Villetti richiama Bobo alla coerenza
04 febbraio 2006
“Dico a Bobo con grande affetto che solo i cretini non cambiano opinione, ma bisogna stare attenti che per non passare da cretini lo si faccia continuamente da un giorno all'altro”. Arriva dal vicepresidente dello Sdi, Roberto Villetti, la risposta all'annuncio di Bobo Craxi di non aderire alla Rosa nel pugno, preferendo accettare la candidatura di esponenti del Nuovo Psi nell'Ulivo.
E' dunque un richiamo alla coerenza quello che Villetti, il quale cita una dichiarazione del 30 maggio scorso nella quale Craxi sollecitava una Costituente per l'unità dei Socialisti italiani e chiedeva allo Sdi la garanzia di non “trascinarci in mezzo a ulivi e ulivetti privi della nostra unità e dei nostri garofani”. Nonostante tutto lo Sdi continuerà comunque a lavorare per il progetto della Rosa nel pugno, “nel quale- ribadisce Villetti - crediamo si possano ritrovare tutti i socialisti”. “Noi – ha affermato Villetti, nel suo applauditissimo intervento, a proposito delle polemiche suscitate dall’intervento di Enrico Borselli sulla candidatura di D’Ambrosio nell’Ulivo - non critichiamo le scelte dei Ds perché sono post-comuniste. Le critichiamo perché un partito che aderisce all'Internazionale socialista ed è stato tra i fondatori del Partito Socialista Europeo dovrebbe, al pari delle altre socialdemocrazie europee, avere a cuore i principi della democrazia libera ed essere ben distante da dare l' immagine del partito delle toghe”.
Villetti ha puntualizzato la posizione del partito sulla questione della candidatura dell' ex procuratore capo di Milano, Gerardo D'Ambrosio. “Noi - ha sottolineato - abbiamo criticato la presentazione alle elezioni del dott.D'Ambrosio non per le qualità della persona, che sono fuori discussione, ma perché candidare il capo del pool di Mani pulite evoca una simbologia che mette insieme fortemente politica e giustizia, mentre dovrebbe risaltare che il centrosinistra ne esalta la netta separazione”.
Villetti è anche tornato sulla questione dell'Ulivo, di cui aveva parlato ieri nell'intervento Enrico Boselli. “Noi - ha sottolineato il numero due dello Sdi - abbiamo sviluppato una critica nei confronti del modo in cui si sta cercando un nuovo partito democratico in Italia, che dovrebbero mettere insieme, almeno era così nel progetto di Prodi e di Parisi, differenti riformismi e diversi riformisti. Noi invece avvertiamo che questa nuova formazione, ammesso che non rientri nuovamente in crisi dopo il voto, proprio su questi terreni dimostra imbarazzi, timidezze, se non posizioni francamente non accettabili”.




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