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    Predefinito Elezioni illegali. Sciopero della sete di Pannella

    http://www.radioradicale.it/primopiano.php?mostra=1625

    Illegalità del processo elettorale. Pannella in sciopero della sete di dialogo

    20 gennaio 2006
    Questa mattina Marco Pannella ha annunciato che da domenica inizierà «uno sciopero della sete di dialogo nei confronti del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio, dei Presidenti delle Camere, dei Direttori di rete e di testate radiotelevisive e della stampa, cartacea o on-line». Presentarsi alle elezioni in un contesto di illegalità causato da un decreto legge che discrimina tra i vari partiti nelle modalità tecniche di presentazione delle liste elettorali, «potrebbe rappresentare un atto terminale di resa senza condizioni, di complicità, di manifestazione della sindrome di Stoccolma». Stamane i membri della segreteria della Rosa nel Pugno hanno tenuto alla Camera una conferenza stampa per spiegare quali sono le contestazioni e per avanzare una proposta.

    Obblighi democratici dei paesi dell'Osce. 6.1 Per assicurare che la volontà dei cittadini sia la base dell'autorità del governo, gli stati partecipanti dovranno rispettare il diritto dei cittadini di candidarsi per ricoprire incarichi politici o istituzionali, individualmente o come rappresentanti di partiti o organizzazioni, senza alcuna discriminazione, e rispettare il diritto degli individui e dei gruppi di creare, in piena libertà, propri partiti politici o altre organizzazioni politiche e garantire a questi partiti e organizzazioni delle necessarie garanzie legali atte a consentirgli di competere con gli altri su base di uguale trattamento di fronte alla legge a da parte delle autorità.

    6.2 Gli Stati devono permettere ai candidati di candidarsi, sia in modo indipendente che come rappresentanti di partiti politici o altre organizzazioni, senza ostacoli non necessari. Le candidature devono essere soggette soltanto a procedure di registrazione ragionevoli e applicate in modo equo.

    Il decreto legge. E' in discussione al Senato, e sarà votato martedì in aula, un decreto legge sulle modalità del voto del prossimo 9 aprile. Esso esenta dal raccogliere le firme per la presentazione delle liste elettorali i partiti che si presentino con lo stesso simbolo delle ultime elezioni europee. Praticamente rimane fuori, finora, solo la Rosa nel Pugno, la nuova formazione politica costituita da socialisti dello Sdi e radicali. Una norma che sembra tagliata su misura e che rende illegale il processo elettorale.

    Dov'è la discriminazione. Per presentare le sue liste la Rosa nel Pugno, a differenza degli altri partiti, deve raccogliere circa 180 mila firme distribuite su tutto il territorio nazionale. Ma la condizione che altera la par condicio e la concorrenza tra i partiti è soprattutto quella che obbliga a presentare le liste dei candidati quasi un mese prima degli altri partiti, poiché le firme vanno raccolte sulle liste, cioè a liste chiuse, già a fine gennaio.

    Dunque, in questo modo i partiti che concorrono non partono dallo stesso punto. E' come se in vista dell'inizio del campionato di calcio, spiega Emma Bonino, una squadra fosse obbligata a chiudere la propria campagna acquisti prima delle altre. «Lei Signor Presidente - chiede la Bonino rivolgendosi a Berlusconi, che «di calcio se ne intende» - avrebbe mai accettato o proposto che debba esistere una sola squadra che chiude la campagna acquisti prima delle altre?». L'esperienza insegna che molte candidature «si sbloccano nel vivo e nel cuore» del dibattito politico. Fu così, racconta la Bonino, per Tortora e Sciascia, che accettarono la candidatura all'ultimo momento. Per non parlare del vantaggio concesso alle altre "squadre", che hanno tutto il tempo di neutralizzare con le loro scelte sul "mercato" politico gli "acquisti" della Rosa nel Pugno. La par condicio non è solo un problemna di comunicazione televisiva, «questo gioco è truccato anche nelle modalità tecniche di presentazione delle liste». «Non lo avrei permesso neanche in Afghanistan», dice la Bonino.

