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ossoduro
La Repubblica
POLITICA E GIUSTIZIA Centinaia di migliaia di dollari, a scadenze fisse, approdano sul deposito dell´alto dirigente del Biscione
Mediaset, i conti neri dei manager
A disposizione dei pm nuovi documenti arrivati dalla Svizzera
27-01-2006
MILANO - Centinaia di migliaia di dollari che a scadenza quasi fisse partono da Los Angeles e approdano sul conto svizzero di un alto dirigente Mediaset. È questa l´ultima scoperta della Procura milanese nell´indagine sulla contabilità occulta del gruppo di Silvio Berlusconi e sulle enormi somme che nel corso degli anni sarebbero state sottratte alle casse aziendali per dirottarle sui conti privati del Cavaliere e dei suoi figli maggiori, gonfiando a dismisura il prezzo pagato per i diritti dei film da trasmettere in tv. L´udienza preliminare contro Berlusconi - imputato di appropriazione indebita, falso in bilancio e frode fiscale - è in corso (il prossimo appuntamento è per lunedì prossimo) ma intanto i pubblici ministeri Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo continuano a scavare. E ieri hanno consegnato ai difensori del premier e dei suoi coimputati i documenti arrivati freschi freschi da Lugano. Di arricchimenti personali di manager del Biscione si era parlato con insistenza nei mesi scorsi a margine dell´inchiesta. Ma ora, per la prima volta, il conto segreto di un esponente di spicco dell´azienda finisce in mano ai pm. E mette l´inchiesta davanti ad una alternativa secca. Perché o questi soldi rappresentavano una provvigione incassata dei dirigenti a danno di Mediaset (e questa è l´ipotesi avanzata con qualche cautela dallo stesso gruppo, che ha parlato di «manovre finanziarie compite a totale insaputa dell´azienda e di Berlusconi»). Oppure erano destinati a fare partecipare in qualche modo anche i manager dei benefici provenienti dalla spoliazione delle casse aziendali che aveva, secondo i pm, come principale destinatario il Cavaliere: una sorta di prezzo del silenzio, insomma. Il conto che il 20 gennaio il procuratore federale elvetico Jacques Rayroud ha consegnato ai suoi colleghi milanesi è un conto della Banque Syz & Co. di Ginevra, nome in codice «Soriso». Il beneficiario economico del conto è indicato in Giovanni Stabilini, milanese, 52 anni. Accanto al primo conto esiste anche un «Soriso 2» intestato ad una società residente nel paradiso fiscale di Panama, la Hausfert International, presieduta dall´avvocato Edgardo E. Diaz, ma che ha anch´essa come reale proprietario Stabilini. Si tratta di un personaggio che nel gruppo di Berlusconi ha svolto incarichi rilevanti, e proprio nel settore su cui oggi ruota l´indagine della magistratura: l´acquisto dei film. Stabilini è stato direttore commerciale di Reteitalia, poi "vice" di Carlo Bernasconi, il responsabile Cinema delle reti morto nel 2001, infine nella posizione chiave di direttore generale di Mediaset per l´area dei diritti tv. In questa veste Stabilini partecipava alle aste internazionali e teneva i rapporti con le major americane. Cioè con Frank Agrama, l´ex regista di film spazzatura divenuto mediatore di diritti e principale fornitore delle reti di Berlusconi: come lo ha definito un dirigente Paramount, «un agente di Silvio Berlusconi con sede a Los Angeles». Ed è da una società legata ufficialmente ad Agrama, la Wiltshire Trading, con uffici a Los Angeles sul leggendario Sunset Boulevard, che a partire dal 1998 iniziano a piovere bonifici in dollari sul conto "Soriso" di Stabilini. Ondate di cinquantamila o centomila dollari per volta, raramente di importi minori. Totale, fino al maggio 2002, un milione e 360 mila dollari. Poca cosa, davanti ai 65 milioni di euro che Berlusconi è accusato di avere sottratto al fisco. Ma i pm vogliono capirne comunque la ragione: tanto più che dietro il mittente di quei bonifici, cioè Agrama, sospettano che ci fosse lo stesso Berlusconi, che del vecchio regista di b-movies hanno definito addirittura il «socio occulto».
LUCA FAZZO