| Venerdi 13 Gennaio 2006 - 13:00 | |

La “crisi iraniana”, come, purtroppo, avevamo previsto, sta rapidamente evolvendosi nel peggiore dei modi.
Gb, Francia e Germania, che avevano ricevuto dall'Ue l’incarico di cercare una mediazione con l’Iran, sono arrivati alla convinzione che sia “necessario un intervento del Consiglio di sicurezza dell'Onu”.
In altre parole questo è il primo passo verso una risoluzione di condanna del Palazzo di Vetro se non già di una sanzione forte, come per esempio un embargo totale (la storia si ripete).
La riunione tra le parti, prevista per il prossimo 18 gennaio, è stata già cancellata.
Pacata, ma ferma, la risposta di Teheran.
“La nostra decisione di dotarci di tecnologia nucleare per scopi pacifici è irreversibile”, ha detto il ministro degli Esteri, Manunchehr Mottaki.
Il ministro degli Esteri britannico, Jack Straw, ha ovviamente addossato all’Iran tutta la responsabilità dell'aggravarsi della situazione, di fatto negando all’Iran il più elementare dei diritti, quello della sovranità nazionale.
Straw ha detto che in questa situazione “non vi è altra alternativa” se non quella di convocare una seduta straordinaria del direttivo dell’Aiea, e di investire della questione il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Il ministro iraniano Mottaki, invece, come è giusto che sia, si è rivolto al suo popolo.
“Devo informare il nostro caro popolo - ha detto Mottaki - che stiamo facendo di tutto per mantenere i diritti certi, legali e naturali della Nazione iraniana, che rappresentano anche il volere del popolo iraniano, e che per questo non ci aspettiamo il permesso da parte di nessuno”.
Non ci risulta infatti che gli Usa o la Gran Bretagna o l’entità sionista abbiano chiesto il permesso ad alcuno per sviluppare la loro tecnologia nucleare (anche quella bellica), anzi Tel Aviv nega, contro ogni evidenza, anche il semplice possesso dell’arma atomica.
Perché mai l’Iran, guidato da un governo democraticamente eletto dal popolo, dovrebbe chiedere il permesso a qualcuno per decidere la sua autonomia energetica?
Mottaki ha poi annunciato che il prossimo 17 gennaio si svolgerà a Mosca un nuovo incontro con i responsabili russi, che in una prima tornata tenuta lo scorso fine settimana a Teheran hanno presentato una proposta per effettuare in Russia l’arricchimento dell’uranio iraniano.
Proposta sostenuta anche dalla Ue e dagli Usa, ma finora sostanzialmente respinta dalla Repubblica islamica.
La nuova data del vertice in Russia anticipa di circa un mese quella del 16 febbraio, resa nota in un primo momento.
Certo è che proprio dalla Russia dovranno giungere i segnali più importanti.
Solo Mosca, infatti, con un atteggiamento fermo e irresoluto contro la guerra, potrebbe far fallire i piani di attacco all’Iran, che certamente sono già pronti sulla scrivania di Bush e di Blair