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  1. #1
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    Predefinito ISTAT:L'occupazione cala ancora

    L'Istat: l'occupazione cala ancora. Nelle grandi aziende è quasi -2% 30/12/2009 111 | LAVORO - ITALIA | Fonte: unita

    Nonostante il governo Berlusconi dica il contrario, la crisi continua e lo confermano i dati. L'Istat fa sapere ora che l'occupazione nelle grandi imprese a ottobre è diminuita dell'1,9% rispetto allo stesso mese del 2008 ed è rimasta invariata rispetto a settembre 2009. L'Istituto di statistica precisa che al netto della cassa integrazione anche i guadagni sono in calo del 3,7% su base annua, mentre si è registrata una variazione nulla su base mensile. Se si prendono in considerazione solo le grandi aziende dell'industria l'occupazione è calata addirittura del 3,7% rispetto a un anno fa ed è il dato peggiore dal novembre 2002.

    Se si prende in considerazione la cassa integrazione ordinaria, a ottobre nelle grandi imprese sono state utilizzate 38,2 ore per ogni mille ore lavorate contro le 15,8 ogni mille dell'ottobre 2008. Nel confronto tra i primi dieci mesi del 2009 e il corrispondente periodo del 2008, il ricorso alla Cig ha registrato un incremento di 31,2 ore per ogni mille ore lavorate. Nella grande industria questo dato sale fino a 94 ore ogni mille lavorate rispetto alle 39,7 del 2008. Il ricorso alla Cig è cresciuto, anche se in misura minore, anche nelle grandi aziende dei servizi. I settori più colpiti dal calo sono la farmaceutica con un -8,3%, computer, elettronica e ottica -7%, articoli in gomma e plastiche nonché macchinari e attrezzature -5,6%.

    A ottobre, inoltre, l'Istat ha registrato anche una diminuzione congiunturale (al netto della stagionalità) dello 0,4% delle retribuzioni. La variazione tendenziale di ottobre, misurata sull'indice grezzo, è del +4,5%, mentre anno su anno (primi 10 mesi) la retribuzione lorda per ora lavorata ha registrato un incremento dell'1,6%.


    L'Istat: l'occupazione cala ancora. Nelle grandi aziende è quasi -2% - ControLaCrisi.org
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  2. #2
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    Predefinito Rif: ISTAT:L'occupazione cala ancora

    Le grandi aziende però hanno responsabilità interne. Non credo che Tremonti o il governo dello Stato c'entri in questo.

  3. #3
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    Predefinito Rif: ISTAT:L'occupazione cala ancora

    eh no, eh...troppo facile cosi....allora si può pure evitar di far politiche per l'occupazione, visto che "son dinamiche interne"...mica xkè c'è il tuo protetto tremonti le colpe non si devon scaricare..
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  4. #4
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    Predefinito Rif: ISTAT:L'occupazione cala ancora

    Citazione Originariamente Scritto da MaRcO88 Visualizza Messaggio
    eh no, eh...troppo facile cosi....allora si può pure evitar di far politiche per l'occupazione, visto che "son dinamiche interne"...mica xkè c'è il tuo protetto tremonti le colpe non si devon scaricare..
    Si vede che voi di rif. siete ancora ruote di scorta della sinistra di salotto. Mi dai del tremontista, solo perchè valuto obiettivamente alcuni avvenimenti politici della storia odierna italiana. Secondo me Tremonti avrebbe dovuto fare meglio sullo scudo fiscale e mettere al 15% almeno la confisca del capitale rientrato dall'estero. E avrebbe dovuto premere molto di piu sul sistema bancario per aiutare le aziende familiari e soprattutto le famiglie dei lavoratori nell'erogazione dei crediti e dei finanziamenti, costringendole ad abbassare i tassi d'interesse dei prestiti e dei mutui per la prima casa. Dunque per ora mi ha deluso molto rispetto alle sue teorie e alle sue elaborazioni.
    La grande azienda di cui si parla è oggettivamente colpevole di per sè dei tagli al personale e della cassaintegrazione: il governo non può aiutare iene come la Fiat, che finora hanno sempre campato coi soldi dello Stato, mai reinvestendoli a favore dei lavoratori. In piu c'è il fenomeno delocalizzazione che sta portando via molte imprese dall'Italia per andare a cercare nuovi mercati da parassitare a costo zero.
    Il problema è il Capitalismo in generale non il governo di oggi.
    Ultima modifica di Stalinator; 30-12-09 alle 17:52

