggio...e anche li..ti può andare bene o male..tutto un rischio preventivato...Credo che rischino di più i piloti di formula uno e anche i carpentieri...che i soldati in Iraq...L'unica cosa che cambia...è l'uso propagandistico di certe notizie..che serve a ben disporre per eventuali guerre future..a renderle legittime. e magari pure accettate..Per questo sono necessari eroi e martiri e vittime..contro un nemico bieco disumano..canaglia..folle..pazzo..etc...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  8. #8
    .
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo
    Insomma...se qualcuno decide che professionalmente si deve dedicare alla guerra o alla difesa..mi sembra ovvio che una cattura da parte del nemico è l'esatto equivalente di una caduta da un ponteggio...e anche li..ti può andare bene o male..tutto un rischio preventivato...Credo che rischino di più i piloti di formula uno e anche i carpentieri...che i soldati in Iraq...L'unica cosa che cambia...è l'uso propagandistico di certe notizie..che serve a ben disporre per eventuali guerre future..a renderle legittime. e magari pure accettate..Per questo sono necessari eroi e martiri e vittime..contro un nemico bieco disumano..canaglia..folle..pazzo..etc...
    Su questo sono perfettamente d'accordo. Io non credo agli eroi, credo che possano esistere atti eroici nei quali vediamo l'esaltazione di qualità che ammiriamo (coraggio, fede, idealismo, amore per il prossimo, spregio del pericolo e chi più ne ha più ne metta) che immancabilmente finiscono per essere strumentalizzate. Quello su cui volevo mettere l'accento è che non sempre è possibile, nell'ambito del proprio lavoro, morire da eroe e che anche quando succede non sempre a queste notizie viene dato risalto perchè appunto dipende da cosa è strumentale e da cosa non lo è.

  9. #9
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    Io direi che tutti i morti andrebbero rispettati: si può discutere delle loro azioni in vita e anche criticarle aspramente ma gioire della morte di qualcuno è da bestie. A me disgustano pure le foto di piazzale Loreto eppure se c'è qualcuno che detesto è Mussolini: mi fa schifo questa pulsione di morte che aleggia.

  10. #10
    Neutrino NO-TUNNEL
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    Citazione Originariamente Scritto da Isabella
    Perchè una morte sul lavoro (come esempio) non è umanamente assimilabile a quella che di una persona che muore per mano di un rapitore. Anche a livello di reazioni, naturalmente. Se ho un incidente di lavoro non so che sto per morire, ma se mi puntano una pistola alla nuca sono consapevole di cosa sta succedendo, e ne avverto l'orrore. Il paragone è però simile a chi muore tutti i giorni per mano di qualche assassino...ma nessuno saprà mai le ultime parole pronunciate dalla vittima, nella maggior parte dei casi. E in questo il tuo paragone regge.

    bè certo è un ragionamento logico, e io infatti non nego che non ha avuto coraggio nel momento della morte


    il mio discorso era un altro..è una questione di mestieri: secondo me è molto più nobile fare l'operaio nei cantieri per manco 1000 euro al mese (che se muori non glie ne frega nessuno, il che dimostra che l'operaio per i benpensanti è un italiano di serie z) che andare in iraq a fare il mercenario a pagamento per minimo 10 mila euro al mese, per andare a proteggere aziende che rubano il petrolio agli iracheni, in una guerra e in un occupazione nessuno vuole, nè gli "italiani" (quelli veri) nè gli irakeni
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

 

 
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