La sindrome della crescita
Inutile e dannoso tentare di contenere il Pri
Nel 1996, all'indomani delle elezioni politiche, i Ds * allora Pds - accolsero mezzo gruppo dirigente del Pri nelle loro liste. Si sarebbe potuto già in quel momento - e solo per quell'atto - chiudere i ponti con il centrosinistra. Perché il rispetto, la pari dignità nei confronti di un partito in una alleanza, si evincono immediatamente dalla considerazione dell'autonomia dei soggetti che vi fanno parte. Se si portano via parlamentari e se ne garantiscono altri, in funzione della loro rinuncia ad una identità, il rapporto appare minato dal primo momento.
Tuttavia il Pri bevve l'amaro calice e cercò l'intesa politica nonostante tutto, convinto com'era delle ragioni di una coalizione che, poi, si persero per strada, indipendentemente da quei primi gravissimi attentati al corpo del nostro partito.
Oggi, sul piatto della bilancia del nostro giudizio circa l'operato del centrodestra - sia come coalizione che come governo - non può non pesare il comportamento liberale tenuto dal Presidente Berlusconi nei nostri confronti. Egli ha sempre saputo della nostra rivendicazione di autonomia, si è confrontato con le nostre posizioni di dissenso su alcune scelte della maggioranza, ma non ha mai provato in alcuna maniera di indebolire il Pri. Ci ha consentito, già nel 2001, di rimanere sulla scena politica anche con prestigiosi incarichi nelle istituzioni parlamentari. Un incarico di governo, il sottosegretariato all'Ambiente, ha completato il quadro istituzionale cui era stato chiamato il vertice repubblicano.
In realtà, visto il curriculum politico e professionale del sottosegretario che avevamo indicato, si era ipotizzato che la collocazione al ministero delle Infrastrutture dovesse essere la più idonea: invece ci fu assegnato, appunto, un sottosegretariato al ministero dell'Ambiente.
Di conseguenza, come ha affermato ironicamente Nucara, abbiamo ritenuto che, così come vengono protette le razze in via di estinzione, allo stesso modo dovessero essere tutelati i repubblicani. Si pensava, forse, di tenerli in cattività per conservarne la funzione.
I repubblicani, silenziosamente ma con determinazione, hanno proceduto al ripopolamento su tutto il territorio nazionale ed il successo della Conferenza Programmatica ne è stata la prova più evidente.
A quell'evidenza corrispondono centinaia di consiglieri comunali, sindaci, vice sindaci, assessori ai vari livelli, consiglieri provinciali: ripopolamento silenzioso, è vero, ma non per questo meno efficace. Purtroppo, come succede talvolta con la fauna quando il ripopolamento è eccessivo e comincia ad essere notato, occorre procedere al suo contenimento. Così, ai cacciatori si conferisce un premio ogni volta che uccidono una volpe o un cinghiale.
Morale. Il presidente Berlusconi dopo averci salvato dal rischio di estinzione eviti adesso una operazione di contenimento che risulterebbe inutile ed esiterebbe solo in energie sprecate e danni diffusi.
Roma, 9 febbraio 2006
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tratto dal sito web del
Partito Repubblicano Italiano
http://www.pri.it
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