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  1. #1
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Arrow Il Papa dice NO! ALL'ILLUSINE MARXISTA

    Modello per la Chiesa non è Marx ma Madre Teresa


    Benedetto XVI invita i fedeli, schiacciati dal peso del male e delle ingiustizie, a non lasciarsi tentare dall'ideologia marxista e a trovare la forza di resistere ad essa e alla tentazione opposta di abbandonare ogni impegno sociale con la forza della preghiera.

    Come faceva Madre Teresa di Calcutta. "L'esperienza della smisuratezza del bisogno può - confida nell'enciclica - spingerci nell'ideologia che pretende di fare ora quello che il governo del mondo da parte di Dio, a quanto pare, non consegue: la soluzione universale di ogni problema. Dall'altro lato, essa può diventare tentazione all'inerzia sulla base dell'impressione che, comunque, nulla possa essere realizzato".

    Per il Papa, nella Enciclica Deus Caritas Est: "chi prega non spreca il suo tempo, anche se la situazione ha tutte le caratteristiche dell'emergenza e sembra spingere unicamente all'azione". "La pietà - scrive ancora Benedetto XVI - non indebolisce la lotta contro la povertà o addirittura contro la miseria del prossimo. La beata Teresa di Calcutta è un esempio molto evidente del fatto che il tempo dedicato a Dio nella preghiera non solo non nuoce all'efficacia ed all'operosità dell'amore verso il prossimo, ma ne è in realtà l'inesauribile sorgente".

    Il Marxismo ha lasciato il posto alla globalizzazione


    Benedetto XVI considera sia il comunismo che il capitalismo (che oggi ispira la globalizzazione in atto) forme di materialismo che impoveriscono a livello sociale i valori della persona. "Il marxismo - spiega nell'enciclica - aveva indicato nella rivoluzione mondiale e nella sua preparazione la panacea per la problematica sociale". Secondo Papa Ratzinger, "attraverso la rivoluzione e la conseguente collettivizzazione dei mezzi di produzione doveva improvvisamente andare tutto in modo diverso e migliore, ma questo sogno è svanito". E nella "situazione difficile" che il mondo sta attraversando "anche a causa della globalizzazione dell'economia", la dottrina sociale della Chiesa "è diventata un'indicazione fondamentale, che propone orientamenti validi ben al di la' dei confini di essa: questi orientamenti, di fronte al progredire dello sviluppo, devono essere affrontati nel dialogo con tutti coloro che si preoccupano seriamente dell'uomo e del suo mondo".

    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  2. #2
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Benedetto XVI quando era cardinale spiegò già a suo tempo il pericolo della dottrina marxista.........in questo libro-intervista, rispondeva alle domande in questo modo:

    Tra marxismo e capitalismo


    Aggiungiamo, che, durante il nostro colloquio, il Cardinale è più volte tornato su un aspetto dimenticato in molti commenti:

    "La teologia della liberazione, nelle sue forme che si rifanno al marxismo, non è affatto un prodotto autoctono, indigeno, dell'America Latina o di altre zone sottosviluppate, dove sarebbe nata e sarebbe cresciuta quasi spontaneamente, per opera del popolo. Si tratta in realtà, almeno all'origine, di una creazione di intellettuali; e di intellettuali nati o formati nell'Occidente opulento: europei sono i teologi che l'hanno iniziata, europei - o allevati nelle università europee - sono i teologi che la fanno crescere in Sud America. Dietro lo spagnolo o il portoghese di quella predicazione si intravvede in realtà il tedesco, il francese, l'anglo-americano".

    Dunque, per lui anche la teologia della liberazione farebbe parte "della esportazione verso il Terzo Mondo di miti e utopie elaborate nell'Occidente sviluppato. Quasi un tentativo di esperimentare in concreto ideologie pensate in laboratorio da teorici europei. Per qualche aspetto, pertanto, è ancora una forma di imperialismo culturale, seppur presentato come la creazione spontanea delle masse diseredate. È poi tutto da verificare che influsso reale abbiano davvero sul " popolo " i teologi che dicono di rappresentarlo, di dargli voce".

    Osserva, continuando su questa linea:

    "In Occidente il mito marxista ha perso fascino tra i giovani e tra gli stessi lavoratori; si tenta allora di esportarlo nel Terzo Mondo da parte di intellettuali che vivono però al di fuori dei Paesi dominati dal Il socialismo reale ". Infatti, solo dove il marxismo leninismo non è al potere c'è ancora qualcuno che prende sul serio le sue illusorie " verità scientifiche "".


    Segnala ancora che "paradossalmente - ma non troppo - la fede sembra essere più al sicuro all'Est, dove è ufficialmente perseguitata. Sul piano dottrinale non abbiamo quasi alcun problema con il cattolicesimo di quelle zone. Il fatto è che, là, per i cristiani non c'è certo il pericolo di convertirsi alle posizioni di una ideologia imposta con la forza: la gente sconta ogni giorno sulla sua pelle la tragedia di una società che ha tentato sì una liberazione, ma da Dio. Anzi, in alcuni Paesi dell'Est, sembra emergere l'idea di una " teologia della liberazione", ma come liberazione dal marxismo. Il che non significa certo che guardino con simpatia alle ideologie e al costume prevalenti in Occidente".
    Mi ricorda che "il cardinale primate di Polonia, Stefan Wyszynski, metteva in guardia dall'edonismo e dal permissivismo occidentali non meno che dall'oppressione marxista. Alfred Bengsch, cardinale di Berlino, mi diceva un giorno di vedere un pericolo più grave per la fede nel consumismo occidentale e in una teologia contaminata da questo atteggiamento che non nel comunismo marxista".

    Ratzinger non teme di riconoscere :

    "il marchio del satanico nel mondo con cui in Occidente si sfrutta il mercato della pornografia e della droga". "Sì - dice - c'è qualcosa di diabolico nella freddezza perversa con cui, in nome del denaro, si corrompe l'uomo approfittando della sua debolezza, della sua possibilità di essere tentato e vinto. È infernale la cultura dell'Occidente, quando persuade la gente che il solo scopo della vita sono il piacere e l'interesse privato".

    Eppure, se gli si chiede quale - a livello di elaborazione teorica - gli sembri il più insidioso tra i molti ateismi del nostro tempo, è ancora al marxismo che ritorna:

    "Mi sembra che il marxismo, nella sua filosofia e nelle sue intenzioni morali, sia una tentazione più profonda che non certi ateismi pratici, dunque intellettualmente superficiali. È che nell'ideologia marxista si approfitta anche della tradizione giudeo-cristiana, rovesciata però in un profetismo senza Dio; si strumentalizzano per fini politici le energie religiose dell'uomo, indirizzandole verso una speranza solo terrena che è il capovolgimento della tensione cristiana verso la vita eterna. È questa perversione della tradizione biblica che trae in inganno molti credenti, convinti in buona fede che la causa di Cristo sia la stessa di quella proposta dagli annunciatori della rivoluzione politica".

    Il dialogo impossibile

    E qui - con aria che mi è sembrata più sofferente che " inquisitoria " - mi ha di nuovo ricordato quel "dramma del Magistero" che gli avvenimenti susseguenti alla pubblicazione dell'Istruzione sulla teologia della liberazione avrebbero riconfermato: "C'è questa dolorosa impossibilità di dialogare con i teologi che accettano quel mito illusorio, che blocca le riforme e aggrava la miseria e le ingiustizie, e che è la lotta di classe come strumento per creare una società senza classi".

    Continua: "Se, Bibbia e Tradizione alla mano, fraternamente, si cerca di denunciare le deviazioni, subito si è etichettati come " servi ", "lacchè " delle classi dominanti che vogliono conservare il potere appoggiandosi anche alla Chiesa. D'altronde, le più recenti esperienze mostrano che rappresentanti significativi della teologia della liberazione si differenziano felicemente (per la loro disponibilità alla comunità ecclesiale e al servizio reale dell'uomo) dall'intransigenza di una parte dei mass-media e di numerosi gruppi di loro sostenitori, prevalentemente europei. Da parte di questi ultimi ogni nostro intervento, anche il più pensato e rispettoso, viene respinto a priori, perché si schiererebbe dalla parte dei "padroni". Mentre la causa degli ultimi è tradita proprio da queste ideologie, che si sono rivelate fonte di sofferenza per il popolo stesso".

    *******************************

    Rapporto sulla fede "Messori a colloquio con Joseph Ratzinger" (un libro che suggerisco di acquistare o scaricare gratuitamente qui:
    http://utenti.lycos.it/Armeria/Rap_fede_index.htm )

    ******************
    Fraternamente Caterina
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  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Caterina63
    Modello per la Chiesa non è Marx ma Madre Teresa


    Benedetto XVI invita i fedeli, schiacciati dal peso del male e delle ingiustizie, a non lasciarsi tentare dall'ideologia marxista e a trovare la forza di resistere ad essa e alla tentazione opposta di abbandonare ogni impegno sociale con la forza della preghiera.

    Come faceva Madre Teresa di Calcutta. "L'esperienza della smisuratezza del bisogno può - confida nell'enciclica - spingerci nell'ideologia che pretende di fare ora quello che il governo del mondo da parte di Dio, a quanto pare, non consegue: la soluzione universale di ogni problema. Dall'altro lato, essa può diventare tentazione all'inerzia sulla base dell'impressione che, comunque, nulla possa essere realizzato".

    Per il Papa, nella Enciclica Deus Caritas Est: "chi prega non spreca il suo tempo, anche se la situazione ha tutte le caratteristiche dell'emergenza e sembra spingere unicamente all'azione". "La pietà - scrive ancora Benedetto XVI - non indebolisce la lotta contro la povertà o addirittura contro la miseria del prossimo. La beata Teresa di Calcutta è un esempio molto evidente del fatto che il tempo dedicato a Dio nella preghiera non solo non nuoce all'efficacia ed all'operosità dell'amore verso il prossimo, ma ne è in realtà l'inesauribile sorgente".

    Il Marxismo ha lasciato il posto alla globalizzazione


    Benedetto XVI considera sia il comunismo che il capitalismo (che oggi ispira la globalizzazione in atto) forme di materialismo che impoveriscono a livello sociale i valori della persona. "Il marxismo - spiega nell'enciclica - aveva indicato nella rivoluzione mondiale e nella sua preparazione la panacea per la problematica sociale". Secondo Papa Ratzinger, "attraverso la rivoluzione e la conseguente collettivizzazione dei mezzi di produzione doveva improvvisamente andare tutto in modo diverso e migliore, ma questo sogno è svanito". E nella "situazione difficile" che il mondo sta attraversando "anche a causa della globalizzazione dell'economia", la dottrina sociale della Chiesa "è diventata un'indicazione fondamentale, che propone orientamenti validi ben al di la' dei confini di essa: questi orientamenti, di fronte al progredire dello sviluppo, devono essere affrontati nel dialogo con tutti coloro che si preoccupano seriamente dell'uomo e del suo mondo".

    Il parallelo tra marxismo e capitalismo sfrenato (ossia la deriva del sistema capitalistico) a mio avviso ci sta tutto, e le parole del Santo Padre pongono l'accento sull'altra faccia della medaglia del sistema capitalistico (senza dubbio il migliore nel complesso), ossia l'impoverimento dei valori sociali e umani e il conseguente isolamento delle classi meno abienti, spesso abbandonate al proprio destino e vittime inevitabilmente di illusioni ideologiche e di promesse da piazza.
    La preghiera e la solidarietà spontanea sono la vera luce.
    www.interamala.it - Visitatelo che ci tengo

  4. #4
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Concordo..infatti il nodo principale della questione sta nel trovare quell'EQUILIBRIO importante che ci aiuti a comprendere certamente il valore di ciò che è materiale (non materialismo appunto: tutti gli "ISMI" sono deformazioni e depravazioni) e che SERVE all'uomo per vivere con dignità non solo per il corpo, ma anche per lo spirito.......

    Se si leggesse la Dottrina Sociale della Chiesa, si comprenderebbe meglio che cosa sia questa SOCIALE CONVIVENZA che da socialismo-marxismo è stata condotta ad estreme consegueze privando così l'uomo del suo ESSERE E DEL SUO DIVENIRE.......

    Faccio notare che nelle lettere di san Paolo NON ESISTE LA PAROLA AMORE...... sembra impossibile ma è così, c'è invece il termine AGAPE......la proprio dove san Paolo cerca di richiamare l'attenzione delle COMUNITA' nelle quali tutto si condividevano fra di loro e i poveri morti di fame NON ESISTEVANO più all'interno delle loro comunità......

    Ecco perchè il Papa tenta di richiamarci sul termine EROS ED AGAPE entrambi non possono fare a ameno l'uno dell'altro, se manca uno dei due, si altera l'altro......per questo la Carità della quale si occupa la Chiesa non è una sorta di CENTRO SOCIALE....e spero che questo richiamo del Papa faccia rinsavire i non pochi preti progressisti.......

    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

 

 

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