i comici di sinistra, con l'inzio della campagna elettorale, sono pronti anche questa volta a scendere in campo con la sinistra.
Questa è l'intervista a Beppe Grillo pubblicata dal settimanale online www.dilloadalice.it
"I politici sono i nostri dipendenti"
http://www.dilloadalice.it/articolo....87a1grillo.xml
Alice incontra Beppe Grillo, da sempre impegnato in battaglie civili e ambientaliste: “Cosa penso di Unipol e degli inceneritori. I politici sono i nostri dipendenti. La mia proposta retroattiva sul tetto massimo di due mandati parlamentari”.
(www.dilloadalice.it n.87 del 11/01/2006)
La rivista “Time” lo ha indicato tra gli “Eroi europei del 2005”. Il suo blog www.beppegrillo.it è il secondo più visitato al mondo. Da anni non concede più interviste o interventi alle televisioni di stato italiana, ma solo a quella svizzera. Per Grillo, come per tanti cittadini, il regno della democrazia e del libero confronto di idee è Internet.
Parliamo di Beppe Grillo, comico da sempre impegnato in battaglie civili e ambientaliste. Tutte molto trasversali. Sul suo sito hanno trovato spazio molte campagne ambientaliste di associazioni sia di destra, come Fare Verde, che di sinistra. Ha chiesto la 'testa' di Berlusconi così come oggi quella di D'Alema e Violante. Ha raccolto fondi in settembre per pubblicare un appello sui giornali intitolato “Fazio Vattene”.
Qualche mese più tardi ha pubblicato su un quotidiano straniero l'elenco di 23 deputati italiani che siedono in parlamento pur essendo stati condannati dalla legge per diversi reati. I suoi fans girano l'Italia facendo volantinaggio con questa lista per invitare la gente a non votare chi li candida.
Cosa pensa delle vicende giudiziarie su Bpi, Unipol e scalata Bnl?
Mah.... queste cose io le dicevo da 4-5 anni, basta vedere lo spettacolo scorso: parlavo del sistema bancario, del sistema manageriale, dei consulenti dove c'è molta mafia vera, dove si dipanavano tutti questi finti capitalisti senza capitali. Penso a Gnutti a Tronchetti.... Chi viene fregato sono i piccoli azionisti, i piccoli risparmiatori, pensionati, questa è la finanza di oggi, che rappresenta purtroppo il 95% dell'economia.
E' vero che ce l'ha con il ministro Carlo Giovanardi?
Vede, Giovanardi non vuole essere chiamato “dipendente” perché lui deve rendere conto solo ai suoi elettori, ma si dimentica che invece un parlamentare deve rendere conto al popolo italiano non agli elettori e poi è tutto il popolo italiano che lo stipendia. E che stipendio ha Giovanardi!
Quindi deve anche avere un po' di rispetto. A meno che non voglia essere stipendiato dai suoi elettori che non sono a Parma, Reggio o Modena, ma sono a Lecco. Quindi se lui sa chi sono, il voto non è segreto per lui, quindi si rivolga a quelli che lo hanno eletto a Lecco, mandino una raccomandata dicendo: “sì ti vogliamo dare lo stipendio solo noi”. Si calcoli quanti sono, quanto è lo stipendio di Giovanardi e si divide per i lecchesi che lo hanno votato, questa è democrazia.
Ma lui è andato oltre al concetto costituzionale di che cosa è oggi la politica, di che cosa è oggi un parlamentare. Lui è straordinariamente all'avanguardia quindi io ho suggerito nel mio blog di mandargli presso Monte Citorio un po' di carne Montana, in modo che lui sia ancora tranquillo e confortato che c'è ancora gente che pensa a lui...
Perché invita i cittadini a definire i politici “dipendenti”?
Perché è così. Li paghiamo noi. Devono avere più rispetto. E così per questo ho lanciato la definizione dei politici “dipendenti” che corrisponde alla realtà. Politici a tempo determinato. Penso ad una bella legge d'iniziativa popolare per ridurre a due legislature la possibilità di essere eletto al parlamento italiano od europeo. Retroattiva naturalmente.
E' molto impegnato anche sul fronte ambientalista. Recentemente ha infatti partecipato alle manifestazione contro l'Alta Velocità in Val di Susa. Cosa pensa della tendenza sempre più diffusa a costruire inceneritori anche qui in Emilia Romagna?
E' la 'nuova tendenza' dire che hanno grandi e nuovi filtri, che ormai sono puliti, che New York ce l'ha in centro città, “ormai l'inceneritore è un mezzo per fare energia pulita” ci dicono... Oggi purtroppo passa questa idea. C'è chi non si pone invece domande vere come: “Cosa inceriamo?”, “Dove va a finire?”, “Lo sappiamo che nulla sparisce ma si trasforma?”.
Che parlino con l'esperto di nanopatologie ed inquinamento da nanopolveri Stefano Montanari. Lui è nel microcosmo io sono nel macro... lui è uno scienziato, un ricercatore, dice delle cose vere con nomi e cognomi. Cercherò di organizzare qualcosa con lui, verremo a parlare con la gente a spiegare.
Gli inceneritori...
L' inceneritore è un 'punto di vista' ormai vecchio di vent'anni e lo si vuol contrabbandare come un nuovo 'punto di vista' di come fare energia, come un nuovo modo di vedere le cose... Ma chi ha gli inceneritori non ne produce più, sono cose di 20 anni fa. I tedeschi hanno fatto degli enormi inceneritori che oggi viaggiano al 30-40% della loro portata dopo le politiche di raccolta differenziata...E per farli andare a quella portata comprano immondizia in tutta Europa, ma, oltretutto, non ne hanno in progetto di costruirne nessun altro.
I tedeschi avevano gli inceneritori ma poi hanno fatto la raccolta differenziata, hanno attuato un programma politico chiamato 'dalla culla alla culla' tassando chi utilizzava il monouso, hanno tassato chi produce oggetti 'usa e getta'. Costruire inceneritori è quindi una cosa vecchia, morta e che viene fatta da morti.
Ma esiste un'alternativa secondo lei?
In realtà noi abbiamo bisogno non di fare nuovi inceneritori, ma di fare economie che non vanno incenerite, pensando ad esempio alla raccolta differenziata porta a porta, al riutilizzo. Tutto questo si può fare. C'è già chi lo fa.
Ormai anche quelli che hanno fatto una politica fortemente incentrata sugli inceneritori -come gli americani- hanno incominciato a togliere il 'mono-uso' di ogni cosa, si passa al riutilizzo piuttosto che all'usa a getta. Ad esempio hanno iniziato a riutilizzare molte cose negli ospedali, come era già 50 anni fa.
Bisogna quindi ripensare anche a una catena produttiva?
Certo. Bisogna proibire l'usa e getta, quindi adottare tecniche per il riutilizzo, far pagare la tasse a chi fa imballaggi che non possono essere riutilizzati, pensare al secondo e terzo imballaggio, la catena di produzione dei prodotti va studiata in un altro modo. Ma siamo distanti dai pensieri della politica attuale.
Oggi ci troviamo di fronte alla crescita incondizionata di qualsiasi cosa, un modello che oramai è morto, solo che i morti che lo propongono sono gli unici a non accorgersene. Tutto questo sistema è morto e causa solo più rischi che benefici.
Matteo Incerti




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