
Originariamente Scritto da
Esmor
Morire da "eroe". Cosa significa questa espressione ? Dal mio punto di vista, può morire da eroe e a volte può addirittura scegliere di morire da eroe colui che volontariamente sceglie di sacrificare se stesso per gli altri, colui che agli altri riesce a donare tutto se stesso (fino alla propria vita) per un ideale superiore e collettivamente condiviso, sia esso la libertà della propria terra, la giustizia sociale, l'affermazione di diritti, la felicità di una comunità.
Questo "donare se stessi" presuppone la gratuitità: l'eroe si sacrifica proiettando se stesso nel Bene di coloro che resteranno in vita, affinché il proprio sogno si realizzi attraverso di loro; non riceve nulla in cambio, se non gli onori post mortem che, almeno da un punto di vista laico, non può né vedere, né godersi. Gli stessi concetto di dono e sacrificio, del resto, presuppongono implicitamente la gratuitità.
Fatta questa premessa, analizziamo chi era Fabrizio Quattrocchi.
Era dove si trovava per la libertà della propria terra ? No, era lì a difendere e tutelare gli interessi di chi quella terra tutt'ora la occupa, avendo dato il cambio a chi prima la opprimeva dall'interno. Per chi con il quoziente intellettivo di un bambino continuasse a sostenere i discorsi "portiamo pace, libertà e democrazia", ricordo che le strutture idriche del paese sono state privatizzate a favore di aziende statunitensi e di altri Stati occidentali, la ricostruzione è stata fatta facendo ingrassare altre aziende degli identici paesi, la Monsanto fa affari d'oro con gli Ogm, ecccetera, eccetera, eccetera ! (per dirla con Gaber)
Era lì per la giustizia sociale ? Quale giustizia, quella dei suoi protetti che col fosforo bombardavano i civili ? O quella del massacro della città di Falluja ? O quella degli sbirri italiani "in missione di pace" che ghanno sparato ai civili che occupavano un ponte ? Era lì per la più concreta materialzizazione del concetto ideale d'ingiustizia.
Era lì per l'affermazione di diritti ? No, almeno che non si intendano i diritti degli occupanti a stuprare donne, a massacrare civili, a comportarsi da barbari in casa d'altri.
Era lì per la felicità ? No, se non per la felicità di pochi, iracheni come stranieri, che si davano allegramente all'ingrasso sulle spalle di una popolazione già stremata da anni e anni di fottutissimo embargo che conosceva una disoccupazione arrivare fino al 60 %. L'unica felicità era quella dei funzionari dei vari paesi occupanti che si godevano la vita stando in una struttura attrezzata e divertendosi tanto nel cucinare ogni giorno ricette delle diverse cucine: un giorno cucina italiana, un giorno irachena, un giorno francese. mentre questi si ingozzavano trovando tanto divertente ogni giorno cambiare cucina, per strada c'era gente che moriva di fame, se non sotto bombardamenti o per malattia.
E dove sarebbe il sacrificio e il dono con tanto di allegata gratuitità ? Quattrocchi non si è sacrificato, è morto perché lo hanno rapito e ammazzato, scelto tra i quattro e non perché eroicamente ha dcetto "prendete me" mentre stavano ammazzando un altro del gruppetto. Fino ad una settimana prima, era un coglioncello che giocava col mitra, e magari il tenere un'arma tra le mani lo faceva sentire macho e forte, quando il machismo (nonostante sia eterosessuale) è probabilmente l'atteggiamento che meno sopporto dopo la superficialità.
Se la sua morte non è minimamente imputabile, neanche in modo marginale, alla sua volontarietà, ma è completamente ascrivibile ad una decisione di altri, è assente anche il valore della gratuitità: Quattrocchi non faceva quello che faceva per un, per quanto sbagliato, ideale: lo faceva per il vile denaro, per "lo sterco del demonio".
Thomas Muentzer, I comunardi, Bobby Sands, e tutti quanti morirono per un ideale e per la propria collettività, mentre non cercavano nulla per loro, questi sono eroi.
Sicuramente aveva ragione Bossi quando affermava che il tricolore "serve a puliccese 'l culo", rappresentando la nazione la cui nobiltà d'animo è rappresentata da personaggi come Cocciolone e Quattrocchi... persone che per definirle va utilizzata una parola lombarda che non ha altre locuzioni ugualmente appropriate: pirle.
E allora perché considerarlo eroe ? Solo perché, quando non aveva più nulla da perdere, anche in punto di morte, ha voluto dare l'ennesima dimostrazione di essere un fascistello ?
« Non sono venuto quì per i miei interessi personali ma per liberare
la mia povera patria. » (Sampiero Corso)