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  1. #1
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    Predefinito Fini: cari leghisti, permettetemi. Ottime riflessioni!

    CARI LEGHISTI, PERMETTETEMI

    di Massimo Fini

    Caro Direttore, Silvio Berlusconi è "overcome". È andato. Non ci fosse altro, basterebbe il suo scomposto comportamento di queste ultime settimane e mesi per dire che l'uomo è arrivato alla frutta. Uno che dopo aver delegittimato per dieci anni in ogni modo la magistratura si rivolge a quei pubblici ministeri che definì "antropologicamente pazzi" per riferire notizie che lui stesso ha ammesso non avere alcuna rilevanza penale (se lo avessi fatto tu saresti stato cacciato a pedate nel sedere, perché i magistrati non son lì, pagati dalla collettività, per ascoltare chiacchiere da bar) è alla disperazione.

    Il suo comportamento - del resto in linea con tutta la storia del personaggio, il suo egocentrismo, il suo narcisismo, il suo delirio di onnipotenza coniugato con un insuperabile "inferiority complex" - è da "Apres moi le deluge!" o da "cada Sansone con tutti i filistei" . Ma i Berlusconi passano, la Lega resta.
    Perché i motivi del suo esistere non hanno a che fare con le vicende personali di questo o quel personaggio, ma affondano le proprie radici in esigenze profonde dell'uomo contemporaneo.

    Entrando quindi un po' indebitamente "in partibus infidelium" perché io non sono leghista, anche se spesso ho difeso le ragioni di questo movimento soprattutto negli anni in cui tutti lo demonizzavano - mi chiedo, e ti chiedo, se non sia venuto il momento per la Lega, approfittando anche del sistema proporzionale, di riprendere in pieno la propria autonomia.

    Il vero, autentico, nemico della Lega in questi anni - come Bossi sa benissimo e come un giorno, anzi una notte, mi confidò - non è stata la sinistra, ma proprio Silvio Berlusconi. Fu Umberto Bossi, insieme a Di Pietro e ai suoi colleghi della procura di Milano, a scuotere, nel 1992-94, l'albero marcio della Prima Repubblica.

    Ma è stato Silvio Berlusconi a raccoglierne i frutti. Come mai nel 1994, quando si parlava solo di cambiamento, gli italiani abbiano dato la loro preferenza a Silvio Berlusconi, che era stato stretto sodale di Craxi, che della Prima Repubblica, e della sua corruzione, era ritenuto, a torto o a ragione {a mio parere a ragione, a straragione) l'emblema, fa parte dei misteri dolorosi della nostra storia.

    Ma forse mistero non è, perchè fa parte del notorio trasformismo italiano immortalato dalla famosa frase del principe di Lampedusa "è bene che tutto cambi perchè nulla cambi".
    Fatto sta che nel 1994 gli italiani non premiarono la Lega, come meritava, ma Berlusconi che non lo meritava affatto. Bassi fu costretto ad un'alleanza col Cavaliere che gli stava strettissima, tanto che solo un anno dopo mandò a gambe all'aria il governo Berlusconi chiudendo uno dei suoi migliori e appassionati, discorsi parlamentari con le parole oggi cade la Prima Repubblica.

    Purtroppo non era vero. La Prima Repubblica, dopo gli anni di sbandamento per le inchieste giudiziarie, cominciava. la sua rapida restaurazione eliminando, in vario modo, tutti i protagonisti, grandi e piccoli, di quella che era stata chiamata la "rivoluzione italiana", chi demonizzandolo (Di Pietro); chi sbattendolo fuori dal circuito mediatico (Funari), chi acquisendo alla propria causa e distruggendo li giornale-novità di quegli anni (Feltri e L'Indipendente), chi costringendolo nell'angolo (Boss!).

    lo non dimentico tutte- le denunce, e le accuse, gli epiteti irriferibili che Bossi rivolgeva in quegli anni al Cavaliere ti più gentili dei quali erano "Berluscaso" e "Berluscosa") e che certamente anche i leghisti ricordano. Ma alle elezioni del 2001 il sistema maggioritario, che proprio Bossi a suo tempo, malconsigliato da Miglio, aveva abbracciato, ha obbligato la Lega a riallearsi con Berlusconi.

    Ed è stato un abbraccio mortale. Perchè ha costretto la Lega ad abbandonare tutti i suoi temi "forti", quelli che vanno al di là del contingente, dei protagonisti attuali e del suo stesso fondatore, e che saranno i temi degli anni a venire. L'identità, innanzitutto. Berlusconi è un uomo senza identità, senza tradizioni, senza storia.

