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    Predefinito In Russia non si cambia, in Ucraina invece sì

    Alexei Miller, capo del colosso energetico russo – sta bruscamente diminuendo le forniture di gas dal territorio della Federazione russa ai consumatori ucraini dalle dieci ora di Mosca del primo gennaio.
    Sembra inverosimile ma la Russia in 73 anni non muta atteggiamento e regole di approccio nei confronti della vicina Ucraina. Nel 1932, sebbene il raccolto di grano in Ucraina fosse stato particolarmente buono, nell’inverno, per decisione di Stalin la popolazione ucraina fu privata del cibo sufficiente per sfamarsi: le autorità sovietiche perpetrarono l’abominio in questo modo, il crimine della pulizia etnica contro un intero Popolo inerme, che aveva l’unica colpa di essere legato alle proprie tradizioni cristiane avendo già tra l’atro accettato le regole della collettivizzazione per la produzione e la gestione delle risorse agricole. In quell’inverno del 1932-‘33 le famiglie ucraine furono costrette a cibarsi delle carcasse di animali ed anche delle carni dei propri bambini morti. L’elemento che consente di affermare che Mosca perpetrò allora il crimine della “guerra etnica” risiede nel fatto che assieme alla “artificiale fame” gli emissari di Mosca vietarono l’uso della lingua ucraina imponendo invece l’uso forzato del russo.
    Quest’anno, a distanza 73 anni da quel tragico freddo inverno in cui Mosca tagliò i rifornimenti di grano all’Ucraina, la storia potrebbe tragicamente ripetersi. Anche quest’anno il freddo è intenso ed il gas da riscaldamento è un bene primario in quella terra di Ucraina ove le temperature raggiungono anche i 30° sotto lo zero e Gazprom, il gigante energetico russo, minaccia di tagliare le necessarie forniture di gas a 52 milioni di persone, appellandosi alla mera legge del mercato. È notorio che nell’attuale Russia di Putin come allora in quella di Stalin, connesso al discorso dell’esclusione sociale è vivo quello della mancanza di tutela di diritti fondamentali, sacri per la condizione umana, quali il diritto del lavoro, al godimento della proprietà privata, all’istruzione, all’assistenza sanitaria: in tal senso tante risoluzioni e denunce di organismi internazionali di controllo si sono succeduti nel tempo sino ai giorni scorsi, tra cui l’Onu ed il Consiglio d’Europa. Problematica evidente nei luoghi in cui i russi vivono in povertà estrema, dove gli indigenti non riescono quasi a sopravvivere. Questa è la triste realtà della popolazione che vive ancora oggi nelle zone rurali e montane della Russia ove Gazprom estrae, ove al comunismo si va velocemente sostituendo il capitalismo più sfrenato. Nulla muta sul fronte orientale: in Ucraina 73 anni fa 10 milioni di persone morirono di fame “artificiale” scientemente operata da Stalin e in silenzio perchè si trovavano oltre la “cortina di ferro”, in questi giorni e nei prossimi 4 mesi di serio inverno, quante famiglie ucraine resisteranno a - 30°, e quale economia della produzione è prevedibile per la giovane repubblica ucraina indipendente? Tutto questo mentre la Russia va a presiedere il G8.

  2. #2
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    Predefinito In Russia non si cambia, in Ucraina invece sì

    Alexei Miller, capo del colosso energetico russo – sta bruscamente diminuendo le forniture di gas dal territorio della Federazione russa ai consumatori ucraini dalle dieci ora di Mosca del primo gennaio.
    Sembra inverosimile ma la Russia in 73 anni non muta atteggiamento e regole di approccio nei confronti della vicina Ucraina. Nel 1932, sebbene il raccolto di grano in Ucraina fosse stato particolarmente buono, nell’inverno, per decisione di Stalin la popolazione ucraina fu privata del cibo sufficiente per sfamarsi: le autorità sovietiche perpetrarono l’abominio in questo modo, il crimine della pulizia etnica contro un intero Popolo inerme, che aveva l’unica colpa di essere legato alle proprie tradizioni cristiane avendo già tra l’atro accettato le regole della collettivizzazione per la produzione e la gestione delle risorse agricole. In quell’inverno del 1932-‘33 le famiglie ucraine furono costrette a cibarsi delle carcasse di animali ed anche delle carni dei propri bambini morti. L’elemento che consente di affermare che Mosca perpetrò allora il crimine della “guerra etnica” risiede nel fatto che assieme alla “artificiale fame” gli emissari di Mosca vietarono l’uso della lingua ucraina imponendo invece l’uso forzato del russo.
    Quest’anno, a distanza 73 anni da quel tragico freddo inverno in cui Mosca tagliò i rifornimenti di grano all’Ucraina, la storia potrebbe tragicamente ripetersi. Anche quest’anno il freddo è intenso ed il gas da riscaldamento è un bene primario in quella terra di Ucraina ove le temperature raggiungono anche i 30° sotto lo zero e Gazprom, il gigante energetico russo, minaccia di tagliare le necessarie forniture di gas a 52 milioni di persone, appellandosi alla mera legge del mercato. È notorio che nell’attuale Russia di Putin come allora in quella di Stalin, connesso al discorso dell’esclusione sociale è vivo quello della mancanza di tutela di diritti fondamentali, sacri per la condizione umana, quali il diritto del lavoro, al godimento della proprietà privata, all’istruzione, all’assistenza sanitaria: in tal senso tante risoluzioni e denunce di organismi internazionali di controllo si sono succeduti nel tempo sino ai giorni scorsi, tra cui l’Onu ed il Consiglio d’Europa. Problematica evidente nei luoghi in cui i russi vivono in povertà estrema, dove gli indigenti non riescono quasi a sopravvivere. Questa è la triste realtà della popolazione che vive ancora oggi nelle zone rurali e montane della Russia ove Gazprom estrae, ove al comunismo si va velocemente sostituendo il capitalismo più sfrenato. Nulla muta sul fronte orientale: in Ucraina 73 anni fa 10 milioni di persone morirono di fame “artificiale” scientemente operata da Stalin e in silenzio perchè si trovavano oltre la “cortina di ferro”, in questi giorni e nei prossimi 4 mesi di serio inverno, quante famiglie ucraine resisteranno a - 30°, e quale economia della produzione è prevedibile per la giovane repubblica ucraina indipendente? Tutto questo mentre la Russia va a presiedere il G8.

