Mosca conferma che sono stati usati diversi ordigni da un chilo di tritolo ciascuno.
MOSCA - Per la procura russa le due esplosioni che hanno portato alla chiusura del gasdotto verso Georgia e Armenia sono state provocate da "azioni di sabotaggio".
A Vladikavkaz, capitale della repubblica autonoma dell'Ossezia del nord, è stata aperta un'inchiesta penale per "distruzione premeditata di proprietà".
Secondo il viceprocuratore generale russo Nikolai Shepel le esplosioni sono stati causate da "ordigni con una potenza equivalente a 700-800 grammi di tritolo". "Fortunatamente - ha sottolineato Shepel - nessuno è rimasto ferito e non è stato fatto alcun danno grave all'ambiente".
Vladikavkaz si trova a pochi chilometri da Beslan, la città dell'Ossezia del nord dove nell'estate del 2004 i guerriglieri ceceni occuparono una scuola in un'operazione terroristica che sfociò in un massacro. La presa di ostaggi si concluse il primo settembre del 2004 con un bilancio ufficiale di 331 morti, di cui 186 bambini e 31 terroristi uccisi, fra i quali due donne.




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