Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Ciociaria Felix Chiamami al 348-3406101
    Messaggi
    29,651
     Likes dati
    1
     Like avuti
    24
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La Destra Non Si Sottragga Alle Nuove Sfide

    LA DESTRA NON SI SOTTRAGGA ALLE NUOVE SFIDE

    AN VERSO LA CONFERENZA PROGRAMMATICA

    di SILVANO MOFFA

    Alleanza nazionale affida alla Conferenza programmatica di febbraio il non semplice compito di tracciare le linee per portare l’Italia fuori dalla lunga fase di transizione che ne ha segnato il percorso negli ultimi dieci anni. Impresa ardua eppure ricca di fascino e foriera, c’è da augurarselo, di più alte ed entusiasmanti sfide. Non che sia da gettare quello che tenacemente e tra mille difficoltà si è realizzato in questi ultimi anni. Tutt’altro. Nella stagione di governo che volge al termine, il centrodestra ha saputo imprimere una svolta e un cambiamento profondi. Le riforme portate avanti stanno già producendo effetti positivi. Il tempo farà giustizia delle tante falsità e dei pretestuosi pregiudizi costruiti ad hoc da una sinistra in crisi d’identità e sempre più prigioniera del mito incapaci tante in cui normalmente affogano le “culture” prive di progetto e nate per distruggere piuttosto che per costruire. Quel che occorre, invece, sul nostro versante, è accompagnare alla consapevolezza-
    orgoglio per le “cose” fatte (tante e buone), la precisa indicazione di una proposta per il futuro che alimenti una nuova stagione di entusiasmo e una più profonda capacità d’incidere nelle sfere della vita sociale, economica, globale e comunitaria. Ci vuole, insomma, una lettura aggiornata dei cambiamenti in atto. La pigrizia intellettuale non paga.
    Problemi nuovi si affacciano all’orizzonte. Alcuni inediti. Pensare i poterli affrontare e risolvere ricorrendo alle vecchie categorie del pensiero, a volte, è sintomo di presunzione. Il bagaglio d’idee e di cultura di cui una forza politica come la nostra è portatrice resta sempre un inesauribile scrigno cui attingere. Ma quello scrigno va arricchito, rinvigorito, impregnato, tenuto aggiornato. Se non si vuole rimanere fermi al palo (e se la meta che ci diamo è quella di costruire l’Italia post-moderna) non possiamo temere nuove contaminazioni culturali né la navigazione nel mare aperto, dove a guidarci sono le stelle e ad animarci è lo spirito d’avventura, quel briciolo di utopia e di fantasia senza i quali a nessuno, dico a nessuno, è dato svettare. Intendiamoci: qui non si tratta di sfuggire alla concretezza che dà anima e forza all’azione politica. Chi ha responsabilità di governo e si candida legittimamente a guidare il Paese nei prossimi anni avverte su di sé il peso
    delle decisioni da assumere e la ferrea legge che ci richiama a tenere i piedi ben saldi in terra. È nel mix fra tradizione e innovazione, fra conservazione (di quel che vale la pena conservare) e rinnovamento, fra difesa di valori imperituri e ricerca di un nuovo inventario di valori meglio armonizzato con la frontiera dei nuovi diritti e doveri (dalla nuova cittadinanza all’etica delle responsabilità), che si misura la portata di un disegno politico al tempo stesso ambizioso e spendibile.
    Si pensi al rapporto con le nuove generazioni oppure al complesso articolarsi della dimensione familiare nelle sue forme e nelle diverse accezioni in cui si riflettono modelli di vita, comportamenti, costumi, status non sempre omogenei con una certa idea di famiglia (tradizionale) cui eravamo abituati. La definizione di un patto generazionale che da un lato consenta ai nostri figli di godere per lo meno delle stesse risorse di cui abbiamo goduto noi, e dall’altro segni l’avvio di una ritrovata coscienza partecipativa che sottragga i giovani dalla morsa inconcludente dell’irresponsabilità custodita al caldo del focolare domestico si può accompagnare ad azioni di più forte difesa del nucleo familiare. Sostenere la famiglia significa adottare una politica dei redditi che si basi sul “quoziente familiare”, individuare forme di detraibilità (perché ad esempio non intervenire sull’Ici?) che, mano a mano, spostino l’asse del prelievo fiscale dalla persone alle cose, dalle famiglie alla società. Sostenere la famiglia significa introdurre anche da noi, in Italia, forme di “risparmio casa” simili a modelli già sperimentati con successo in altri paesi europei, dove l’acquisto dell’abitazione per le giovani coppie non espone a mutui fin troppo onerosi, bensì avviene tramite la capitalizzazione, favorita dallo Stato e agevolata dal sistema creditizio, di quel che singolarmente si è investito in risparmio fin dalla nascita. Sostenere la famiglia significa rimuovere la coltre d’incomunicabilità che sovente altera i rapporti e le relazioni interpersonali; significa restituire ruolo all’anziano,