  3. #3
    Totila
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    Citazione Originariamente Scritto da romameeting
    Alexei Miller, capo del colosso energetico russo – sta bruscamente diminuendo le forniture di gas dal territorio della Federazione russa ai consumatori ucraini dalle dieci ora di Mosca del primo gennaio.
    Sembra inverosimile ma la Russia in 73 anni non muta atteggiamento e regole di approccio nei confronti della vicina Ucraina. Nel 1932, sebbene il raccolto di grano in Ucraina fosse stato particolarmente buono, nell’inverno, per decisione di Stalin la popolazione ucraina fu privata del cibo sufficiente per sfamarsi: le autorità sovietiche perpetrarono l’abominio in questo modo, il crimine della pulizia etnica contro un intero Popolo inerme, che aveva l’unica colpa di essere legato alle proprie tradizioni cristiane avendo già tra l’atro accettato le regole della collettivizzazione per la produzione e la gestione delle risorse agricole. In quell’inverno del 1932-‘33 le famiglie ucraine furono costrette a cibarsi delle carcasse di animali ed anche delle carni dei propri bambini morti. L’elemento che consente di affermare che Mosca perpetrò allora il crimine della “guerra etnica” risiede nel fatto che assieme alla “artificiale fame” gli emissari di Mosca vietarono l’uso della lingua ucraina imponendo invece l’uso forzato del russo.
    Quest’anno, a distanza 73 anni da quel tragico freddo inverno in cui Mosca tagliò i rifornimenti di grano all’Ucraina, la storia potrebbe tragicamente ripetersi. Anche quest’anno il freddo è intenso ed il gas da riscaldamento è un bene primario in quella terra di Ucraina ove le temperature raggiungono anche i 30° sotto lo zero e Gazprom, il gigante energetico russo, minaccia di tagliare le necessarie forniture di gas a 52 milioni di persone, appellandosi alla mera legge del mercato. È notorio che nell’attuale Russia di Putin come allora in quella di Stalin, connesso al discorso dell’esclusione sociale è vivo quello della mancanza di tutela di diritti fondamentali, sacri per la condizione umana, quali il diritto del lavoro, al godimento della proprietà privata, all’istruzione, all’assistenza sanitaria: in tal senso tante risoluzioni e denunce di organismi internazionali di controllo si sono succeduti nel tempo sino ai giorni scorsi, tra cui l’Onu ed il Consiglio d’Europa. Problematica evidente nei luoghi in cui i russi vivono in povertà estrema, dove gli indigenti non riescono quasi a sopravvivere. Questa è la triste realtà della popolazione che vive ancora oggi nelle zone rurali e montane della Russia ove Gazprom estrae, ove al comunismo si va velocemente sostituendo il capitalismo più sfrenato. Nulla muta sul fronte orientale: in Ucraina 73 anni fa 10 milioni di persone morirono di fame “artificiale” scientemente operata da Stalin e in silenzio perchè si trovavano oltre la “cortina di ferro”, in questi giorni e nei prossimi 4 mesi di serio inverno, quante famiglie ucraine resisteranno a - 30°, e quale economia della produzione è prevedibile per la giovane repubblica ucraina indipendente? Tutto questo mentre la Russia va a presiedere il G8.

    Una cosa è la Grande Fame in Ucraina degli anni '30 pianificata dal visitor comunista Lazar Kaganovic (cognato di Stalin) morto novantenne qualche anno fa nel suo lettuccio al caldo; altra cosa è la "rivoluzione" arancione sovvenzionata dagli USA in funzione antirussa.
    prima di allora, l'indipendente Ucraina pagava il gas una miseria, 50$ per 1000m3, ora che è diventata una depandance USA in Europa, la differenza se la faccia pagare da Bush.

  4. #4
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    alle navi russe in Sebastopoli, preferiremmo quelle americane andate via dalla Maddalena

  5. #5
    Totila
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    Citazione Originariamente Scritto da ukrainaineuropa
    alle navi russe in Sebastopoli, preferiremmo quelle americane andate via dalla Maddalena

    Un altro americano...

  6. #6
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    almeno gli equipaggi hanno il sorriso sulle labbra e non come i russi facce da caz...

  7. #7
    Totila
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    Citazione Originariamente Scritto da ukrainaineuropa
    almeno gli equipaggi hanno il sorriso sulle labbra e non come i russi facce da caz...

    Sì, sorridono e hanno facce intelligenti...


  8. #8
    bluedanube
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    Citazione Originariamente Scritto da Totila
    Un altro americano...
    Solo che la Crimea non appartiene storicamente alla Ucraina … e visto che siamo in vena di nazionalismi si ammirasse questo, per futura memoria

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Totila
    Sì, sorridono e hanno facce intelligenti...



    Se quela foto potesse parlare poi....

  10. #10
    bluedanube
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    Citazione Originariamente Scritto da ukrainaineuropa
    almeno gli equipaggi hanno il sorriso sulle labbra e non come i russi facce da caz...


    KIEV: monumento al soldato

 

 
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