    Gli stessi studi e uffici della Fininvest, quelli, poniamo, di Milano Due o di Cologno Monzese, sono luoghi senza identità, senza tradizione, senza storia. Berlusconi è un lombardo per caso, sta nell'etere che, per definizione, è un luogo, senza identità. Se della grande borghesia lombarda di un tempo, dei Pirelli, dei Borletti, dei Bassetti, dei Brion Vega, dei Crespi, si poteva avvertire il radicamento, di Berlusconi no, egli sta in un punto imprecisato dello spazio mediatico. L'antiglobalismo.

    Un movimento localista come la Lega è, per ragioni intrinseche, per la "contraddizzione che nol consente", antiglobalista. I primi discorsi "no global", a livello politico, io li ho sentiti fare da Umberto Bossi.
    Ma la Lega ha dovuto ricacciarseli in gola perché un imprenditore del tipo di Berlusconi, che nulla ha a che vedere con la piccola e media impresa, ha, per sua natura, una vocazione globalista.
    L'antiamericanismo, intendendo gli Stati Uniti quale potenza imperiale che ha come obiettivo naturale l'omologazione a se dell'intero esistente.

    Anche questo era un tema "forte" della Lega delle origini (mi ricordo che parlamentari leghisti andarono coraggiosamente a Belgrado per manifestare, prima di Santoro,contro le bombe americane che colpivano un Paese cristiano e ortodosso a favore della componente islamica e terrorista dei Balcani).

    Ma come fare se l'alleato Berlusconi è più "amerikano"di George W. Bush?
    L'antivaticanismo, inteso come sacrosanta reazione alle sempre più pesanti ingerenze della Chiesa nelle vicende interne dello Stato italiano (Papa Wojtyla arrivò a tuonare contro l'indipendentismo leghista, come se una cosa del genere potesse avere a che fare col magistero della Chiesa per quanto lato lo si voglia intendere).
    Ma come si può conciliare questa posizione con quella di un ipocrita baciapile come l'onorevole Berlusconi? E così via. La partita. delle prossime elezioni è perduta, per quanto la sinistra, con la sua litigiosità interna, con la brama, così evidente, di spartirsi ogni briciola di potere prima ancora di averlo, faccia di tutto per rendersi ripugnante.

    Ma per quanto questa sinistra sia in larga misura indecente, ciò non compensa il totale fallimento dell'esperienza Berlusconi, le promesse sesquipedali non mantenute soprattutto in campo economico, la personalizzazione narcisistica, onirica, quasi delirante, della sua leadership a danno, e oserei dire quasi a disprezzo, delle ragioni politiche dei suoi alleati.
    E allora queste elezioni inevitabilmente perdute possono tramutarsi in un'occasione, almeno perla Lega, che ha ragioni di fondo che vanno ben al di là di una tornata elettorale, per ritrovare se stessa e l'entusiasmo delle origini.


    fonte: la Padania Mercoledì 25 gennaio 2006

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  2. #2
    Blut und Boden
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    Predefinito

    Cita:
    Il vero, autentico, nemico della Lega in questi anni - come Bossi sa benissimo e come un giorno, anzi una notte, mi confidò - non è stata la sinistra, ma proprio Silvio Berlusconi.

    Ha scoperto l'acqua calda.
    Ora, dato che l'ha detto ma$$imo fini, l'hanno scoperto anche quegli imbecilli dei padani rinnegati e inconsapevoli.

    Ossignur!

  3. #3
    Il Patriota
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    ottima analisi di Massimo Fini.
    Purtroppo oggi come oggi la lega è "legata" mani e piedi a berlusconi per l'incapacità dei sette nani di lanciare proposte e "temi forti" dopo la prematura dipartita di Bossi...calderola vorrebbe fare della lega una costola "nordista" di forza italia mentre gli altri leader sono e restano nani bossidpendenti...l'unico che poteva lanciarsi era (ne parlo al passato visto che per me è politicamente morto per non parlare dei carichi giudiziari che gli arriveranno addosso dopo le elezioni) Giorgetti: costui è stato un segretario fantasma della Lega Lombarda (la struttura più forte della LN) ed ora invece di reagire agli scherzetti che gli fanno per eliminarlo aspetta di essere decollato al prossimo congresso della LL...

  4. #4
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    Predefinito la lega si slega

    abbiate fiducia : manca poco. si cominciano a vedere timidi tentativi di sganciamento, magari per interposta persona (massimo fini). secondo voi un articolo come quello di oggi sarebbe stato possibile vederlo sulla padania di qualche mese fa ?

