Berlusconi si è sempre presentato alle elezioni come una specie di salvatore della Patria in campo militare, colui che avrebbe auitato e dato dignità al settore forze armate-difesa salvandolo dall'odio e la trascuratezza dei cattivissimi mostri comunisti e dalla situazione non florida delle passate gestioni: addirittura si era promesso un aumento del bilancio totale della difesa almeno all'1,5% del PIL a partire dal pur insufficiente 1,40% circa che avevamo prima dell'era berlusca. Invece in questi anni il "salvatore" ha fatto una politica che sembra uscita dai più reconditi sogni di quei "comunisti" che tanto odia e tanto s'impegna ad attaccare in TV: siamo praticamente arrivati al capolinea per le forze armate.

La linea non dichiarata ma perseguita fin troppo efficacemente è stata netta: brigate intere all'estero destinate al puro mostrabandiera (Afghanistan e Iraq) ed esaltazione mediatica del nuovo grande ruolo di un'Italia arrivata gloriosamente ad avere un'alta importanza sullo scenario internazionale, il tutto contamporaneamente ad una massiccia e silenziosa riduzione degli stanziamenti destinati alla difesa in generale. Il bluff è semplice: far vedere che siamo dei grandi che combattono in giro per il mondo e lasciare che tutto il resto marcisca senza che la pubblica opinione se ne accorga, in modo anche da ricavarne preziose risorse per altri settori in cui buttare soldi porta voti.

Dopo quelli già effettuati senza sosta negli anni precedenti sono previsti ulteriori tagli per il 2006 che ammontano all' 11,2% rispetto al 2005: il bilancio della difesa scende dall'1,37 del PIL nel 2005 all' 1,23%, con un crollo della risorse destinate alla funzione difesa (esclusione di stpiendi e altre spese non legate direttamente ai mezzi e le funzioni di combattimento) dallo 0,99% sul PIL allo 0,84.

Questo in termini tangibili vuol dire praticamente la bancarotta: a fronte dei continui aumenti per delle spese per il personale vengono a diminuire ancora le già gravemente insufficienti risorse per la sostituzione dei mezzi che si avviano alla fine della vita operativa con quelli nuovi, mancano fondi per la ricerca e per il finanziamento anche solo dei programmi europei o internazionali principali... e adesso vengono addirittura a scarseggiare anche i soldi per il semplice addestramento, di conseguenza si avrà un calo vistoso dell'operatività delle forze armate. Si discute di programmi di ricerca o acquisizione di cui è dubbio o palesemente impossibile il finanziamento e fra non molto saremo costretti a cominciare a comprare roba di seconda mano in giro per il mondo, come fanno tutti i paesi militarmente di serie C. Il bluff sta per finire: non è tecnicamente possibile continuare a mantenere un dispositivo delle dimensioni e delle capacità di quello odierno, per quanto scarse già fossero. Per non parlare poi delle conseguenze che questa politica avrà sull'industria della difesa italiana...
Ma il bello è che nonostante tutto questo si parla addirittura di aumento delle forze in Afghanistan... ormai i dubbi sulle reali intenzioni del governo nei confronti del settore difesa sono dissipati al 100% anche all'interno delle stesse forze armate: tutti ormai si rendono conto di essere presi per il culo in modo vergognoso da quelli che consideravano i loro principali benefattori. Se non altro era ora che si svegliassero.