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  1. #1
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    Predefinito Strategia della tensione - Revisione di Vinciguerra

    Alcuni di voi provengono dall'area della detra radicale, altri no. Pur non essendo palese il bisogno di confrontarsi col passato, credo che un'analisi della strategia della tensione possa aiutarci per comprendere chi sono gli amici, chi i nemici, di oggo, come di ieri...
    A questo proposito, vorrei sapere qual è la vostra opinione sulle formulazioni storiche di Vincenzo Vinciguerra. Se avete bisogno di saperne di più, fatemi sapere ché vi posto alcuni documenti espliciti. Gradirei non ricevere le solite risposte con mistificatori, elogiatori o detrattori... Grazie...
    Saluti

  2. #2
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    Cerco d' essere all' altezza delle 'attese' del Camerata Outis. La prima precisazione è allora d' ordine squisitamente dottrinario, e deve fare da premessa a tutto il ragionamento. Vinciguerra sostiene esplicitamente che "l' avere inserito il fascismo nel solco della Tradizione, ne avrebbe snaturato l' ideologia" . La citazione segue il senso, non la 'lettera delle sue affermazioni ; mi sembra superfluo specificare il mio totale dissenso su questo punto -la considerazione del fascismo in una prospettiva esclusivamente diacronica, non consente di coglierne l' essenza, il nocciolo duro -. Il Fascismo fu reazione 'autunnale' alla modernità, fu tensione alla 'restaurazione' della Weltanschauung indoaria ;certamente fù molte altre cose, ma ridurlo ad una 'continuazione della Rivoluzione francese e bolscevica', beh, mi sembra inaccettabile. Storicamente, concretamente, in parte lo fù, ma un fenomeno storico così grande (perchè fu 'grande') dovrebbe essere guardato anche in una prospettiva metatemporale. Dimensione che evidentemente a Vinciguerra sfugge.

  3. #3
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    La premessa mi appariva indispensabile, per chiarire il ruolo (presunto) del testo evoliano " Gli Uomini e le rovine " nello 'snaturamento' dellla purezza ideologica del fascismo ; ora, brutalmente, chi intra-vede una differenza, una rottura tra questo testo e quelli dell' anteguerra, a mio modesto avviso non ha compreso Evola, o forse addirittura non l' ha letto. C' è un restringimento del campo di analisi, rispetto ad es a " Rivolta contro il mondo moderno", semplice restringimento, niente di più. Sempre Evola, sempre ripeto,ha cercato di 'rettificare' il fascismo nel senso da lui auspicato, di "Rivolta contro il mondo moderno " appunto ; e sempre ha utilizzato 'impersonalmente' tutti i mezzi che aveva a disposizio,e, con coraggio e con disposizione da Ksatrya.

  4. #4
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    A questo riguardo è sufficiente pensare a " Imperialismo pagano" ; lì è evidentissima la direzione di marcia che Evola asegna al Fascismo. E siamo nel 1928, non nel '46 con buona pace di tutti.....

  5. #5
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    Questo lungo preambolo mi è servito per chiarire come certe 'incomprensioni' siano proprio nelle premesse. Non intendo certo sostenere - come auspicherebbe qualcuno-che un 'certo ' esito fosse scontato, visto quelle premesse, ma volevo chiarire come la lettura tradizionale sia diversa da un interpretazione meramente populistica del fascismo ; da qui discendono tutte le successive divergenti interpretazioni.

  6. #6
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    Quindi per concludere : non condividendo assolutamente la sue premesse, non condividendo assolutamente le 'sedi' scelte per la sua battaglia ( aule di tribunale dello stato antifascista)auspico che le sue ricostruzioni (depurate da sentimentalismi e livori )possano aiutare il 'nostro' ambiente a non ripetere ERRORI del passato. ERRORI !

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA
    Quindi per concludere : non condividendo assolutamente la sue premesse, non condividendo assolutamente le 'sedi' scelte per la sua battaglia ( aule di tribunale dello stato antifascista)auspico che le sue ricostruzioni (depurate da sentimentalismi e livori )possano aiutare il 'nostro' ambiente a non ripetere ERRORI del passato. ERRORI !
    Spero di essere in grado di risponderti sul resto, ma auspico pure l'intervento dei forumisti comunitaristi, per non rischiare di cantarcela e suonarcela da soli...

