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  1. #1
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    Predefinito Come la Lega distrugge il tessile a Prato favorendo la Cina.

    L'incapacità dei leghisti non finisce mai di stupire
    Riporto il commento di un amico su quanto la Lega ha fatto per il distretto tessile di Prato.

    Oggetto: La legge 1930

    La legge 1930 approvata in data 10 dicembre dalla Camera dei deputati viene indicata come chiarificatrice per una corretta indicazione del marchio "MADE IN ITALY".

    Leggendo attentamente gli articoli 4 e 5 si capisce che questa legge non fa altro che indebolire la filiera tessile pratese e rinforzare le grandi firme.

    L'art. 4 sancisce che l'impiego dell'indicazione Made in Italy è permesso esclusivamente per i prodotti che hanno avuto almeno due delle fasi di lavorazione nel territorio italiano, mentre l'art. 5 precisa che nel settore tessile per fasi di lavorazione si intendono la filatura, la tessitura, la nobilitazione (rifinizione e lavorazioni collegate) e la confezione compiute nel territorio italiano.

    Questo significa che basta importare un tessuto dai paesi emergenti, rifinirlo e confezionarlo in Italia perché il capo finito rechi l'indicazione Made In Italy. Traducendo basta che un'impresa con sede e laboratori in italia, compri il tessuto in Cina, lo rifinisca e confezioni in Italia per poi rivenderlo "targato" Made in Italy.

    Come al solito la classe politica è lontana anni luce dal mondo del lavoro. Attualizzando questa norma nella realtà pratese ci si accorge come la legge che porta la firma del leghista Reguzzoni con confirmatario il pratese PD Lulli finisca per favorire le aziende italo/cinesi che i leghisti di Prato additano come causa di tutti i mali del nostro distretto.

    La conseguenza ancor peggiore di tale legge è che le filature, le tessiture, le tintorie che duramente resistono sul nostro territorio sono ulteriormente svantaggiate ed invitate al fallimento da questa abominevole legge. Infatti per dotarsi del “made in Italy” alle grandi firme non importerà assolutamente che queste lavorazioni avvengano in Italia, ma basterà loro rifinire e confezionare in Italia. Il resto verrà dai paesi emergenti o dove molte ditte italiane hanno delocalizzato causando i licenziamenti a "raffica" e il ricorso alla cassa integrazione che finirà per gravare sulle nostre tasche.

    Questo bel “pacco” di Natale è il massimo che i signori politici, leghisti in primis, sono riusciti a regalarci. Saranno finalmente contenti, in un solo colpo si ammazza definitivamente questa fastidiosa bestia del distretto tessile pratese. La Lega ed il PD hanno firmato la nostra condanna a morte.

    Se questo è il meglio che son riusciti a fare, ma soprattutto se ci aspettiamo un aiuto da gente che del nostro lavoro non ci capisce un bel niente, c'è davvero da pensare seriamente di chiudere baracca e burattini.

    Invece no! Dobbiamo smettere di lagnarci e riattivare il cervello. Non a caso Prato è diventato un esempio da studiare alle Università. Il distretto pratese ha funzionato non perché qualcuno aveva la bacchetta magica o il fazzoletto verde nel taschino, ma perché molto intelligentemente i pratesi si sono arricciati le maniche e hanno fatto rete tra di loro. Non ci dobbiamo più accontentare di produrre in rete, ma dobbiamo anche vendere in rete! Creare un marchio di qualità serio che garantisca che il prodotto è fatto da noi, ricreare i legami nella filiera e vendere i prodotti finiti.

    Solo così il distretto tessile a Prato resisterà e rinascerà!

    Massimo Signori
    __________________________________

    Quando si tradisce il federalismo è facile tradire i popoli. iango:

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Come la Lega distrugge il tessile a Prato favorendo la Cina.

    I leghisti non sbagliano un colpo quando si devono seguire i dettami della globalizzazione.

    Sono dei perfezionisti.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Come la Lega distrugge il tessile a Prato favorendo la Cina.

    Citazione Originariamente Scritto da jotsecondo Visualizza Messaggio
    I leghisti non sbagliano un colpo quando si devono seguire i dettami della globalizzazione.

