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L’altra faccia della Storia
Ma è una nazione
anche la Sardegna
DI FRANCESCO CESARE CASULA
qualche settimana fa i
castigliani sfilarono
per le strade di Madrid
per protestare contro i
catalani che, nel loro
nuovo Statuto, si definiscono
"una Nazione";
chissà cosa temono, anche
se s’immagina; comunque,
avevano e hanno
torto. La Catalogna è
davvero una Nazione,
cioè un popolo accomunato
dalla stessa storia,
dalla stessa lingua, dalle
stesse tradizioni, dalla
stessa cultura completamente
diversa, pur dopo
secoli di comunanza,
da quella castigliana. Intanto,
questa è di matrice
visigotica, risalente
addirittura al 550 dopo
Cristo; quella - la catalana
- è di matrice franca,
e cominciò a formarsi
nel 785. Quando parlano
i due popoli non
s’intendono; o, meglio, i
catalani capiscono il castigliano
perché è stato
loro imposto a scuola
(come, per noi, l’italiano),
mentre, i castigliani
non capiscono affatto
il catalano. Ho sentito io
un castigliano gridare a
un catalano: "Habla cristiano,
por Dios!" ("Parla
da cristiano, per Dio!",
come se quello parlasse
in arabo).
Le vicende storiche
nazionali sono differenti,
sebbene il Principato
di Catalogna e il Regno
di Castiglia siano vissuti
in aggregazione per più
di duecento anni, dal
1479 al 1714, fino a
quando il primo fu vio-
Q lentemente abolito da
Filippo V e il suo territorio
annesso a quello che
oggi si chiama Regno di
Spagna. E così è per la
musica: le acute note
della Sardana, ballata
ogni domenica in Plaza
Catalunya, sono del tutto
diverse dai lamenti
andalusi del cante hondo
e del flamenco. Altrettanto
si può dire per
i costumi della festa e
per la corrida, generalmente
aborrita dai Catalani.
Ma se la Nazione catalana
è così evidente e
indiscutibile, sembrerebbe
pleonastico da
parte dei catalani affermarlo
in epigrafe nel loro
Statuto, e ingiusto, da
parte dei castigliani, il
disconoscerlo. Evidentemente,
dietro la proposizione
c’è qualcosa di
più di una semplice richiesta
di devolution
culturale, e ne parleremo
un’altra volta.
A me, per adesso,
basta solo confrontare
l’atteggiamento attivo
dei catalani con quello
passivo di noi sardi, che
nazione siamo da migliaia
d’anni per lingua,
costumi e storia. Nessun
atto ufficiale della nostra
Regione ha mai sancito
questo principio, che pure
sarebbe il minimo di
enunciazione (ben altro
potremmo pretendere,
essendo noi la base istituzionale
dello Stato italiano).
Preferiamo presentarci
come accattoni,
e siamo accontentati.
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Oh Frantziscu Cèsare, ti sesi scidau tropu a tradu, as agatau s'àcua callenti!
Che tra l'altro vede il modello catalano come un punto d'arrivo!
Mentre sia per i catalani che per noi è un solo punto di partenza!!!!




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