
Originariamente Scritto da
DiegoVerona
Una mattina del 1980, a Roma, Nanni De Angelis si chiude in camera sua a disegnare, e ci resta per due giorni. C'è una mostra sull'ambiente a villa Ada, e lui dice alla madre che vuole preparare tre tavole da vendere per strada. Tutti i soggetti sono di ispirazione ecologista. I primi due sono una fatina in un lago inquinato e un folletto con una mascherina a gas. Il terzo (sopra) è uno gnomo malinconico che suona il flauto di pan, appollaiato su un albero: sullo sfondo, il fumo delle fabbriche disegna un teschio nel cielo. Tutti in famiglia trovano tristi e bellissimi i disegni di Nanni, che però la sera torna a casa senza averli venduti. "Non te li hanno comprati?" gli domandano stupiti. Il ragazzo, serissimo, risponde: "Non li ho più venduti, ho sentito una morsa allo stomaco, non so. Ho pensato che devono restare in questa casa, quando io non ci sarò più". Poco tempo dopo, De Angelis morirà in carcere.