Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 27

Discussione: In ricordo di Fabrizio

  1. #1
    Gin Pì... Nun ce lassà...
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    78,736
     Likes dati
    8,640
     Like avuti
    15,795
    Mentioned
    681 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito In ricordo di Fabrizio

    «Vi faccio vedere come muore un italiano»






    Ce l'avevano raccontata quella frase: aveva suscitato sentimenti contrastanti di ammirazione e di volgare discredito.

    Questa sera l'abbiamo sentita...
    Calma, serena, rassegnata; ma forte e sicura nel momento supremo
    La dignità semplice e coraggiosa che chiede
    di guardare in faccia la morte.

    Voglio ricordarti così, Fabrizio, anche se non ti ho mai conosciuto.

    Onore a Fabrizio Quattrocchi.

  2. #2
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Doveroso!!!


    ONORE!!!!!!!!

    Shalom

  3. #3
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Onore a Fabrizio Quattrocchi


  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Ciociaria Felix Chiamami al 348-3406101
    Messaggi
    29,651
     Likes dati
    1
     Like avuti
    24
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Onore a Fabrizio Quattrocchi.
    e vergogna! vergogna! vergogna! a tutti quanti hanno gettato fango sulla sua memoria.

  5. #5
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    26,592
     Likes dati
    13
     Like avuti
    68
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Onore a Fabrizio.

  6. #6
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,745
     Likes dati
    12,133
     Like avuti
    15,258
    Mentioned
    580 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito

    Pietà per TUTTI i morti ...


  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Ciociaria Felix Chiamami al 348-3406101
    Messaggi
    29,651
     Likes dati
    1
     Like avuti
    24
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles
    Pietà per TUTTI i morti ...
    si, TUTTI....

  8. #8
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    E anche per qualche vivo.....

    Shalom

  9. #9
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    dal quotidiano LIBERO di oggi, 10 gennaio 2006

