| Venerdi 27 Gennaio 2006 - 13:44 | Paolo Emiliani |

La democrazia è la la nuova religione del Nuovo Ordine Mondiale e le elezioni sono il totem irrinunciabile per misurare il grado di democrazia di una nazione.
Senza questo passaggio per le urne ogni governante diventa un dittatore, un despota e quindi gli sceriffi del pianeta si sentono in diritto di scatenare guerre, di invadere territori, di ristabilire, “l’ordine democratico”, costi quel che costi in termine di vite umane innocenti.
La regola, però, sembra avere molte eccezioni.
George W. Bush è un presidente democratico, anche se non ha ricevuto il consenso della maggioranza degli aventi diritto al voto americani (e forse nemmeno degli elettori), altri, invece, pur avendo ricevuto un amplissimo consenso popolare sono in odor di “poco democratici” e per questo nel mirino dei signori del pianeta.
E’ il caso di Chavez in Venezuela, che ha già dovuto affrontare tentativi di golpe benedetti da Washington; è il caso di Ahmadinejad in Iran ed ora sarà il turno del governo palestinese.
La vittoria popolare, democratica ed elettorale di Hamas è chiarissima, ma non piace a Washington, che preferiva di gran lunga i collaborazionisti.
Condoleezza Rice, da Davos, dove è in corso il World Economic Forum, ha già pronunciato la sentenza: “la nostra posizione nei confronti di Hamas non cambia”. Secondo il falco della Casa Bianca i palestinesi avrebbero votato Hamas soltanto perché stanchi della corruzione, ma non sarebbe, in fondo in fondo, una scelta completamente democratica e per questo non sarà accettata.
La Rice ha lasciato chiaramente intendere che ora spetta alla Comunità internazionale dare segnali seri per correggere il tiro. E quali saranno questi segnali? Un nuovo assedio economico? Nuove sanzioni? Un muro sionista ancora più alto? Oppure ruberanno loro quella poca acqua che è rimasta per farli morire tutti di sete?
Oppure li bombarderanno direttamente, fino a che “democraticamente” non avranno fatto la scelta che piace a Washington?
No, non è questa la democrazia. I veri terroristi internazionali stanno a Washington: sono loro che minacciano continuamente la pace, sono loro i veri criminali e poco importa se democraticamente eletti (per quanto possano essere democratiche elezioni governate da media in mano ai potenti). Il popolo palestinese ha scelto Hamas.
Viva la Palestina libera.
Paolo Emiliani