Dopo il discorso al Congresso dure critiche dell'opposizione Bush: «Gli Usa non si ritirano dal mondo» Il presidente ribadisce il no all’isolazionismo. «Diffonderemo la democrazia». «In Iraq per la vittoria» STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
George W. Bush (Ap)
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
WASHINGTON - Il giorno dopo il messaggio sullo stato dell'Unione, «molto apprezzato» dal 48% degli americani (sondaggio Cnn / Usa today ) ma realizzabile solo per il 33% dei cittadini (sondaggio Cbs ), i democratici hanno attaccato duramente il presidente. Descritti da Bush come disfattisti nella guerra al terrorismo, lo hanno accusato di avere reso l'America meno sicura: «Basta pensare all'Iran e alla Palestina oltre che all'Iraq» ha dichiarato il senatore John Kerry. E sfidati a risanare il deficit di bilancio senza aumentare le tasse, gli hanno rinfacciato «di ipotecare il benessere delle prossime generazioni». Anche il piano di ridurre la dipendenza dal petrolio mediorientale ha suscitato scetticismo: «E' un ex petroliere texano, gli crederemo solo quando taglierà i legami con l'industria petrolifera» ha detto il senatore Charles Schumer. Prima che Bush parlasse al Congresso, la polizia ha arrestato tra il pubblico Cindy Sheehan, la pacifista che ha perso il figlio in Iraq, perché indossava una maglietta con la scritta «2.245, quanti altri ancora?», riferita ai caduti nel conflitto. L'incidente ha spinto Timothy Kaine, governatore della Virginia designato a rivolgersi al Paese in tv (per par condicio), a denunciare il bushismo. Kayne ha lamentato i costi della sanità e il calo del reddito delle famiglie.
A Nashville in Tennessee Bush ha ribadito ieri che l'America si ritirerà dall'Iraq solo dopo la vittoria e che «manterrà la guida della pace» nel mondo «diffondendo la democrazia» e «rifiutando l’isolazionismo». Tiepide le reazioni dei media al discorso: anche a destra, è parso modesto. Il Washington Post ha rimproverato al presidente di «non avere affrontato i problemi nazionali». Il New York Times ha scritto che «i piani baldanzosi del passato lasciano il passo alla realtà». E ha ironizzato sul piano energetico di Bush. Vuole ridurre del 75% entro il 2025 le importazioni di petrolio dal Medio Oriente, che ammontano a meno del 20% del fabbisogno nazionale. Nel '71 Nixon si propose di farlo entro l'80, ma non ci riuscì.
corriere.it
-------
ho l'orticaria....![]()


Rispondi Citando


