Disclaimer: chi scrive non ha a disposizione informazioni riservati e/o dati sensibili, su cui basare questo scritto, inoltre non intende in alcun modo, neppure indiretto, incitare persone o gruppi di persone all'azione, né offendere alcun esponente politico che sia nominato in questo scritto. Le posizioni che arbitrariamente farò assumere dagli esponenti politici, in questa ucronia, corrispondono solo e soltanto a mie supposizioni personali e non ad idee corrispondenti ai "veri" soggetti nominati.
Marzo 2010. Il Segretario della Lega Nord Piemont, Roberto Cota, ed il Ministro dell'Agricolutra, Luca Zaia, sono eletti rispettivamente Governatore del Piemonte e del Veneto alle Elezioni regionali: in Piemonte la Lega Nord ottiene il 20% dei consensi (il PdL il 29,5%), in Veneto diviene il primo partito, con il 31% (contro il 23% del PdL), mentre non riesce un analogo sorpasso in Lombardia (26% Lega, 29% PdL).
Nella nuova giunta Formigoni entrano, tra gli altri, il Segretario della Lega Lombarda, Giancarlo Giorgetti, ed il Coordinatore federale Giovani Padani, Paolo Grimoldi.
Luca Zaia lascia il Ministero dell'Agricoltura a Giancarlo Galan (PdL).
Aprile 2010. Terminata la "sbornia" per i successi elettorali e composte le Giunte regionali, il Consiglio federale leghista, su impulso di Bossi, dà mandato a Bossi stesso ed al Presidente federale, Angelo Alessandri, per convocare finalmente il Congresso federale ordinario della Lega Nord: data prevista 2 giugno 2010 (in concomitanza con la Festa della Repubblica), subito ridenominata dai leghisti Festa della Repubblica federale, in onore delle promesse di Federalismo "spinto" nelle Regioni governate ora dal Carroccio.
Maggio 2010. I congressi nazionali (regionali per i partiti nazionali, N.d.tojo) delle leghe sono all'insegna del ricambio generazionale, anche in virtù dell'ascesa ad importanti ruoli di governo di molti leaders di primo piano: Davide Cavallotto (già Segretario organizzativo nazionale) è eletto in Piemonte, Edoardo Rixi (già Coordinatore nazionale MGP Liguria) è eletto in Liguria, Matteo Salvini è eletto Segretario nazionale Lega Lombarda e Flavio Tosi Segretario della Liga Veneta.
Si svolge anche l'Assemblea federale del giovanile del Carroccio, dove si registra il passaggio di consegne tra Paolo Grimoldi (Coordinatore dal 2002) a Alessandro Giglio Vigna (già Vice-Coordinatore federale).
2 giugno 2010. Si apre a Pavia il V Congresso federale ordinario, dal motto Festa della Repubblica federale: Umberto Bossi è riconfermato ancora una volta Segretario federale per acclamazione, Gian Paolo Gobbo (Sindaco di Treviso e già Segretario nazionale della Liga Veneta) è eletto Presidente federale al posto di Angelo Alessandri.
Aprile 2013. Elezioni politiche: si presenta ancora una volta la coalizione PdL-Lega Nord, la quale vince, ma con diversi rapporti di forza. Il PdL, dopo la scissione dell'ala finiana, si ferma al 31%, mentre la Lega (pur presentandosi solo fino alla Toscana) vola al 16%, sorpassando il PdL in Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Berlusconi è eletto Presidente della Repubblica e lascia la guida del PdL a Giulio Tremonti, mentre quella del Governo va al nuovo "pupillo" Guido Bertolaso: alla Lega vanno cinque ministeri, più la Vice-Presidenza del Consiglio per Roberto Maroni, pure Ministro dell'Interno.
Maggio 2013. Un nuovo ictus colpisce Bossi, il quale perde conoscenza e viene messo in coma farmacologico: il panico ed il caos colpiscono la dirigenza Lega, che decide di costituire un provvisorio "direttorio", i cui principali esponenti sono i ministri Maroni e Calderoli.