    Sono dei perfezionisti.
    A mio parere sarebbe necessario distinguere due parole alle quali la pubblica opinione attribuisce lo stesso significato. Le due parole sono globalizzazione (globalization, in inglese) e mondialismo che è la traduzione in francese della parola inglese.
    Bisogna prendere atto che che la tendenza del “mercato” ad espandersi in ogni direzione si dimostra favorevole agli interessi degli individui e dei popoli e che non potrà essere limitata, e pertanto la globalizzazione dovrebbe limitarsi alla creazione di un mercato unico planetario, mentre il mondialismo nasce con il duplice intento di liberalizzare gli scambi e di creare un governo unico a livello mondiale. A questa tendenza si contrappone il localismo che diversamente da entrambi si fonda sul concetto che il benessere degli individui e l'ordine sociale derivino più dal contatto con la realtà vicina al luogo in cui le persone trascorrono la parte maggiore della propria vita, che dalla realtà astratta e lontana dai propri interessi ed affetti immediati del “mercato mondiale” e del "governo mondiale".
    Hans Hermann Hoppe in Democrazia, il dio che ha fallito, (liberilibri)
    riporta: "L'integrazione politica (centralizzazione), e l'integrazione economica (mercato) sono due fenomeni completamente distinti. L'integrazione politica comporta maggior potere per uno Stato di imporre tasse e regolare la proprietà mentre l'integrazione economica rappresenta un'estensione della divisione interpersonale e interregionale della partecipazione al lavoro e della partecipazione al mercato. In linea di principio, tassando e regolamentando la proprietà privata e gli operatori di mercato, tutti i governi sono dannosi. Essi riducono la partecipazione al mercato e la formazione della ricchezza economica.
    Dunque due diverse correnti di pensiero si confrontano in proposito al mondialismo ed alla globalizzazione. La prima (mondialismo) parte dall'assunto che la struttura economica determini quella politica e ritiene pertanto inevitabile che un mercato unico a livello mondiale comporti la necessità di un governo mondiale, in grado di regolamentarlo per via legislativa.
    La seconda (globalizzazione), non solo negherebbe questa relazione di necessità ma, diversamente, sostiene che la liberalizzazione degli scambi (mercato aperto a livello globale senza governo mondiale) favorirebbe le forme autonome di organizzazione politica e la decentralizzazione (attenzione a non confondere la "decentralizzazione" col "decentramento". "Decentralizzazione" significa: "Abolizione del centro". Non si insisterà mai abbastanza su questo concetto per far comprendere il federalismo).
    In realtà la concezione della necessità di un governo mondiale, propria del mondialismo, contrasta fortemente con il bisogno della politica di essere regolata nell'ottica delle scelte individuali e della partecipazione al governo della comunità di tutti gli individui responsabili che la compongono (democrazia), e si prefigura come un impero economico-finanziario strutturato politicamente a livello planetario.
    Lo scopo dell'impero appare essere quello di sottrarre le decisioni agli individui, confinando il destino dell'umanità nella mani dei politici di mestiere e dei burocrati al servizio del potere economico-finanziario comunque costituito a priori.
    La relazione di questo modo di pensare con l'assolutismo monarchico e con lo stato sovrano moderno al quale si contrappone lo Stato federale o meglio "CONTRATTUALE" è evidente.
    Col mondialismo, infatti, i maggiori gruppi economici e finanziari non mancherebbero di premere sui governi centralisti con la forza enorme dell'apparato di informazioni e del potere burocratico di cui possono disporre, perché vengano privilegiati e legittimati i loro interessi monoposlitici liberandosi di tutto ciò che può essere di ostacolo alla loro crescita. Per mezzo di leggi ad hoc giustificate dall'interesse generale, i cittadini-consumatori sarebbero indotti lentamente ed inesorabilmente dal governo mondialista ad abbandonare gli usi e le tradizioni legate alla cultura del loro territorio, per abituarli al consumo di beni standardizzati la cui produzione, pubblicità e distribuzione risultano convenienti ai grandi gruppi economici che operano su scala planetaria.
    Con il Trattato di Lisbona l'Europa dei burocrati non eletti che odiano il federalismo e disprezzano i popoli europei ha realizzato il primo passo verso lo stato mondialista. onf:

  4. #4
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    Predefinito Rif: Come la Lega distrugge il tessile a Prato favorendo la Cina.

    liberalizzare gli scambi...

