
Originariamente Scritto da
beppe2
Riporto da "Banane & mazzette"
Il premier, d’altronde, continua a dichiararsi del tutto estraneo al perverso intreccio tra politica e affarri. Nega tutto. Anche di aver condonato con 1800 euro un'evasione fiscale milionaria: «Accuse assolutamente infondate. Naturalmente non ero a conoscenza di quanto fatto dai fiscalisti e dai commercialisti che hanno fatto un'operazione di routine chiedendo non il condono tombale, che copre tutto, ma soltanto il condono su alcune inesattezze formali». Tutto falso, così come la partecipazione di Fininvest alla società di Gnutti, Hopa: «Dire che Berlusconi è socio di Consorte, di questo o quest'altro sono cose assolutamente infondate, assolutamente false».
Ma allora chi è il bugiardo? Il senatore Ds Stefano Passigli non ha dubbi: «Berlusconi mente quando afferma di non sapere nulla dei decoders, sbugiardato in questo dal Garante per le Comunicazioni. Mente quando nega di essere socio di Gnutti in Hopa. Mente infine quando afferma di non essere stato a conoscenza di una domanda di condono fiscale fatta di routine dai propri fiscalisti». Infatti, «ogni domanda di condono - spiega l'esponente della Quercia - va infatti firmata dall'interessato. D'altronde Berlusconi è un esperto in elusione: Fininvest non ha pagato un solo euro di tasse sui 2.2 miliardi di euro incassati vendendo il 16,38% di Mediaset». Taglia corto il responsabile del programma della Quercia Pierluigi Bersani: «Berlusconi sta infilando una baggianata dietro l'altra. Non si può seguirlo tutti i giorni».
Sentiamo in proposito cosa dice un commercialista...
Leggo dalle agenzie che il signor Berlusconi ha affermato che il condono lo hanno fatto i suoi fiscalisti a sua insaputa. Siccome sono un commercialista, non posso accettare di bere l'ennesima panzana.
Nessuno può fare un condono per conto terzi. Se ciò avvenisse, ovvero se sull'istanza non ci fosse la sua firma, essa non sarebbe valida e quindi, se ciò è avvenuto nel caso del signor Berlusconi, il suo condono non vale un bel nulla, per cui i suoi avvocati non possono averlo opposto con successo all'Agenzia delle Entrate.
Non se ne può più di queste continue menzogne!>
Un'altra "perla"...
MILANO — «Dalla legge ex Cirielli non trarrei alcun beneficio», aveva sempre assicurato il premier Silvio Berlusconi nel travagliato iter della legge che ha drasticamente accorciato i termini di prescrizione di molti reati e modificato la continuazione tra reati. Ma la sua difesa tecnica sembra muoversi diversamente e non disdegnare di far valere la legge, in via «soltanto residuale», nell'udienza preliminare milanese sulla compravendita dei diritti tv Mediaset. E pur ribadendo di puntare a dimostrare la «totale estraneità» del premier alle accuse (fino al 1999) di appropriazione indebita di almeno 270 milioni di dollari, falso in bilancio e frode fiscale per 124 miliardi di lire, la difesa di Berlusconi ha messo le mani avanti per il prosieguo dell'udienza e rimarcato che della norma vi potrebbe già essere «immediata applicazione».
È accaduto tre udienze fa, senza clamori ma attraverso un calibrato inciso in un intervento in aula dell'avvocato Niccolò Ghedini, il 14 dicembre scorso.
Luigi Ferrarella