La cosa potrebbe far ridere i polli, visti i pochi voli, e visti i rumori a cui sono abituati i cittadini dei comuni coinvolti nella vicenda. Non dimentichiamo che i Tornadoi di rumore ne fanno moltissimo... ma di quelli, chissenefrega, l'importante è stressare VBS.
Da Bresciaoggi di oggi
Che una controversia possa finire davanti ad un giudice di tribunale rientra nel novero delle possibilità. Non può però non suscitare sorpresa un simile epilogo quando i protagonisti della contesa siano due enti di rilievo istituzionale ed economico. Nel caso in questione il Comune di Castenedolo e la società che gestisce l’aeroporto Gabriele D’Annunzio di Montichiari. Distanti l’uno dall’altro il classico tiro di schioppo, ma non per questo grandi «amici».
Il primo, dopo aver visto cadere nel vuoto ripetuti appelli ha deciso di passare dalle parole ... ai fatti sotto forma di un esposto alla Procura della Repubblica per lamentarsi dei rumori causati da alcuni voli di addestramento, colpevoli, secondo il Comune, di sorvolare la zona troppo bassi e di non rispettare le rotte.
Il braccio di ferro approderà così in un’aula del tribunale di Brescia il 7 febbraio per l’udienza fissata dal giudice delle indagini preliminari Silvia Milesi. Il decreto rivela che il gip non ha accolto una richiesta di archiviazione presentata l’8 giugno dal pm Silvia Bonardi, a cui è stata affidata l’indagine. In aula sono stati chiamati i vertici del D’Annunzio e dell’Ente nazionale aviazione civile indagati per violazione dell’articolo 659 del codice penale, disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone. La pena prevista non è di quelle da far sobbalzare, poche centinaia di euro alla peggio, ma è evidente che prevale il significato simbolico della vicenda.
A mettere in moto la macchina della giutizia è stata una lettera spedita il 2 luglio 2004 dal sindaco di Castenedolo Giuliano Salomoni al D’Annunzio, all’Enac e appunto alla Procura della Repubblica di Brescia.
In quella lettera Salomoni manifestava «disappunto e preoccupazione per il perdurare di voli addestrativi a bassa quota sui centri abitati di questo Comune effettuati da aeromobili provenienti dal D’Annunzio. Si ricorda che l’amministrazione comunale di Castenedolo - continuava il sindaco - con note del 14 giugno 2002 e del 10 luglio 2003 ha già manifestato il disagio che tale situazione comporta alla cittadinanza, sia per il timore di incidenti che per l’inquinamento acustico e ha richiesto la cessazione dei voli addestrativi sopra i centri abitati».
Il Comune citava a sostegno delle sue proteste una nota dell’Enac che indicava in 2000 piedi, circa 700 metri, la quota di sorvolo alla quale avrebbero dovuto attenersi i velivoli. Quota che invece ad avviso del Comune non sarebbe stata rispettata.
Da qui la lettera spedita al D’Annunzio, all’Enac e alla Procura nel luglio dell’anno scorso «affinchè provvedano ad effettuare gli opportuno controlli ed interventi al fine di garantire il rispetto nelle norme e dei regolamennti vigenti».
Ancora negli ultimi mesi, il tema dei sorvoli, delle rotte e dei rumori degli aeroplani, è stato agitato dagli amministratori della zona. Il 10 maggio Salomoni ha spedito un telegramma al D’Annunzio per lamentare «i continui sorvoli che hanno causato notevoli problemi alla cittadinanza. I voli non hanno rispettato le altezze e le rotte autorizzate». E di seguito i sindaci della zona (Montichiari, Ghedi, Castenedolo e Carpenedolo) hanno sollecitato la convocazione della commissione sicurezza.




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