    Gli scambi sono già liberi in tutti i paesi occidentali. È libero anche lo "scambio" di mano d'opera, che ha portato ad un grado molto maggiore di competizione tra i lavoratori (di tutti i ceti, non uso questo termine nell'accezione socialista). Questo ha portato alla necessità per i lavoratori di intensificare i ritmi di produzione a fronte della sempre maggiore precarietà. Questo ha giovato al mercato e ha ucciso la qualità delle nostre vite (drudgery). La libertà dei mercati sta portando alla totale privatizzazione dei servizi, o a forme miste basate sull'appalto di servizi ai privati in cambio di prebende politiche o più spesso economiche. I risultati si possono misurare di fatto ad un qualsiasi casello benetton o telefonino vodafone. La libera iniziativa, avallata da governi e sottogoverni, è anche quella che ha consumato il territorio, lo ha cementificato, inquinato e reso irrecuperabile sul piano ambientale, con danni incalcolabili per la salute pubblica. La libera iniziativa è anche quella che basa la propria esistenza stessa sulla crescita illimitata, che viene alimentata con forme di credito ad usura che immiseriscono i cittadini inducendoli a dilapidare le proprie sostanze presenti e future per acquistare il superfluo. E quando il castello di carte del revolving credit si affloscia, chi paga? chi dà una mano agli usurai in camicia e cravatta delle banche? Il contribuente.

    Provo un fortissimo scetticismo nei confronti dei fautori del libero mercato a qualunque costo. A mio avviso le ragioni delle comunità locali dovrebbero sempre prevalere su tutte le altre, comprese le ragioni del libero mercato e della libera iniziativa economica. Tra le libertà di un imprenditore c'è quella di delocalizzare la propria impresa. Una comunità resta dov'è e deve proteggere il proprio territorio. Sono un federalista integrale.
    Ultima modifica di semipadano; 31-12-09 alle 17:10
    L'occasione fa l'uomo italiano

  5. #5
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    Predefinito Rif: Come la Lega distrugge il tessile a Prato favorendo la Cina.

    La condizione di tutto, a mio parere, è la "Persona". O alla Persona gli stati riconoscono il diritto naturale inviolabile all' "iniziativa" economica ed alla "sovranità" personale e politica, oppure lo scontro globalizzazione-mondialismo contro il localismo è perduto in partenza e questo condizionerà i prossimi secoli.
    Se gli scambi economici e le leggi che regolano i rapporti fra le persone non sono fatti nell'ottica "contrattuale" partendo dagli individui, per dirla con un mio amico, l'umanità dovrà attraversare secoli d'inferno, proprio per le cose che ha scritto Giacomo. Preciso di seguito il pensiero di Hans Hermann Hoppe su questo argomento per chiarirlo in termini più appropriati:

    Consideriamo un singolo nucleo familiare come la più piccola unità secessionista immaginabile. Adottando un regime di libero scambio illimitato, persino il più piccolo dei territori può essere pienamente integrato nel mercato mondiale ed usufruire di tutti i vantaggi della divisione del lavoro ed i suoi proprietari potranno diventare le persone più ricche del mondo. D'altra parte, se il proprietario dello stesso nucleo familiare decide di evitare completamente qualsiasi commercio infra-territoriale, ne conseguiranno la più nera miseria e la morte. Di conseguenza più un paese ed il suo mercato interno sono piccoli, più è probabile che opti per il mercato libero. (...) In un mondo con centinaia di migliaia di unità politiche indipendenti, ogni paese dovrà abbandonare l'attuale sistema monetario a corso forzoso che è stato responsabile della più alta inflazione mondiale della storia umana e dovrà di nuovo adottare un sistema monetario commerciale come lo standard aurifero. (...) Un mondo composto da decine di migliaia di libere città indipendenti come le "stranezze" rappresentate oggi da Monaco, Andorra, San Marino, Liechtenstein, Hong Hong, Singapore, con il conseguente aumento delle opportunità di migrazioni con motivazione economica, sarebbe un mondo di governi liberali economicamente integrati attraverso il libero mercato ed una valuta internazionale rappresentata dall'oro, con una crescita economica e prosperità senza precedenti"

  6. #6
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    Predefinito Rif: Come la Lega distrugge il tessile a Prato favorendo la Cina.

    aspetta, stai dicendo che bisognerebbe liberalizzare di più il capitale mentre questo sistema tende a liberalizzare solo la componente lavoro?

  7. #7
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    Predefinito Rif: Come la Lega distrugge il tessile a Prato favorendo la Cina.

    il tessuto sarà fabbricato in cina, e la rifinizione e la confezione sarà fatta dai cinesi di prato... questo è il futuro della moda made in italy

    Oltre tremila nati all’ospedale di Prato nel 2009, ma meno di uno su due è italiano | NOTIZIE DI PRATO

  8. #8
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    Predefinito Rif: Come la Lega distrugge il tessile a Prato favorendo la Cina.

