ho postato questo pezzo tratto dal Foglio di oggi e mi è stato bannato due volte:
Così i Ds “grazie alla consulenza” di Unipol merchant ridussero i loro debiti di 410 milioni in tre anni
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Roma. E’ stata un’impresa ridurre di 410 milioni in tre anni i debiti dei Ds. Merito del tesoriere del partito, Ugo Sposetti, ma anche di Unipol merchant, banca d’affari controllata col 63 per cento da Unipol banca, istituto di credito posseduto dalla compagnia assicurativa fino a pochi giorni fa presieduta da Giovanni Consorte. Il plauso all’indirizzo di Unipol merchant è messo nero su bianco nella relazione sull’ultimo bilancio disponibile di Beta Immobiliare, che prima di essere messa in liquidazione era posseduta dalla Quercia. In Beta il partito guidato da Fassino aveva concentrato parte del patrimonio immobiliare, una fetta dei debiti dell’Unità e linee di credito garantite da ipoteca su 261 edifici. Il riferimento all’opera di Unipol merchant, quando era guidata da Consorte, è inserito tra i “fatti di rilievo” nel rendiconto 2004: “Il successo in questa delicata fase, propedeutica per il prosieguo della liquidazione, è in gran parte dovuto all’ausilio e alla consulenza di un advisor finanziario, che ci ha continuamente assistito”.
L’anno in cui è stata più intensa l’attività di ristrutturazione del debito è stato il 2003, come si desume dai documenti di Beta Immobiliare, la srl messa in liquidazione il 29 maggio 2003. A guidare i commissari liquidatori c’è l’avvocato bolognese Gianluigi Serafini, advisor legale del gruppo Unipol nella costituzione di Unipol merchant.
I liquidatori, assistiti dagli uomini di Consorte, avevano l’obiettivo di liberare il patrimonio della società dalle ipoteche iscritte nel 1996-’97 e 2000 su tutti gli immobili a favore di un pool bancario formato da Carisbo, Monte Paschi di Siena, Intesa e Capitalia, a garanzia di finanziamenti per un debito vicino ai 200 milioni di euro. Obiettivo raggiunto il 23 dicembre 2003 con “la cessione di un primo blocco significativo di immobili a un unico acquirente che ci ha permesso di ottenere la chiusura della parte più corposa del debito bancario”. Le relazioni dei bilanci non indicano il nome dell’acquirente, ma fonti finanziarie che hanno partecipato all’operazione sottolineano che controparte nell’operazione è stata la finanziaria Tosinvest Immobiliare (controllata da un’omonima società lussemburghese) che fa capo al gruppo Angelucci, attivo in particolare nel settore delle cliniche.
Un’operazione, chiosano i liquidatori, “complessa e articolata”, che ha “sostanzialmente comportato” questi passaggi. Primo: “La cessione da parte del pool bancario a una società finanziaria facente parte di un gruppo operante anche nel settore immobiliare del credito vantato dal pool di banche verso Beta per 88,7 milioni di euro”. Secondo passaggio: “La vendita di un complesso di 34 immobili per un prezzo di circa 46,1 milioni, che è stato corrisposto in parte in denaro e per il residuo mediante accollo di parte del debito bancario”. Terzo passaggio: “La cessione del credito vantato dal Monte Paschi di Siena verso Beta per oltre 35 milioni, credito originariamente garantito da ipoteca iscritta sull’immobile sito in Roma, via delle Botteghe Oscure”. Quando nei primi giorni di dicembre del 2003 indiscrezioni di stampa parlarono di un’imminente operazione per la riduzione dell’indebitamento dei Ds da compiersi attraverso una controllata della Quercia, l’allora sottosegretario al ministero dell’Economia, Gianluigi Magri (Udc), scrisse una nota che le agenzie così titolarono: “Soluzione debiti Ds innovativa, operazione dubbia”. Scriveva Magri: “La soluzione finanziaria che si delinea appare sicuramente innovativa”, ma “purtroppo le innovazioni scontano il fatto di non avere robusti precedenti e, quindi, in qualche caso, un vulnus nella lettura della dottrina. E’ infatti difficile compenetrare tali soluzioni finanziarie con la rigidità della legislazione sul finanziamento ai partiti politici”.
Il 2003, per i Ds, è stato anche l’anno in cui la controllata immobiliare ha deciso di ricorrere al condono tombale per gli anni che vanno dal 1997 al 2001 per un onere complessivo di poco superiore ai 78 mila euro. Stessa decisione l’anno successivo: “Nel 2004 si è proceduto ad avvalersi del condono tombale per l’anno 2002 con un onere aggiuntivo di soli euro 500 e alla regolarizzazione degli omessi versamenti (anni 2000, 2001, 2002 e 2003) per un importo di 1,78 milioni con il pagamento dei soli interessi aggiuntivi”.
mi chiedo: si può ancora discutere o dobbiamo urlare al nano pelato mafioso e ladro per non farci bannare?
non si può dire nulla su consorte e i condoni tombali dei verginelli compagni?
E' incredibile.




Boh, sarà...
Nobis ardua