  5. #5
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    Predefinito Rif: ISTAT:L'occupazione cala ancora

    è anche il governo di oggi, ovviamente.
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  6. #6
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    Predefinito Rif: ISTAT:L'occupazione cala ancora

    Citazione Originariamente Scritto da MaRcO88 Visualizza Messaggio
    è anche il governo di oggi, ovviamente.
    Anche ma in questi due anni Berlusconi e alcuni dei suoi politici hanno sicuramente un atteggiamento inedito rispetto al passato.

  7. #7
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    Predefinito Rif: ISTAT:L'occupazione cala ancora

    sinceramente no..distinguer sempre le parole dai fatti.sempre.
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  8. #8
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    Predefinito Rif: ISTAT:L'occupazione cala ancora

    Citazione Originariamente Scritto da MaRcO88 Visualizza Messaggio
    sinceramente no..distinguer sempre le parole dai fatti.sempre.
    Il viaggio in Bielorussia è un fatto e la legittimazione di Lukashenko davanti al mondo occidentale anche. Tremonti in Cina a fare il ribelle è un altro fatto. repapelle: che bello... già vedo il libretto rosso sugli scaffali delle librerie mondadori..

  9. #9
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    Predefinito Rif: ISTAT:L'occupazione cala ancora

    Ministro Tremonti
    non ci ridurrà al silenzio


    Con questo intervento 16 economisti rispondono agli attacchi del ministro Tremonti.

    CARO DIRETTORE, sin da quando ha riassunto responsabilità di governo, nel 2008, il ministro Giulio Tremonti ha intrapreso un processo agli economisti. Accusatore e giudice al tempo stesso, ha emesso successivi verdetti di condanna, la pena consistendo nell'obbligo al silenzio per almeno due anni, in specie su questioni di politica economica. La motivazione pare essere la seguente: non avere gli economisti previsto la crisi e aver anzi accettato o addirittura esaltato le degenerazioni che la provocarono. Per un'opportuna opera di rieducazione viene suggerita la lettura dei libri del ministro.

    Nessuno di noi è disposto a stare zitto. Un compito importante della nostra professione, in Italia e altrove, consiste nel sottoporre a valutazione ragionata la politica economica dell'esecutivo. Lo abbiamo fatto con i governi passati, continueremo a farlo e ci pare preoccupante che oggi in Italia sia tanto difficile avere un confronto pubblico pacato sulla politica economica in tempi di crisi: sulla Legge Finanziaria 2010, sull'efficacia dei provvedimenti che il governo ha finora adottato e sulla loro sorte.

    Non abbiamo difficoltà a riconoscere che questa crisi pone una sfida alla nostra professione (di cui alcuni di noi hanno anche scritto): non certo per non averne previsto il quando e il come, quanto per non aver pienamente percepito le cause e le conseguenze di un'anomala crescita del credito e dell'esposizione al rischio e per avere trascurato i problemi di stabilità finanziaria. Il disagio degli economisti, comunque, non può essere certo maggiore di quello di governanti, banchieri centrali e vigilanti, soprattutto di oltre Atlantico, i quali ancor meno seppero prevedere e prevenire. Semmai, quando si cerchino eccezioni alla disattenzione generale, le si trovano proprio fra gli economisti, tra cui quelli della Banca dei Regolamenti Internazionali e non pochi accademici.