Giugno 2013. I medici dichiarano che il coma di Umberto Bossi è diventato profondo e di reversibilità indeterminabile (un po' quello che è accaduto ad Ariel Sharon): i gruppi parlamentari leghisti entrano in subbuglio, temendo per le sorti del Carroccio e lamentandosi della gestione del direttorio. Diversi franchi tiratori mandano in minoranza più e più volte il governo Bertolaso, il quale è costretto a chiedere pubblicamente, tanto al direttorio leghista, quando a Berlusconi e Tremonti, di attivarsi per elaborare una soluzione all'impasse leghista.
Luglio 2013. Mentre cominciano le prime defezioni dalla Lega verso il PdL, per paura che il Movimento scompaia con la fine di Bossi, entra in campo anche la famiglia Bossi stessa, in primis la moglie ed i figli: fervono gli incontri tra la famiglia ed il direttorio leghista, in particolare Maroni.
Agosto 2013. In un'intervista a La Padania, la moglie di Bossi suggerisce una via d'uscita per la Lega Nord: la convocazione di un Congresso federale straordinario, da tenersi a porte chiuse, che stabilisca cosa è meglio fare per il benessere della Lega e della Padania. In soldoni, si tratta di decidere se procedere al dimissionamento obtorto collo di Bossi dalla Segreteria federale, oppure se trovare un'altra soluzione.
Il direttorio leghista accetta di buon grado e viene convocato, per Ottobre, il Congresso federale straordinario.
Ottobre 2013. Si apre, a porte chiuse, il Congresso straordinario in una baita di Lorenzago.
Gli schieramenti interni che si confrontano sono i seguenti:
- mozione "attendista" (primo firmatario Roberto Maroni). Si propone di superare la crisi allo stesso modo del 2004, ovvero aspettando (e sperando) che Bossi si riprenda, dandosi però un termine di 6 mesi per decidere il da farsi, qualora le condizioni del Segretario federale non migliorino. Appoggiano la mozione il Governatore piemontese, Roberto Cota, il Segretario piemontese, Cavallotto, il Segretario del SinPa, Rosi Mauro, Giancarlo Giorgetti, Paolo Grimoldi, gli amministratori locali leghisti nei centri più grossi, la famiglia Bossi ed il Presidente del PdL, nonché Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti;
- mozione c.d. "golpista", appellativo affibiatogli dai sostenitori della mozione attendista (primo firmatario Roberto Calderoli). Propone di eleggere quanto prima un nuovo Segretario federale, dando a Bossi un incarico ex novo del tipo "Padre della Patria", qualora si svegliasse. Appoggiano la mozione gran parte dei gruppi parlamentari, i segretari nazionali di Emilia, Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Friuli e Trentino, e buona parte dei gruppi consiliari regionali. E' vista di buon occhio da Berlusconi e da Bertolaso, oltre che dall'ala ex-AN del PdL;
- mozione "continuista" (primo firmatario il Sindaco di Verona e Segretario veneto, Flavio Tosi). Propone di modificare lo Statuto della Lega, creando provvisoriamente la figura del Sovrintendente alla Segreteria federale, incarico con tutti i poteri del Segretario federale, ma senza sostituirlo o tanto meno dimissionarlo: il Sovrintendente dovrebbe semplicemente svolgere le mansioni del Segretario, qualora esso, pur legittimamente in carica, sia impedito per cause esterne (il caso di Bossi); la modifica statutaria prevederebbe la decadenza naturale del Sovrintendente comunque dopo tre anni, termine in cui si dovrebbe convocare un Congresso federale. Sostenitori della mozione sono il governatore Luca Zaia, Matteo Salvini, Edoardo Rixi, una minoranza dei gruppi parlamentari e consiliari regionali leghisti, la stragrande maggioranza degli eletti nei piccoli centri urbani, il MGP ed in particolare il suo Coordinatore federale, Vigna.
Immaginate di essere delegati a questo straordinario Congresso leghista a porte chiuse: voi quale posizione terreste?




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