    sconfiggere l’emarginazione, combattere le solitudini che a volte si annidano, con la devastante azione psicologica e sociale di cui sono generatrici, là dove una moltitudine di forme e di luoghi ne rende opaca l’esistenza. Sostenere la famiglia significa esplorare circuiti formativi per i figli che siano in grado di agevolarne l’inserimento nel mondo del lavoro (proseguendo l’azione riformatrice della scuola Introdotta dal governo). Significa, anche, immetterla nel più ampio circuito dove non tutto viene demandato allo Stato ma molto lasciato al volontariato, nuova soggettualità politica da integrare legislativamente
    e perennemente nella struttura statuale. Oppure si pensi – per toccare un altro argomento – all’irrompere tumultuoso nell’epoca del Globale del fenomeno migratorio. Il caso della Francia mette sotto gli occhi di tutti le conseguenze drammatiche di un’immigrazione, sia essa retaggio di antiche eredità imperiali che di quella legata alla fuga dalla miseria da parte di milioni di extracomunitari, che ormai presenta il conto in termini di convivenza e di accettazione solidale da parte
    dei Paesi ospitanti. Stiamo assistendo al contemporaneo fallimento di due modelli di convivenza: il primo fondato sul multiculturalismo, caratteristico dei paesi anglosassoni, il secondo sull’assimilazionismo, tipicamente francese. Entrambi, dando vita a realtà fatte di emarginazione, causano conflitti etnico-confessionali e, quindi, sono inefficaci ai fini dell’integrazione di comunità straniere e della creazione di una comune identità. Ragionare sui limiti di quei modelli può aiutare a individuarne altri di maggiore efficacia.
    Nel suo ultimo libro LA FINE DELLA POVERTÀ, Jeffrey D. Sachs, direttore dello Earth Institute della Columbia University e consigliere speciale del segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, scrive: «Ogni angolo del pianeta ha la
    possibilità di raggiungere una condizione di prosperità senza precedenti fondata sulla scienza, la tecnologia e il mercato… alcune parti del mondo sono intrappolate in una spirale perversa d’impoverimento, fame e malattia. Non è bello
    spiegare ai moribondi cosa avrebbero potuto fare per trovarsi in condizioni migliori. Perciò il nostro compito è aiutarli a salire i
    gradini della scala che porta al benessere o, almeno, a mettere saldamente un piede sul primo gradino, in modo che poi possano proseguire da soli. Sono un ottimista? Ottimismo e pessimismo non sono questioni che ci riguardano:
    quello che serve non è prevedere il futuro, ma contribuire a costruirlo. Uso il plurale perché questo è un compito collettivo: tanto vostro quanto mio. I testi propedeutici alla teoria economica predicano l’individualismo, i mercati decentralizzati, ma la nostra sicurezza e la nostra prosperità dipendono almeno in ugual misura da decisioni collettive sulla lotta alla malattia,
    sulla promozione di una scienza efficace e di un’istruzione diffusa, sulla realizzazione delle infrastrutture di base, su azioni concertate per aiutare i più poveri fra i poveri. Solo se sussistono le precondizioni indispensabili in termini di infrastrutture (strade, porti, energia) e di capitale umano (sanità, istruzione) i mercati diventano uno straordinario motore di
    sviluppo». La globalizzazione e le sue ricadute economiche, sociali e politiche hanno messo l’umanità di fronte alla scelta di accettare regole che, alla lunga, potrebbero rivelarsi conflittuali e devastanti. Il rilancio e la difesa delle geo-comunità,
    nel rispetto dei diritti e delle aspettative di tutti i popoli può aprire la strada a nuove forme di collaborazione e di confronto.
    La geo-comunità, intesa come rispetto di radicamenti socio-culturali di popoli che su un dato territorio hanno costruito la loro esistenza prima ancora della loro storia, resta una scelta cardine soprattutto per il Vecchio Continente, sempre più schiacciato tra il “bisogno” di tassi di crescita industriale ed economici e la difesa di un patrimonio umano, culturale e sociale
    unico. Geo-comunità, dunque, come fattore nuovo su cui calibrare le politiche di sviluppo, come ideaforza cui improntare politiche economiche e sociali, post-fordiste e post-welfare. Geo-comunità come leva per far prosperare il “capitalismo”
    del territorio dove le imprese siano “un progetto di vita”, e la governance un sistema di regole trasparente e virtuoso.
    Si tratta, va detto, soltanto di alcuni primi spunti per mettere a fuoco una “visione” autenticamente moderna per un partito,
    Alleanza nazionale, la cui forza attrattiva e la capacità di crescita sono direttamente proporzionali al coraggio e alla qualità propositiva con cui affronterà la nuova frontiera delle idee.