    Ma tanto non può certo bastare al Ministro, il quale afferma che egli sì aveva previsto tutto, e da tempo. Notiamo che l'affermazione reiterata negli anni che presto o tardi vi sarà una crisi non rappresenta una previsione, ma una scommessa a esito sicuro. Nel suo ultimo libro Tremonti discute delle miserie dell'Europa, della sua paralisi politica, dei costi della globalizzazione. La breve analisi della crisi finanziaria, già in atto da nove mesi, pur se efficace e corretta, non si distanzia da altre che in quei mesi venivano pubblicate. Nella parte propositiva si tratta di questioni generali, mai tuttavia toccando i temi della riforma del sistema finanziario.

    Ma soprattutto ci chiediamo se la capacità di previsione di cui egli è fiero abbia ispirato la sua azione di governo. Una ricerca in questa direzione dà risultati deludenti. Non troviamo traccia di gravi preoccupazioni sulla stabilità finanziaria globale nei documenti ufficiali firmati dal Ministro; né rinveniamo espressioni di preoccupazione manifestate nei consessi internazionali a cui egli partecipò prima della crisi. Di più: alcuni provvedimenti assunti nell'estate del 2008 (quando, anche prima di Lehman, gli Stati Uniti e, sola in Europa, l'Italia erano già in recessione) paiono poco comprensibili in una realtà in cui l'occupazione si riduceva, aumentava la cassa integrazione e i bilanci delle banche esibivano crescenti sofferenze.

    Ma questo dibattito riguarda ormai il passato, né conviene continuarlo. Di altro vorremmo discutere con lui, se, restituendoci il diritto di parola, egli accettasse di farlo: delle vicende dell'economia italiana e dei suoi mali oscuri; delle ragioni che lo inducono a ritenere che noi usciremo meglio degli altri dalla crisi, pur essendoci entrati assai prima e in condizioni peggiori. Vorremmo conoscere la sua opinione su una stagnazione, indipendente dal ciclo politico, che ormai dura da quindici anni, rammentando che negli anni in cui il Ministro ha avuto la responsabilità della politica economica (2001-2005, quando il suo primo documento di programmazione prometteva "un nuovo miracolo economico", e 2008) la crescita italiana ha esibito un divario negativo di oltre 5 punti rispetto alla crescita europea. In definitiva, vorremmo comprendere come egli si proponga di trasformare in realtà le sue speranze sul futuro del paese.

    Giorgio Basevi
    Pierpaolo Benigno
    Franco Bruni
    Tito Boeri
    Carlo Carraro
    Carlo Favero
    Francesco Giavazzi
    Luigi Guiso
    Tullio Jappelli
    Marco Onado
    Marco Pagano
    Fausto Panunzi
    Michele Polo
    Lucrezia Reichlin
    Pietro Reichlin
    Luigi Spaventa





    Tornando seri, vorrei farti capire che a me stare sullo stesso piano di questi sedici ipocriti saltimBANCHI fa una certa pena onestamente...
    Ultima modifica di Stalinator; 31-12-09 alle 13:34

  10. #10
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    Predefinito Rif: ISTAT:L'occupazione cala ancora

    Citazione Originariamente Scritto da Stalinator Visualizza Messaggio
    Il viaggio in Bielorussia è un fatto e la legittimazione di Lukashenko davanti al mondo occidentale anche. Tremonti in Cina a fare il ribelle è un altro fatto. repapelle: che bello... già vedo il libretto rosso sugli scaffali delle librerie mondadori..
    ma veramente il viaggio in bielorussia non se l'è cagato nessuno, giustamente(era un viaggio commerciale), si son giusto infervorati casini il pd qua da noi, ma tant'è...

    riguardo a tremonti che va in cina a fare il ribelle..si appunto, a parole...poi si vede qua in italia quanto fa il ribelle...regali alle banche, nessun sostegno all'occupazione, favori agli evasori...e vabbè, ma che ci vuoi fare..."fa il ribelle"...
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