    Un bel grazie ai benpensanti Pratesi.
    L'occasione fa l'uomo italiano

  9. #9
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    Predefinito Rif: Come la Lega distrugge il tessile a Prato favorendo la Cina.

    Citazione Originariamente Scritto da Paulus Visualizza Messaggio
    La condizione di tutto, a mio parere, è la "Persona". O alla Persona gli stati riconoscono il diritto naturale inviolabile all' "iniziativa" economica ed alla "sovranità" personale e politica, oppure lo scontro globalizzazione-mondialismo contro il localismo è perduto in partenza e questo condizionerà i prossimi secoli.
    Se gli scambi economici e le leggi che regolano i rapporti fra le persone non sono fatti nell'ottica "contrattuale" partendo dagli individui, per dirla con un mio amico, l'umanità dovrà attraversare secoli d'inferno, proprio per le cose che ha scritto Giacomo.
    Il diritto all'iniziativa economica va rispettato, ma la libertà economica dell'individuo deve essere temperata dagli interessi e dalle necessità della comunità intera. Io non ti seguo nel tuo pensiero sul primato incontrastato della persona. Credo che sia in contraddizione con il resto del tuo costrutto ideale.

    Consideriamo un singolo nucleo familiare come la più piccola unità secessionista immaginabile. Adottando un regime di libero scambio illimitato, persino il più piccolo dei territori può essere pienamente integrato nel mercato mondiale ed usufruire di tutti i vantaggi della divisione del lavoro ed i suoi proprietari potranno diventare le persone più ricche del mondo. D'altra parte, se il proprietario dello stesso nucleo familiare decide di evitare completamente qualsiasi commercio infra-territoriale,
    intendi tra territori? Inter-territoriale?
    ne conseguiranno la più nera miseria e la morte. Di conseguenza più un paese ed il suo mercato interno sono piccoli, più è probabile che opti per il mercato libero.
    Io sono d'accordo su mercato libero e libera iniziativa quando questa non collida con i diritti primari o comunque con gli interessi maggioritari della comunità.
    (...) In un mondo con centinaia di migliaia di unità politiche indipendenti, ogni paese dovrà abbandonare l'attuale sistema monetario a corso forzoso che è stato responsabile della più alta inflazione mondiale della storia umana e dovrà di nuovo adottare un sistema monetario commerciale come lo standard aurifero.
    d'accordo
    (...) Un mondo composto da decine di migliaia di libere città indipendenti come le "stranezze" rappresentate oggi da Monaco, Andorra, San Marino, Liechtenstein, Hong Hong, Singapore, con il conseguente aumento delle opportunità di migrazioni con motivazione economica, sarebbe un mondo di governi liberali economicamente integrati attraverso il libero mercato ed una valuta internazionale rappresentata dall'oro, con una crescita economica e prosperità senza precedenti"
    La libertà assoluta di migrazione in risposta alle libere dinamiche del mercato la stiamo già sperimentando hic et nunc. L'abbiamo sperimentata, con modalità sui generis, anche quando, negli anni '60, la grande industria assistita del nord ha richiamato milioni di persone nei nostri territori già allora sovrappopolati (purtroppo in italiano si scrive con due p). Al lettore stabilire se si tratti di uno scenario auspicabile.
    Ultima modifica di semipadano; 31-12-09 alle 19:54
    L'occasione fa l'uomo italiano

  10. #10
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    Predefinito Rif: Come la Lega distrugge il tessile a Prato favorendo la Cina.

    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio

    Il diritto all'iniziativa economica va rispettato,
    ma la libertà economica dell'individuo deve
    essere temperata dagli interessi e dalle necessità
    della comunità intera. Io non ti seguo nel tuo
    pensiero sul primato incontrastato della persona.
    Credo che sia in contraddizione con il resto del tuo costrutto ideale.

    Io sono d'accordo su mercato libero e libera iniziativa
    quando questa non collida con i diritti primari o comunque
    con gli interessi maggioritari della comunità.d'accordo

    La libertà assoluta di migrazione in risposta alle libere
    dinamiche del mercato la stiamo già sperimentando hic et nunc.

    L'abbiamo sperimentata, con modalità sui generis,
    anche quando, negli anni '60, la grande industria assistita
    del nord ha richiamato milioni di persone nei nostri territori
    già allora sovrappopolati (purtroppo in italiano si scrive con due p).

    Al lettore stabilire se si tratti di uno scenario auspicabile.
    quoto al 100 per 1000 semipadano.

 

 
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