    A me non interessa il Vinciguerra privato, quindi le sue premesse, né, tantomeno, il fatto che ha utilizzato le aule dei Tribunali. Al di là del fatto che in quegli anni non credo si facessero tante sottigliezze e sofismi come possiamo permetterceli noi oggi, credo che la sua idea di fondo non sia poi così malvagia, perché non "riduce" tutto a rivoluzione francese e/o bolscevica...ma, lasciamo perdere questo discorso, peraltro poco interessante per il forum che ci ospita...
    Stesso discorso per la sede usata per la sua battaglia/denuncia. Non per niente, ma, al contrario di quanto sostengono nell'estrema destra, non ci sono documenti che attestino la sua "colpevolezza" nell'aver denunciato dei camerati, a meno che non si considerino tali determinati personaggi... Poi, ricordo, io sono sempre pronto a rivedere le mie posizioni, ma non ho mai trovato documentazione che smentisca quanto da me detto...

    Veniamo al punto focale. Di sicuro, nelle sue ricostruzioni c'è del livore e del risentimento, ma stento a credere che noi, nella stessa situazione, saremmo stati capaci di fare diversamente. Non a caso, il mio "livore" per chi sai tu non è ancora placato. Se dovessi scrivere ubblicamente qualcosa, sarei peggio di Vinciguerra. Io non lo faccio, ma non mi sembra un demerito di Vinciguerra, semmai una caduta di stile, che, francamente, gli si può perdonare. Detto questo, non condivido la parola "Eorre": la sostituirei volentieri con "Orrore"! Non per niente, ma le infamità e la collusione sistemica non credo siano state fatte in buona fede... Tolto questo, per me, la revisione del neofascismo con l'ausilio della documentazione portata sulla carta stampata da Vinciguerra è un passaggio fondamentale per capire la destra radicale. Ora, il mio problema sta nel capire se sono una mosca bianca o se non c'entro proprio niente col neofascismo, ma questo è un discorso personale che lascio volentieri ad altre sedi.
    Saluti

    PS: gradirei interventi comunitaristi...

  8. #8
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    Sul punto focale della questione è indubbio Vinciguerra o menio che una gran parte del mondo organizzato del neofascismo soprattutto dal dopoguerra alla meta' degli anni settanta abbia svolto il ruolo di truppa ausiliaria atlantica..Chi comandava nel MSI e nei gruppazzi di quell'epoca aveva in mente in modo cosciente che l'anticomunsimo ed il golpismo erano i cardini dell'azione.Una pagina sciagurata che oggi in alcune realta' con l'antiislamismo e certi discorsi che si sentono tende a ripetersi.

  9. #9
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    Il problema, caro Pietro, sta proprio qui. Se i vertici hanno seguito questa impostazione "atlantista", possiamo pensare ad una base militante ingenua o, nell'era digitale, tutti possono/devono sapere queste verità, ergo, uscire dalla fogna? Qui sta il punto. Il caro T.Muntzer mi dice sempre che, secondo lui, la nostra impostazione porterebbe automaticamente verso quel mondo golpista-atlantista-anticomunista. Tu che ne pensi?

  10. #10
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    Ha ragione Muntzer l'impostazione della DR dal dopoguerra ad oggi porta e portera' sempre al di la' degli slogan da quattro soldi verso quella sponda ...è inevitabile....il fatto di non tenere in nessun conto la realta' dei fatti, la distinzione tra dominati e dominanti, il pericolo sempre in agguato dell'anti qualcosa (Comunsimo , islamismo etc etc) il nostalgismo per un passato anche mitico che non c'è piu' ti porta a non avere un progetto politico ma solo un'agitazione ora attivistica ora intellettualoide che ti porta in braccioa ia "soliti noti" ..

    Citazione Originariamente Scritto da Outis
    Il problema, caro Pietro, sta proprio qui. Se i vertici hanno seguito questa impostazione "atlantista", possiamo pensare ad una base militante ingenua o, nell'era digitale, tutti possono/devono sapere queste verità, ergo, uscire dalla fogna? Qui sta il punto. Il caro T.Muntzer mi dice sempre che, secondo lui, la nostra impostazione porterebbe automaticamente verso quel mondo golpista-atlantista-anticomunista. Tu che ne pensi?

 

 
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