Mpa e Cdl ormai lontani. Lombardo verso l'Unione
14/01/2006
L'ultimo incontro con Tremonti, che ha ribadito il no alla fiscalità di vantaggio, ha fatto tramontare ogni intesa tra Lombardo e la Cdl. Lunedì il Consiglio Federale del Mpa deciderà se fare il terzo polo alle elezioni o schierarsi con l'Unione.
ANDREA LODATO
CATANIA. «L'avevo detto. Quello che non hanno voluto fare in otto mesi come potevano riuscire a realizzarlo in otto giorni? Senza averne nemmeno la voglia, l'intenzione, peraltro». Raffaele Lombardo parlando con alcuni tra i suoi più stretti collaboratori, s'è limitato a confermare amarezza per l'epilogo della trattativa che aveva imbastito nel maggio dello scorso anno con il capo del governo, quando aveva dato vita al Movimento per l'Autonomia. «Avevamo chiesto due o tre provvedimenti per il Sud e la Sicilia - ribadiva sconsolato - non la luna, Berlusconi disse sì nel maggio scorso a Catania. Ma non è più nemmeno tornato nella città che, con il successo del sindaco Scapagnini cui noi abbiamo dato il contributo decisivo, gli ha consentito di salvare il suo governo».
La trattativa che avrebbe potuto garantire alla Cdl alle prossime elezioni anche il supporto del Mpa è arrivata al capolinea due giorni fa, quando Lombardo ha incontrato il ministro Tremonti. Con in ballo persino la possibilità di un accordo tecnico ventilato con la Lega. Ma Tremonti è stato chiaro: «Fiscalità di vantaggio? Impossibile, non c'è il tempo per un decreto. Magari bisognava pensarci prima». Sobbalzo di Lombardo, che avrebbe replicato, seccato ma non sorpreso, che questo ritornello lo propone da un anno. Tremonti, a questo punto, avrebbe fatto capire che sull'eventualità di prendere un provvedimento del genere non sarebbero arrivate dalla Sicilia sollecitazioni poi così decise. Insomma Lombardo avrebbe avuto la conferma che, come aveva più volte sostenuto, la voglia di tenerlo nella Cdl, accordandogli i provvedimenti richiesti, non sarebbe stata grande in qualche colonnello di Berlusconi nell'Isola. Di fatto il "no" di Tremonti e la certezza che a meno di due settimane dalla fine della legislatura (si chiude il 29 gennaio e resta tempo per qualche decretuccio milleproroghe ) parlare di Tav da far arrivare in Sicilia sarebbe sole, tuia favoletta, chiude la trattativa. Lunedì a Roma si riunirà il Consiglio federale del Mpa. Lombardo parlerà e farà le sue proposte, per passare poi al dibattito. Che cosa succederà?
Restano due ipotesi: la prima è che, rischiando, il Movimento possa avventurarsi alle Politiche facendo il terzo polo nazionale. Esperimento provato a Messina, dove la presenza del candidato autonomista ha dato via libera al centrosinistra. L'altra ipotesi è che Lombardo dica di sì alle proposte dei leader del centrosinistra, da Prodi a Rutelli, da D'Alema a Violante e Fassino sino a Mastella, e chiuda un accordo con l'Unione. Resterebbe ancorato al centro, ma scegliendo di credere alle promesse di attuazione del suo progetto per il Sud e la Sicilia che questi stessi leader hanno garantito saranno tra le priorità del centrosinistra. Due ipotesi, dunque, di cui una sola, però, in grado di fai diventare concreto quel progetto, anche se questa scelta di campo potrebbe incontrare resistenza interne. Lunedì il verdetto.
La Sicilia




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