Tg1
Per tre giorni consecutivi abbiamo ascoltato la lezione teologica sulla eterna lotta fra Bene e Male, registrata da Berlusconi e diffusa da tutti i telegiornali. E un sondaggio, trovato sotto l’albero da Berlusconi, dice che Berlusconi gode del tifo indiscusso di un Popolo del Bene che raccoglie il 64 per cento degli italiani.
Gli altri sono operai della Fabbrica dell’Odio, che va rapidamente chiusa, come Termini Imerese. Ma quando questa tiritera, spacciata dal Tg1 come la notizia delle notizie, aveva rotto persino la forte fibra di Sandro Bondi, ecco il miracolo: la signorina Susanna Maiolo fa ruzzolare Benedetto XVI. D’incanto, il predicozzo di Berlusconi ha fatto il salto natalizio di qualità, per il "premier" teologo non c’è alcun dubbio: Lui e il Pontefice sono ormai accomunati da un unico destino, un tandem destinato ad alte prove e sacrifici. E il Tg1, con prontezza, dalla notte di Natale, ha diffuso il nuovo credo: con Pietro e contro Di Pietro. Deus vult.
Tg2
Per fortuna, oltretevere non hanno perduto il senso delle proporzioni e comunicano: la signorina Maiolo non deve essere punita, ma curata e – assicurano – non era animata da cattive intenzioni. Insomma, la fabbrica dell’odio non c’entra, caso mai qui si tratta di pura "innocenza", nel senso d’annunziano del termine. Una lezione di stile e di moderazione che il Tg2 ha registrato in apertura di notiziario.
Segue le telefonata di Berlusconi alla comunità di don Gelmini: sono forte, farò le riforme e fonderò il partito dell’Amore. L’occasione scelta è discutibile: l’ex-don Gelmini (attorniato da Gasparri, Gustavo Selva, Giovanardi) è in attesa di sentenza per violenze sessuali (ultima testimonianza a sfavore: 18 novembre 2009). E anche il partito dell’Amore ha un copyright: lo fondarono Moana Pozzi e Cicciolina. Che tempi.
Tg3
Cicciolina e Moana vengono citate dal Tg3 che , però, omette amorevolmente la complicata storia di Don Gelmini. Una serie di denuncie per molestie e violenze sessuali ai danni degli ospiti della comunità di recupero dei tossicodipendenti, un processo in corso che si avvia verso le ultime battute.
Lo stesso don Gelmini, nel 2008 chiese la riduzione allo stato laicale. La faccenda fu buttata "in politica", perché si parlò di "persecuzione" ai danni del religioso di dichiarate simpatie verso la destra ("Presidente io la amo, non molli" ha gridato anche ieri rivolto a Berlusconi). Laicamente, si aspetta solo una sentenza.
Il Tg3 riesuma per un momento anche Bersani e Di Pietro: "Le riforme? Vedremo".
La fabbrica dell'odio - Media&Regime | l'AnteFatto | Il Cannocchiale blog
C’era da immaginarlo, ed è accaduto: Silvio Berlusconi ha colto l’occasione del fanatico assalto al Papa nella notte di Natale per immedesimarsi implicitamente col Pontefice e, soprattutto, per accomunare a questa l’aggressione subita a Milano, entrambe prodotti della «fabbrica dell’odio» da contrastare.
Per lanciare questo messaggio propagandistico, il premier, o meglio la sua voce emanata da Arcore, ha acceso un filo diretto con la Rai. Veicolo principale per sostenere la tesi «dell’amore che vincerà sull’odio» è il Tg1 diretto da Augusto Minzolini. Berlusconi sciorina una sorta di «preghiera» natalizia nella quale diffonde sondaggi senza autore: «il 67 per cento degli italiani è con noi, due su tre».
Sulla base di questo dal 7 gennaio tornerà alla carica per «le riforme costituzionali in tutte le direzioni» (implicite quelle della giustizia), per «rimodernare lo Stato in tutti i suoi comparti». Riforme che potrà fare a maggioranza, nonostante i proclami pacificatori che incorniciano l’immateriale leader del «partito dell’amore».
Ecco in sequenza il diluito «avvento» di Silvio sull’emittente pubblica, rilanciato dalle reti Mediaset: il 24 mattina telefona a Radio Anch’io. Una chiamata tanto «a sorpresa» che ad intervistarlo è il direttore Antonio Preziosi, da lui voluto alla guida del Gr1. Il premier inaugura la parola chiave del Natale 2009: la «fabbrica». Dell’odio e del «disfattismo» che alimenterebbe una crisi di cui tace gli effetti devastanti, promettendo «la ripresa nel 2010».
Nella notte della vigilia Berlusconi telefona alla caserma della Guardia di Finanza di Coppito a L’Aquila inneggiando al «miracolo» compiuto per i terremotati «che hanno avuto tutti una casa». Non un accenno nei servizi del tg a chi la casa ancora non ce l’ha o agli appelli per la ricostruzione del centro storico.
La «voce» rimbalza il 25 nel Tg1 delle 13,30 nella chiesa di Giampilieri sugli alluvionati del messinese che si sentono abbandonati. La loro rabbia resta muta nel video, va in onda solo la promessa del premier con voce nasale e un po’ in affanno.
Ma il clou dell’immedesimazione di Silvio con il Pontefice avviene a Natale nel Tg1 delle 20. Il conduttore Attilio Romita (con un vistoso fazzoletto rosso al taschino) accoglie la telefonata del premier, secondo titolo dopo quello sul Papa. «The voice» parte, illustrata da una surreale sequenza di facce d’archivio: Berlusconi sorride bonario o è fiero statista; stringe mani a Palazzo Grazioli, agita fogli a Palazzo Chigi davanti al grembo della Verità del Tiepolo; cammina circondato dalla scorta e da striscioni col suo nome; e saluta la folla. Come Benedetto XVI. Come va la salute? s’informa il conduttore. Migliora, «adesso sono più guardabile», tornerà in pista il 7 gennaio senza i segni dell’aggressione. E meno male, è la macabra battuta, che non «sono finito sottoterra con la neve che c’è a Milano...». Poi, offrendo solidarietà al Papa, accomuna i due eventi nonostante la giovane donna fosse mossa da un pur folle eccesso di amore: «Come tutti gli italiani ci accomuna la preoccupazione e l’incredulità: dobbiamo contrastare le fabbriche di menzogne, di estremismo e anche di odio».
Il Tg1 rafforza, parlando di sicurezza, con i replay degli assalti di Susanna Maiolo e Massimo Tartaglia; solo accennata la solidarietà di Napolitano, mentre per supportare il messaggio «riforme utili a tutti i cittadini», manda in onda a pranzo e cena le parole pacificatorie di Schifani, presidente del Senato in visita al Bambin Gesù. L’identificazione di Silvio col Papa si coglie nel racconto sul «pellegrinaggio» ad Arcore delle persone che lo hanno «risarcito dalla calunnie»; nell’ecumenico augurio «di serenità e prosperità» rivolto agli italiani perché realizzino «i loro sogni» con toni che echeggiano la «carezza» suggerita dal Papa buono, Giovanni XIII.
La «voce» si riaccende ieri nella Comunità Incontro di (Don) Gelmini, l’ex prete rinviato a giudizio per molestie sessuali. «Pierino, seguendo il tuo esempio non mollerò», avverte Berlusconi nel comune sentirsi vittima delle toghe. Però, informa, il governo sconfiggerà la mafia «entro la fine della legislatura».
27 dicembre 2009
La senti questa voce. Berlusconi invade la Rai - l'Unità.it




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