Riconoscimento internazionale per la politica della Giunta Soru di difesa delle coste sarde. In particolare per il progetto della Conservatoria delle coste. Qui in Sardistàn a qualcuno verrà mal di pancia, a qualche altro un versamento di bile, ma la verità è che se la Conservatoria verrà fatta funzionare come un'agenzia agile ed efficace sarà un ottimo strumento per la salvaguardia e la corretta gestione sostenibile dei litorali. Se sarà solo occasione per consulenze ed amenità simili, sarà un'occasione persa. Gravemente. Naturalmente sosterremo la prima ipotesi.
da La Nuova Sardegna
Il programma di sviluppo sostenibile del Mediterraneo. Soru designato dall’Ue ambasciatore della costa.
Il suo modello non piace molto a qualcuno in Sardegna, ma evidentemente è molto apprezzato a livello internazionale. E infatti Renato Soru è stato designato «Ambasciatore della costa», nell’ambito delle iniziative per lo sviluppo sostenibile della Costa Mediterranea.
Si tratta di un’iniziativa promossa dall’Unione Europea nell’ambito del Programma sull’Ambiente delle Nazioni Unite (Unep). L’invito a Soru di ricoprire l’incarico per il biennio 2007-2008 arriva dal direttore generale del Programma di azione prioritarie e Blu plan, Ivica Trumbic. Il progetto, che è poi l’evoluzione di una costola della Convenzione di Barcellona del 1976, ha come obiettivo la costruzione di un piano di riferimento per l’ambiente e lo sviluppo integrato nel Mediterraneo, con particolare attenzione alle gestione delle zone costiere. Una filosofia di protezione e di gestione di aree delicate e sensibili, questa, sulla quale Soru ha incentrato una parte strategica della sua azione di governo.
Ne sono una prova la legge «salva coste» e il successivo Piano Paesaggistico Regionale, due atti di tutela del patrimonio costiero e paesaggistico sardo, che hanno ricevuto il plauso di istituzioni, studiosi e associazioni ambientaliste. Ma è stata soprattutto l’idea di creare la Conservatoria delle coste che ha attirato l’attenzione degli osservatori internazionali che cercano una strada condivisa in grandi aree, come appunto il bacino del Mediterraneo, per uno sviluppo sostenibile.
Così, il “modello sardo” è stato considerato «molto interessante» da organismi internazionali come l’Unep. Tanto che è stato inserito nel Blue Plan, il dossier del Map (Piano d’azione per il Mediterraneo) dell’Unep.
Nel 2005 il maltese Paul Mifsud, coordinatore del dossier, dichiarò che la Sardegna stava insomma diventando un modello da imitare in tutta l’area mediterranea, considerata ad altissimo rischio ambientale. Se infatti il trend non sarà invertito, entro il 2025 oltre il 50% delle coste mediterranee sarà cementificato. Disse Mifsud: «Il nostro dossier solleva questioni di enorme importanza che devono essere affrontate immediatamente, adottando programmi regionali per la gestione sostenibile della fascia costiera e migliorando il sistema delle aree protette mediterranee».
All’interno del progetto gestito ora da Ivica Trumbic è previsto un «Coast Day» in Algeria, Egitto, Giordania, Libano, Marocco, Siria, Tunisia, Turchia, sponda occidentale della striscia di Gaza e nei Paesi dell’Unione Europea. E l’evento potrebbe partire proprio dalla Sardegna. In questo senso Trumbic ha annunciato il pieno sostegno a una campagna di sensibilizzazione che coinvolga, oltre agli enti locali, gli alunni della scuola primaria e secondaria.
"Circola voce che il grande difensore delle coste tramite un'agenzia immobiliare di sua proprietà a cagliari (zona s.benedetto), stia acquistando terreni a prezzi stracciati nella zona della costa verde, qualcuno sa qualcosa in merito?"




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