  5. #5
    El Criticon
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    Ha, haaaa ... gran matacchione questo Massimo Fini ... a meno che non abbia astutamente concordato questo "editoriale" con l'altro astuto redattore nel vano tentativo di resuscitare le vendite del quotidiano ...
    Premetto e confermo: Massimo Fini è brillante scrittore e opinionista, senz'altro in cima alla mia lista di letture da non trascurare (assieme a quelle di Maurizio Blondet, senza le quali - spiace dirlo ed è cosa veramente sgradevole nei confronti di tutti coloro che hanno lavorato duramente per promuovere la diffusione di questo quotidiano - ma ahiloro - senza queste due collaborazioni, le 24 pagine, così come ormai si ritrovano da numerosi anni, sarebbero solo carta e denari sprecati - giornale da rifare ex novo, con un cambiamento radicale negli obiettivi, nelle strategie e contenuti ... stavo dicendo ... già a proposito di Massimo Fini il quale ogni tanto predica bene ma spesso razzola male, soprattutto confondendo cause ed effetti ... come dimostra il suddetto articolo (ripeto, a meno che non sia stato così voluto e concordato) ...
    Che Berlusconi abbia deciso la sua prima discesa in campo e vi sia pienamente riuscito, soprattutto a danno elettorale proprio della Lega Nord, è oramai un fatto storico arcinoto.
    Però Massimo Fini s'è ben guardato dall'analizzare, anche prudentemente, non dico in qualche saggio ma nemmeno in alcun nascosto articolo, le vere ragioni e CAUSE prime di quei milioni di voti che gli astuti elettori "padani" donarono gioiosamente a Berlusconi piuttosto che confermarli alla Lega Nord!
    E le prossime elezioni sono inevitabilmente perdute?
    Proprio a causa di Berlusconi?
    Tanto che alla Lega Nord non resterebbe che ritrovare la sua indipendenza elettorale, la sua antica fierezza e l' "entusiasmo delle origini"?
    Ben detto Massimo Fini.
    Prodi, Dalima, Fassino, Violante, Angius, Berlinguer, Rutelli, Ferrara, Bush, Foà, Pannella, Bonino, Scanio & Co. ... NON chiedono di meglio!!!!

  6. #6
    Ridendo castigo mores
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    l' articolo come al solito in M.Fini e' ben scritto e stimolante ma contiene un solito pregiudizio e una solita omissione

    il solito pregiudizio , dovuto alla sua antipatia e' che, considerando fassino , prodi, follini casini fini e l' intera classe " imprenditoriale" e politica padana ,Berlusconi resta un " buon padano" e direi anzi tra di loro " il migliore" ..

    la solita omissione e' che fini dimentica volutamente che il suo eroe marsicano e' un prodotto del "sistema italiano " messo li per puntellarlo e non per riformarlo o ancor meno distruggerlo .
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


    (graucho..:-))

  7. #7
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da larth
    l' articolo come al solito in M.Fini e' ben scritto e stimolante ma contiene un solito pregiudizio e una solita omissione

    il solito pregiudizio , dovuto alla sua antipatia e' che, considerando fassino , prodi, follini casini fini e l' intera classe " imprenditoriale" e politica padana ,Berlusconi resta un " buon padano" e direi anzi tra di loro " il migliore" ..

    la solita omissione e' che fini dimentica volutamente che il suo eroe marsicano e' un prodotto del "sistema italiano " messo li per puntellarlo e non per riformarlo o ancor meno distruggerlo .

    Aggiungi la sua totale buona fede su ogni atto della magistratura che lui pone allo stesso livello del Padreterno.

    Non riesco a capire questa sua totale mancanza di spirito critico verso una istituzione che, nel caso dei procedimenti giudiziari contro la Lega, ha dimostrato tutta la sua parzialità e politicizzazione.

  8. #8
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    l'articolo è stato scritto da fini. concordato non credo. bossi o chi per lui poteva rifiutarlo. sono arcisicuro che che mesi fa non sarebbe passato al filtro di paragone e bossi. io ci vedo un barlume di speranza.

  9. #9
    decolonizzare l'immaginario
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    L'articolo è ottimo, se Massimo Fini continuerà a scrivere sulla Padania, c'è il barlume cui fa riferimento dime can.
    D'altronde, ormai non sfugge più a nessuno che a roma bleffano pesantemente e tutte le nostre proposte legislative vengono utilizzate per "rinnovare" e peggiorare il vecchio, SONO UNA PRESA PER IL CULO.

    La Lega DEVE assolutamente smettere e chiudere questa nefasta esperienza ed organizzare in contemporanea una lotta durissima e senza esclusione di colpi contro il sistema romano, o si ha la forza di affermare la propria storia, esistenza, tradizioni, o si viene cancellati.
    Chi non accetta di essere cancellato deve prepararsi a battersi con ogni mezzo, culturale e non (i nostri produttori latte NON DEVONO MAI PIU' essere aggrediti da NESSUNO, e per fare questo bisogna sapersi difendere).

    La Lega deve assolutamente stringere un patto d'acciaio con il movimento indipendentista Sud Tirolese di Eva Klotz, quelli sono i nostri naturali e veri ALLEATI.

    VIA DA roma PER SEMPRE.

  10. #10
    Totila
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    Ottimo articolo.

 

 
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