    La proposta della Rosa nel Pugno. I leader della Rosa nel Pugno si rivolgono quindi al Governo, al ministro degli Interni Pisanu, e al Presidente della Repubblica quale «garante della correttezza del gioco», chiedendo un «gesto di responsabilità». La raccolta delle firme è stata introdotta per impedire liste false, di disturbo. «Possiamo essere una lista scomoda e che non piace, ma non una lista civetta», ha dichiarato Enrico Boselli. I socialisti sono presenti sia alla Camera che al Senato e i radicali al Parlamento europeo, con una «storia e una tradizione che, può piacere o meno, ma tutti riconoscono. La Rosa nel Pugno può essere scelta o meno dagli elettori, ma il governo deve garantire che la possibilità di scelta ci sia». La proposta che i senatori della Rosa nel Pugno hanno presentato in un emendamento al decreto legge è: ok, raccogliamo le firme, seppure rappresenta un aggravio di risorse umane ed economiche, per provare che esistiamo nel paese anche se abbiamo già degli eletti, ma sul simbolo e non sulle liste chiuse.

    L'annosa questione delle firme. Paradossalmente furono proprio i radicali a sollevare, fin dalle elezioni regionali del 2000 (fino a quelle del 2005), la questione della regolarità della raccolta delle firme per presentare le liste. Constatando, e denunciando a quasi tutte le Procure d'Italia, non solo la falsificazione delle firme, ma, fatto più grave, che esse non venivano compilate a liste di candidati chiuse, come invece la legge prevedeva. Il Parlamento, di fronte alle prime condanne, decideva di depenalizzare il reato, trasformandolo da penale in amministrativo. Quindi i partiti potevano comunque continuare a violare la legge, con l'unica accortezza di stornare dal rimborso elettorale previsto una cifra per pagare le eventuali sanzioni. E siamo ad oggi: questo decreto legge esenta dal raccogliere le firme per la presentazione delle liste elettorali i partiti che si presentino con lo stesso simbolo delle ultime elezioni europee, con eccezione quindi della Rosa nel Pugno e di altri potenzialmente nelle sue condizioni.

  2. #2
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    http://www.quaderniradicali.it/agenz...=read&nid=6388

    La Rosa nel Pugno non va discriminata nella raccolta delle firme.

    News del 20-01-2006


    Consentire alla Rosa nel Pugno di non raccogliere le 180mila firme necessarie per la presentazione delle liste alle prossime elezioni: questa mattina alla Camera, nel corso di una conferenza stampa, Emma Bonino e Enrico Boselli hanno chiesto al Governo una deroga alla nuova legge elettorale che obbliga i partiti che si presenteranno con un nuovo simbolo, a raccogliere 180mila firme, che vanno oltrettutto apposte sotto i nomi dei candidati, chiudendo le liste in anticipo di 30 giorni rispetto alle altre formazioni.

    Bonino e Boselli protestano, perché la norma, introdotta per debellare le liste civetta, finisce con il penalizzare anche liste e partiti strutturati come la Rosa nel Pugno, i cui rappresentanti fanno parte sia delle istituzioni locali, che del Parlamento nazionale e dell'Europarlamento, e chiedono al governo che la Rosa nel Pugno possa essere messa in condizioni di parità rispetto alla altre forze politiche nella partecipazione alle elezioni 2006, dal momento che la nuova legge elettorale impone, in particolare, per la raccolta delle firme e la chiusura delle liste norme penalizzanti per i nuovi soggetti politici.

    Martedì prossimo il Senato procederà alla conversione in legge del decreto varato dall'esecutivo sul voto elettronico.
    La Rosa nel Pugno ha presentato un emendamento che prendendo atto dell'obbligo per quelle forze politiche che hanno modificato il simbolo di raccogliere le firme, prevede che le stesse siano raccolte sotto il simbolo e non sotto la lista. In tal modo si eviterebbe l'ingiustizia di presentare le liste per lo meno un mese prima rispetto agli altri.
    “Chiediamo al governo che si è opposto alla nostra modifica, un gesto di responsabilità”, ha detto Boselli durante una conferenza stampa a Montecitorio.
    È vero che queste norme, ha argomentato, sono state formulate per evitare la presentazione di liste di disturbo, ma “noi non siamo una lista civetta.
    I socialisti e i radicali rappresentano due forze storiche, lo Sdi è rappresentato in Parlamento, i radicali ci sono stati e hanno un gruppo nel Parlamento europeo.

    Imporre anche a noi l'obbligo di raccogliere 180 mila firme è grave e ingiustificato. Tanto più che se non si porre riparo si limita la libertà di scelta degli elettori”.
    “Forse siamo una lista scomoda - ha puntualizzato Boselli - ma non certo una lista civetta ed è profondamente ingiusto che noi si debba chiudere le liste molto prima degli altri”.