  2. #2
    Non confondermi con Salvo
    Data Registrazione
    17 Jun 2009
    Messaggi
    15,270
     Likes dati
    5,671
     Like avuti
    3,711
    Mentioned
    654 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Purtroppo il capitalismo italiano è in crisi, di ieri è la notizia che anche la Galbani è stata fagocitata da una multinazionale francese.
    Di questo passo l'Italia si avvia a diventare una terra di colonizzati, di persone sfaticate pronte a vendersi al primo offerente straniero.
    Manca in Italia una mentalità capitalista diffusa, che responsabilizzi l'individuo e non deleghi tutto allo Stato padre padrone.
    AN, se davvero tiene all'Italia, dovrebbe incoraggiare una mentalità che metta l'individuo al centro di tutto, lo responsabilizzi. Se l'Italia va a picco la colpa non è di mancate politiche sociali o assistenziali, ma al contrario della scarsa voglia dei cittadini di lavorare e costruirsi da soli il proprio avvenire, a cui le cosiddette politiche "sociali" offrono spesso soltanto un alibi.
    AN deve avere il coraggio di affrontare scelte impopolari, come le tanto detestate politiche liberiste, che come una medicina amara sono le sole in grado di risollevare le sorti del paese.

  3. #3
    in silenzio
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    15,330
     Likes dati
    2,495
     Like avuti
    1,288
    Mentioned
    106 Post(s)
    Tagged
    17 Thread(s)

    Thumbs up ...

    La prospettiva è aperta: l'analisi dei problemi è stata profonda, la sintesi adottata è ragionevole.

    Coraggio, adesso è il momento di capire bene il programma, e andare avanti insieme !


    di necessità virtù

  4. #4
    roberto m
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da MariaVittoria C
    La prospettiva è aperta: l'analisi dei problemi è stata profonda, la sintesi adottata è ragionevole.

    Coraggio, adesso è il momento di capire bene il programma, e andare avanti insieme !


    hai qualche idea precisa Maria Vittoria?

  5. #5
    in silenzio
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    15,330
     Likes dati
    2,495
     Like avuti
    1,288
    Mentioned
    106 Post(s)
    Tagged
    17 Thread(s)

    ...

    Citazione Originariamente Scritto da roberto m
    hai qualche idea precisa Maria Vittoria?

    Ho letto le premesse alla conferenza programmatica.
    Non posso certo andare fuori tema di questo 3d esponendo opinioni personali...bisogna aspettare il resoconto della Conferenza, per fare commenti.

    Non credi?
    di necessità virtù

 

 

Discussioni Simili

  1. Santo Padre: coppie gay pongono sfide nuove
    Di Alessandro.83 nel forum Cattolici
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 10-01-14, 16:14
  2. Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 14-02-10, 18:05
  3. Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 10-02-10, 12:01
  4. Nuove sfide per il dollaro
    Di Breiner252 nel forum Politica Estera
    Risposte: 46
    Ultimo Messaggio: 16-02-08, 16:41
  5. Postilla alle regole POL cup: accettazione sfide
    Di marcejap nel forum POLSchedina
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 15-07-05, 20:26

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito