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Questo articolo rappresenta la traduzione della prima parte della biografia di Marcello De Angelis pubblicata da Zentropa.
A cura di Letizia Coppola per Novopress Italia


Al tempo responsabile del movimento extra-parlamentare Terza Posizione (oggi sciolto), Marcello De Angelis lascio’ il suo Paese nel 1980 per rifugiarsi a Londra. Malgrado la sua giovane eta’, aveva alle sue spalle gia’ 15 anni di attivismo militante ed un’esistenza marchiata ad vitam aeternam dal suo percorso politico. Estremamente curioso, dotato di una solida cultura europea ed in grado di parlare diverse lingue, é anche ottimo disegnatore e appassionato di fumetti. Fu designer professionista, mestiere appreso grazie alle sue conoscenze ed esperienze pratiche di militante.

Politicamente all’avanguardia, si uni’ alla federazione di Roma, sua citta’ natale, del Fronte della Gioventu’, organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano. A 14 anni si trovo’ ad affrontare la difficile vita dei giovani camerati neo-fascisti che si opponevano con crescente impeto ai “compagni comunisti”.

Ad intervalli fin troppo regolari, giovani missini venivano assassinati dai marxisti ed i corridori di licei ed universita’ divennero campi di guerriglia quotidiana. Portare al collo simboli come la croce celtica negli anni ‘70 rappresentava una provocazione inammisibile per i neo-partigiani, come amavano definirsi gli appartenenti alle vaste fila che andavano formando movimenti come Prima Linea e le famigerate Brigate Rosse. Un brutto slogan cominciava ad apparire sui muri e recitava: Uccidere un fascista non é reato.

Deluso dal conservatorismo del movimento di Giorgio Almirante, Marcello De Angelis lascio’ l’MSI per un piccolo gurppo di giovani attivisti che gravitava intorno a numerose scuole di quartiere della capitale: Lotta Studentesca. Nel 1978, si costitui’ l’organizzazione che fara’ parlare per anni l’Italia, malgrado la sua breve esistenza (2 anni): Terza Posizione.

Sul numero due della rivista Per la Terza Posizione, l’articolo intitiolato “la nostra lotta” presenta la futura linea del movimento: “Militare nelle sfere di terza Posizione significa combattere l’imperialismo russo-americano, rifiutare e sabotare i due fronti politici, commerciali, militari legati al Cremlino ed alla Casa Bianca.”
Il nome dell’organizzazione nasce da una formula cara al generale argentino Peron ed il gruppo progredisce a tal punto che anche la rivista francese Monde de l’Education ne acquisisce l’esistenza: “I giovani fascisti conservano ancora il gusto per la violenza ed il culto dell’eroismo. Ma hanno adottato il linguaggio, la musica, le preoccupazioni della propria generazione.”

Questo periodo felice per i giovanissimi militanti di TP fu pero’ di breve durata. Il 23 settembre 1980, a seguito del triste attentato alla stazione di Bologna (causato dall’oscura loggia massonica P2 di Licio Gelli e da alcuni settori deviati dei servizi segreti) la repressione si abbatte su Terza Posizione.
Piu’ di 500 poliziotti vengono mobilizzati per arrestare una quarantina di ragazzi, di cui alcuni minorenni, accusati dei gravissimi reati di costituzione di gruppo armato ed associazione sovversiva. Piu’ di cento prigionieri nazionalisti verranno chiusi nelle galere della Repubblica Italiana; di questi, alcuni dovranno trascorrere 4 anni e mezzo di pena preventiva prima di essere giudicati… Tra circa sessanta militanti che cercarono di evadere la (in)giustizia italiana, alcune personalita’ come Marcello De Angelis riuscirono a passare il confine. La ragazza di Marcello a soli 19 anni ed incinta di 4 mesi viene incarcerata e costretta a partorire in prigione!
Il 21 gennaio del 1981 nasce Luca Nazzareno, che porta il nome del defunto fratello di Marcello, Nanni.

Il 5 ottobre 1980 Nanni De Angelis fu arrestato dagli uomini della Digos, il braccio politico della Polizia di Stato. Gravemente ferito durante il suo interrogatorio, fu trovato morto, la stessa sera, nella sua cella a Rebibbia. Le autorita’ giudiziarie trovano una facile scappatoia all’incidente ed alla successiva morte, definendo il tutto un banale suicidio.
Ma fuori e dentro nessuno ha dubbi: Nanni é stato assassinato.

A seguito del soggiorno clandestino in Francia, Marcello trova rifugio in Inghilterra. Verra’ pero’ arrestato nel 1981 e passera’ 6 mesi nella prigione di Brixton, famosa per essere estremamente dura e violenta. Mentre la domanda di estradizione in Italia fu rifutata dai giudici inglesi, Marcello finisce la sua pena inglese ed é “libero” di condurre un’esistenza da rifugiato con una quindicina di altri camerati…

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