    “Che si voti in Italia o in Afghanistan - ha aggiunto Emma Bonino - è indispensabile che tutti i partiti abbiano tutti le stesse possibilità e scattino dalla stessa linea di partenza. “Berlusconi, che sa di calcio - ha continuato la leader radicale- non accetterebbe mai che alla sua squadra fosse imposto di chiudere la campagna acquisti un mese prima dei concorrenti”.

    La preoccupazione denunciata dalla Rosa nel Pugno è di non riuscire, data la ristrettezza dei tempi, a raccogliere le firme necessarie. “Nelle grandi regioni possiamo anche farcela - ha precisato Boselli - ma in quelle come il Molise o la Val d'Aosta mettere insieme le sottoscrizioni necessarie sarà davvero un'impresa”.

    Un'ulteriore elemento di incertezza, hanno precisato i rappresentati della Rosa (alla conferenza stampa c'erano anche Roberto Villetti e Ugo Intini, oltre a Daniele Capezzone e Marco Cappato) è rappresentato dalla data di scioglimento delle Camere.
    Se saranno sciolte dopo il 29 gennaio, dal punto di vista giuridico, verranno formalmente considerate elezioni anticipate e, di conseguenza, il numero delle firme necessarie potrà essere automaticamente dimezzato.
    Il tempo e lo strumento per correggere l'anomalia denunciata dalla Rosa non mancano.

    Secondo il capogruppo socialista Ugo Intini si può introdurre un emendamento al dl sul voto elettronico che verrà esaminato martedì prossimo al Senato. “Facciamo appello al presidente del Consiglio e al ministro dell'Interno e al presidente della Repubblica quale garante del principio di parità della competizione elettorale, di provvedere affinché venga ripristinata la par condicio, sia evitata una discriminazione e - hanno concluso i rappresentanti della Rosa nel Pugno - sia salvaguardata la nostra presenza alle prossime elezioni”.

  3. #3
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    ok i radicali c'hanno ragione, ma che pannella ogni due per tre faccia sciopero adesso bastaaaaa!!!

  4. #4
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    minchia radicali avete rotto le palle... e secondo me le avete gia' rotte anche ai vostri alleati.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da grilloparlante
    ok i radicali c'hanno ragione, ma che pannella ogni due per tre faccia sciopero adesso bastaaaaa!!!
    Ma come sarebbe scusa?

    L'unica lista a dover raccogliere 180.000 firme e dovremmo stare zitti?
    Qui se c'è qualcuno che ha rotto le pa.lle è Berlusconi, che le ha rotto non solo a noi della Rosa nel Pugno con questa legge contra personam, ma a tutti gli italiani.

    A quegli stessi italiani che lo manderanno a casa.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da ItaloConservatore
    minchia radicali avete rotto le palle... e secondo me le avete gia' rotte anche ai vostri alleati.
    Quoto.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da aguas
    Ma come sarebbe scusa?

    L'unica lista a dover raccogliere 180.000 firme e dovremmo stare zitti?
    Qui se c'è qualcuno che ha rotto le pa.lle è Berlusconi, che le ha rotto non solo a noi della Rosa nel Pugno con questa legge contra personam, ma a tutti gli italiani.

    A quegli stessi italiani che lo manderanno a casa.

    Ma non avete Europarlamentari?

  8. #8
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    ma che cavolo pretendete? La legge è chiara...dovete raccogliere le firme se nn vi presentate col simbolo delle Europee....ma visto che siete alleati con DS & co. nn dovreste avere problemi a raccoglierle (basta che i compagni fassiniani nn facciano come con la Mussolini che le hanno autenticato delle firme false...)

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91
    ma che cavolo pretendete? La legge è chiara...dovete raccogliere le firme se nn vi presentate col simbolo delle Europee....ma visto che siete alleati con DS & co. nn dovreste avere problemi a raccoglierle (basta che i compagni fassiniani nn facciano come con la Mussolini che le hanno autenticato delle firme false...)
    Brucia ancora eh... a proposito come è finita?

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da T34
    Brucia ancora eh...
    Forza Storace ...va beh lo so è finita male

    a proposito come è finita?
    nn lo so...è finita con qualche toga rossa che ha riammesso la lista e tanti saluti

 

 
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