
Originariamente Scritto da
Caenazzo
Il DDL Senato 3538, art. 13, ha apportato una modifica sostanziale al cd. Decreto Mancino, riducendo sia le ipotesi di punibilità dei reati in materia di discriminazione razziale, etnica, nazionale e religiosa, sia mitigando le severe pene, precedentemente previste.
Se analizziamo la riforma, vediamo anzitutto che non viene più sanzionata la semplice diffusione delle idee, ma la propaganda delle stesse.
Sul piano pratico, il legislatore ha voluto espressamente escludere la genericità del fatto tipico (palesemente incostituzionale), sostituendo la locuzione “diffondere in qualsiasi modo”, con il verbo “propagandare”.
Non è più penalmente rilevante, inoltre, il semplice “incitamento” a commettere atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, essendo necessaria la figura tipica dell’istigazione.
In buona sostanza, il legislatore sembra aver introdotto l’elemento psicologico del dolo specifico, consistente nella coscienza e volontà di ledere l’altro, solo in ragione della sua diversità razziale od etnica, in sostituzione del precedente dolo generico, consistente nella semplice volontà di distinguere le razze o le etnie, l’una dall’altra.
Oggi, pertanto, non appare più penalmente perseguibile colui che sostiene la diversità delle razze, difendendo l’identità di un popolo, ma solo chi propaganda la superiorità razziale biologica, istigando gli altri a commettere atti di violenza in ordine a suddetta superiorità.
La stessa sanzione penale, infine, viene notevolmente ridotta, essendo ora prevista la pena alternativa della multa, sino ad euro 6000, o della reclusione, sino ad anni 1 e mesi 6, contro la sola pena della reclusione sino a 3 anni, precedentemente prevista.
E’ innegabile che le modifiche sopra enunciate ci soddisfino, ma riteniamo che questo sia il primo passo per arrivare ad escludere altre situazioni vessatorie, presenti nel decreto mancino, ancorate al desiderio di perseguire le idee di chi professa la difesa dell’identità culturale e spirituale di un popolo.
Avv. Roberto Bussinello
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