    "LA VOCE DI QUATTROCCHI MENTRE LO UCCIDONO

    di MATTIAS MAINIERO

    Lo dice in modo tranquillo, con la voce bassa e solo un po' velata dalla paura, quasi chiedendo permesso. Lo dice in italiano come fosse la cosa più naturale del mondo, in quel momento lì, a pochi attimi dalla sua fine. Ha capito che per lui non c'è più nulla da fare. Lo hanno costretto ad inginocchiarsi, la testa ricoperta da una kefiah azzurra, le mani legate. Fra qualche istante lo giustizieranno. Un sequestratore traduce in dialetto magrebino le sue parole. «Posso levare?». Si riferisce alla kefiah. «No», gli risponde una voce. Lui insiste: «Vi faccio vedere come muore un italiano. Posso?». Non può, non gliel'hanno permesso. Pochi secondi dopo viene raggiunto da due colpi di pistola sparati in rapida successione. Il primo alla fronte, un po' sopra l'occhio sinistro. Il proiettile gli esce dall'orecchio destro. Si accascia. La pistola rimbomba di nuovo. Il secondo colpo lo centra alla schiena. Ora è per terra, sulla sabbia. Gli assassini lo girano sul fianco sinistro, gli tolgono la kefiah. Si vede il volto, e poi il sangue uscire dall'orecchio. Uno dei carcerieri lo afferra, lo trascina verso una fossa scavata lì vicino. I vestiti vengono su, si accartocciano. La fossa è piccola, poco profonda. Fanno forza, premono, lo infilano dentro, come in un baule. È la calma ciò che stupisce. La totale, assoluta assenza di fretta, di nervosismo. Gesti precisi, metodici, a tratti quasi al rallentatore. Stupisce la morte, in questo filmato trasmesso ieri dal Tg1, la morte che diventa routine, la vita strappata via nella più completa indifferenza dei carcerieri. Non sono arrabbiati, quei carnefici. Sembra che non nutrano neppure odio. Non un gesto in più del dovuto. Uccidono e basta, perchè l'ordine è questo, l'ordine è di farlo fuori. Macellai specializzati, asettici. E stupisce lui, italiano rapito e giustiziato nell'aprile di due anni fa in Iraq. È morto proprio come era stato detto, Fabrizio Quattrocchi, con quelle parole sulle labbra, e chissà mai dove avrà trovato tanta forza e dignità. È morto in ginocchio, ma la sua schiena è dritta come un birillo. È retorico dire che se n'è andato come se ne vanno gli eroi? Ed è sbagliato ricordare che chi lo chiamò mercenario, chi lo insultò coprendolo di sospetti e dubbi, chi, come quel sindaco di Genova, si rifiutò persino di andare ai funerali, si macchiò di una colpa che ora, alla luce di questo filmato, appare ancora più grave? Due anni fa, mese di aprile. È il giorno 13. Quattro italiani, arrivati in Iraq come guardie private ingaggiate da una società statunitense, sono sulla strada che da Bagdad porta ad Amman. A sequestrarli è un gruppo di guerriglieri islamici sunniti, le falangi verdi dell'Esercito di Maometto. Un video mostra i quattro accovacciati in terra con i guerriglieri in piedi alle loro spalle, armi in mano. Gli ostaggi mostrano i passaporti e declinano le loro identità: Quattrocchi, Stefio, Agliana, Cupertino. I mujahiddin fedeli all'ex rais iracheno Saddam Hussein leggono un messaggio e pongono dure condizioni all'Italia per il rilascio dei quattro. Vogliono le scuse del governo per le dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi sull'Islam, il ritiro del contingente italiano da Nassiriya e il rilascio di alcuni imam nelle mani della coalizione. «Faremo di tutto per liberarli, ma l'Italia non cambia linea, la missione di pace dei nostri soldati non si discute», dichiara il presidente del Consiglio. Si diffonde la voce di un ultimatum da parte dei guerriglieri: «Uccideremo un ostaggio ogni 48 ore». In un messaggio radio, Osama bin Laden fa un proclama tra l'offerta e l'avvertimento agli europei: «Ritiratevi dall'Iraq, lasciate in pace la nazione araba e non vi colpiremo. Attaccheremo solo gli americani». Unanime la risposta dell'Europa: «Con i terroristi nessuna trattativa». Poi il tragico epilogo, i particolari dell'esecuzione che vengono diffusi, Quattrocchi fatto inginocchiare davanti a una fossa non profonda, attorno alla testa e agli occhi la kefiah, quel gesto dei polsi legati per togliersi la benda, la frase: «Vi faccio vedere come muore un italiano». E i due colpi in rapida successione. I familiari di Quattrocchi protestano: «Siamo stati informati della morte di Fabrizio dalla tv». Alla fine solo in tre ritorneranno a casa. È polemica, aspra. C'è chi parla di atto di eroismo, chi accusa. Gliene dissero di tutti i colori, a lui e ai suoi amici Salvatore Stefio, Umberto Cupertino e Maurizio Agliana. Erano italiani di serie B o forse addirittura C, uomini al soldo degli americani, rapiti che non meritavano la considerazione dei pacifisti. Per loro nessuna fiaccolata, nessuna marcia, nessuna mobilitazione generale. Misero in dubbio quella frase. Impossibile. E se pure fosse vera è roba da esaltati, da fascisti, da gente col mito del superuomo. Un accanimento. Erano guardie del corpo, i rapiti. Figuriamoci, mica erano le Vispe Terese, mica erano andati in Iraq per distribuire solidarietà e vicinanza politica. Non facevano parte di organizzazioni internazionali, non raccoglievano fondi, non parteggiavano per i resistenti, non dicevano che Berlusconi è un guerrafondaio e Bush un dittatore, non inneggiavano al Che e non avevano bandiere arcobaleno. Lavoravano laggiù. Che crepassero pure, nel silenzio e negli insulti. E lui è crepato per mano dei suoi carcerieri, due giorni dopo il rapimento, ma quanta dignità. E dopo due anni il Tg1 ha trasmesso ieri sera il video che Al Jazira non ha mai voluto mandare in onda perchè evidentemente ai resistenti non conveniva e che non ha mai voluto consegnare agli italiani (è stata la nostra intelligence a recuperarlo). Video parziale, quello fatto vedere in tv, che si ferma proprio al momento della frase ormai famosa, perchè i pubblici ministeri Franco Ionta e Pietro Saviotti, che indagano sul rapimento, hanno autorizzato solo la messa in onda di una parte dell'esecuzione. Tanto basta, però. Una manciata di secondi per rendersi conto di quanto abbia sbagliato chi accusò Quattrocchi. E lo accusò sulla base di posizioni politiche, di inimicizie di parte, facendo un torto alla vittima, danneggiando l'immagine dell'Italia e ancora una volta sponsorizzando direttamente o indirettamente i rapitori e i tagliagole. Che odio, e che errore. Non c'è sfida nelle parole di Fabrizio, nulla che ricordi neppure lontanamente un uomo accecato dalle ideologie, dal mito della forza. E non c'è neppure supplica, non c'è vittimismo. C'è l'accettazione, come ha detto Gianfranco Fini, di una tragica sorte che sta per compiersi. C'è dignità, come noi non avevamo mai messo in dubbio e come in tanti due anni fa si sono affrettati a smentire senza trovare ieri neppure il coraggio di chiedere scusa. Ma lasciateli stare, quelli lì. Quelli sono pacifisti, mettono i fiori nei cannoni e le palle le usano per bombardare chi non la pensa come loro. Hanno le Vispe Terese, i falsi pacifisti, non condanno i resistenti, vogliono fuggirsene dall'Iraq. Quelli lì dell'eroismo non conoscono neppure la parola. Lasciateli stare, sul serio, tempo sprecato, non capiranno mai quanto male hanno fatto. "

    Saluti liberali

  10. #10
    Obama for president
    Data Registrazione
    10 Apr 2003
    Località
    Venezia
    Messaggi
    29,093
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    la bandiera italiana è fuori luogo dato che non faceca parte dell'esercito e quella di eroe per lo stesso motivo in quanto non era li a servire la patria.

    i morti di nassiria sono eroi quattrocchi no

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Fabrizio De André, un ricordo a quattro anni dalla morte.
    Di indipendentzia nel forum Sardegna - Sardìnnia
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 18-01-03, 17:27
  2. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 13-01-03, 12:57
  3. Fabrizio De André, un ricordo a quattro anni dalla morte.
    Di indipendentzia nel forum Sardegna - Sardìnnia
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 13-01-03, 12:56
  4. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 13-01-03, 12:56
  5. Fabrizio De André, un ricordo a quattro anni dalla morte.
    Di indipendentzia nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 13-01-03, 12:55

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito