Mafia,Grasso : non candidate gli indagati.I partiti seguiranno questa indicazione?
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Palermo, il procuratore a un convegno di Rifondazione Comunista
"C'è il rischio di infiltrazioni criminose nelle prossime elezioni"
"Nella lotta a Cosa nostra un ruolo storico della sinistra"
Antimafia, Grasso ai partiti
"Non candidate gli indagati"
ll procuratore Piero Grasso
PALERMO - "C'è il rischio di un'infiltrazione diretta nella politica di candidati chiamati a tutelare interessi mafiosi". Con queste parole il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso ha esordito oggi al convegno sulla mafia organizzato a Palermo da Rifondazione comunista. Grasso ammonisce i partiti a non affidarsi a persone sulla cui onestà ci siano dubbi o accertamenti in corso, sottolineando che "la scelta di candidare chi è sotto inchiesta può significare lanciare un messaggio gradito alla mafia".
Secondo il procuratore con un simile atto, oltre a inviare alla mafia un segno di gradimento, si rischierebbe di diffondere "anche un messaggio di impunità e di sfida alla giustizia". "I partiti - ha continuato - devono dotarsi di codici di autoregolamentazione: se si candidano indagati si ammette che la responsabilità politica è solo una categoria verbale". Secondo Grasso dunque il rifiuto della mafia non può essere solo contenuto nello statuto ma deve rappresentare "una scelta del partito che garantisce per il candidato".
"La mafia - ha aggiunto Grasso - è tornata al modello classico e mette al centro affari e interessi tentando di rilanciare il proprio ruolo politico ed economico e cercando alleanze con chiunque venga considerato il cavallo vincente". Il procuratore ha poi messo in evidenza la necessità di fare attenzione anche agli incensurati poiché la criminalità organizzata potrebbe ricorrere anche a persone dalla fedina penale pulita ma comunque legate alla mafia.
Durante il suo intervento al convegno di Rifondazione comunista Piero Grasso ha anche tributato un riconoscimento alle formazioni politiche di sinistra, che secondo il procuratore avrebbero dato un "grande contributo alla lotta alla mafia". "Cosa nostra - ha aggiunto Grasso - ha rapporti con le istituzioni e la politica. La storia ci dice chiaramente chi la mafia l'ha combattuta e chi no. Negli anni 50 in prima linea c'erano i contadini, i sindacati, il partito socialista e il partito comunista: questi esempi dobbiamo tenerli presenti".
(28 gennaio 2006)




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