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Il Manoscritto Voynich rappresenta il più affascinante mistero linguistico fino ad oggi conosciuto; si tratta di un libro che viene fatto risalire al Rinascimento, un manoscritto che lo studioso americano Wilfrid Voynich scoprí nel 1912 a Villa Mondragone a Frascati, presso Roma; da quasi 90 anni questo documento sfida specialisti di crittografia e linguisti. Insieme al manoscritto venne rinvenuta una lettera, nella quale si spiegava come il documento fosse stato venduto all’Imperatore Rodolfo II di Boemia per la consistente cifra di 600 ducati (pari a circa tre chili e mezzo d’oro). Sempre secondo questa lettera, si ipotizzava che il manoscritto fosse opera di un monaco francescano, Roger Bacon. Il documento si presenta diviso in tre parti: una dedicata alla botanica, la seconda all’anatomia femminile e la terza all’astrologia; le piante rappresentate non hanno però alcuna attinenza con i vegetali a noi noti, le figure femminili sono tutte immerse in quelle che sembrano delle riproduzioni delle tube di Falloppio, ed i disegni astrologici sembrano addirittura rappresentare la Galassia di Andromeda. Il manoscritto Voynich accoglie in 300 pagine circa 250 mila parole (di 40 mila diversi tipi), scritte con un numero di caratteri variabile fra 23 e 30, di origine apparentemente europea o araba ma non riconoscibile. Non esiste traccia di errori o di correzioni effettuate durante o dopo la stesura e l’unico punto sul quale gli studiosi concordano è che esso è stato scritto da due mani differenti e sicuramente in due diverse lingue o, addirittura, dialetti. Il documento è ora conservato presso la Beinecke Rare Book and Manuscript Library della Yale University, negli Stati Uniti, e continua ancora oggi a sfidare chiunque si interessi di crittografia. Malgrado alcuni traduttori abbiano proposto diverse soluzioni, esse risultano applicabili soltanto al alcune parti del manoscritto, ma non a tutta l’opera; intorno agli anni Sessanta e Settanta, il manoscritto Voynich è stato accuratamente e scrupolosamente analizzato dagli esperti americani della National Security Agency, i risultati ottenuti hanno dato vita a due distinte ipotesi: 1) si tratta di una vera e propria lingua, con parole che non hanno ancora trovato un corrispettivo nell’idioma moderno e che quindi non possono essere comprese, 2) si tratta di un testo cifrato riferito ad una lingua nota, quale il latino oppure un idioma medioevale. In questa ultima ipotesi il mistero si infittisce di più in quanto dovrebbe esistere da qualche parte un codice, senza il quale la traduzione non sarebbe possibile. Le ultime notizie riguardanti il manoscritto Voynich si riferiscono ad un nuovo progetto sulla base delle diverse trascrizioni raccolte negli Anni Sessanta dalla National Security Agency, al fine di arrivare ad una versione definitiva e, soprattutto, riconosciuta da tutti gli studiosi. Per adesso il mistero continua!
Tratto da: http://www.robertolapaglia.com/voynich.htm






