16.01.2006
Berlusconi, veleni su veleni. I Ds: pronti a denunciarlo
di red
Silvio Berlusconi, seguito dal suo Giornale sparge nuovi veleni su presunte tangenti passate da Consorte ai Ds. Un’illazione che spinge la Quercia a reagire con estrema durezza, ipotizzando addirittura di denunciare il premier: «I Ds non hanno nulla a che fare e a che vedere con i 50 milioni di euro depositati su conti di Giovanni Consorte – si legge in una nota dell’ufficio stampa – Chiunque sostenga il contrario ne risponderà di fronte alla legge. È intollerabile che il Presidente del Consiglio insinui accuse calunniose in un delirio aggressivo». E Fassino ribadisce: «Sono
sereno e tranquillo. Non abbiamo nulla da temere. Nei nostri armadi non solo non ci sono scheletri, non ci sono nemmeno ossicini. Se Berlusconi vuole continuare così -ha detto Fassino- faccia pure: lo lasciamo solo in questa sua delirante strategia».
Intanto, per il quinto giorno consecutivo, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, preciso come un mattinale della questura, ripete la sua sconvolgente verità. La verità sugli incontri fra i leader dell’Unione e il presidente delle Assicurazione Generali Bernheim. La verità che lui stesso ha riconosciuto «irrilevante dal punto di vista penale» e probabilmente irrilevante da ogni punto di vista.
«È un sacco di mesi, dalla primavera, che non vedo Bernheim – aveva scherzato domencia, al congresso dei Repubblicani, il leader dell’Unione - È bene che lo vada a vedere perché è giusto, come ho sempre fatto, incontrare i grandi imprenditori europei per capire cosa si può fare e cosa si deve fare». All’indomani, Berlusconi, da buon segugio, puntualizza: «Prodi si dimentica di dire che ha già incontrato Bernheim non molto tempo fa. Guarda caso, nei giorni caldi dell'offerta pubblica di acquisto sulla Banca Nazionale del Lavoro».




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