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    Predefinito Rutelli condannato dalla Cassazione

    Rutelli condannato dalla Cassazione



    CONSULENZE D’ORO, ULTIMO ATTO
    «Rutelli risarcisca il Comune di Roma»

    La Cassazione conferma la sentenza emessa dalla Corte dei Conti

    La Cassazione ha confermato il giudizio già emesso nell’aprile del 2002 dalla Corte dei conti: l’ex sindaco Francesco Rutelli, molti assessori e alcuni funzionari dell’ex giunta comunale guidata dall’attuale presidente della Margherita, non avrebbero potuto avvalersi a spese del Comune di Roma di consulenze esterne.
    La questione risale a 12 anni fa quando scatenò furiose polemiche tra maggioranza e opposizione. Su ricorso di Alleanza nazionale all’ex sindaco si contestarono le spese sostenute dal Comune per i consulenti, ma soprattutto la scelta politica di avvalersi di uno specifico staff per allestire «il suo apparato mediatico». Una scelta che all’epoca fece rumore ma che oggi viene comunemente adottata dalla pubblica amministrazione.
    Se ne torna a parlare ora - alla vigilia di una lunga tornata elettorale - perché la Suprema corte, a sezioni unite, ha convalidato ieri gli «addebiti» già emessi con due distinte sentenze dalla II Sezione giurisdizionale della magistratura contabile. Ha stabilito che la Corte dei conti era a tutti gli effetti competente in materia. E tanto basta per riaprire la vecchia ferita. Spiega una nota ufficiale della Margherita: «Francesco Rutelli non deve risarcire un bel niente per la semplice ragione che il giudizio della Corte dei conti si è concluso nel 2002 e in quella data Rutelli e gli altri, come già riportato a suo tempo dalla stampa, hanno versato alle casse del Campidoglio quanto richiesto dalla Corte, fino all’ultima lira».
    Gli amministratori condannati hanno già messo abbondantemente mano al portafogli sborsando migliaia di euro cadauno. Da qui la precisazione volta «a scongiurare errate interpretazioni e malevole strumentalità».
    Rutelli nella fattispecie ha già versato cash nelle case del Comune 64 mila euro, più o meno la stessa somma, rivalutata con gli interessi, del suo vice Walter Tocci. Con loro sono stati condannati a pagare cifre variabili tra i 50 mila e 12 mila euro, gli ex assessori Piero Sandulli, Renzo Lusetti, Gianni Borgna, Esterino Montino , Sandro Del Fattore, Claudio Minelli, Francesco Carducci, Loredana De Petris, Amedeo Piva, Domenico Cecchini, Linda Lanzillotta, Amedeo Piva e Fiorella Farinelli.
    Secondo la Cassazione - che ha respinto i motivi di ricorso presentati da Rutelli e dai suoi assessori «il giudice contabile non ha ecceduto dal suo potere giurisdizionale in quanto si è limitato a valutare se i mezzi, liberamente scelti fossero adeguati oppure esorbitanti ed estranei al fine pubblico da perseguire».
    Rutelli e la sua giunta avevano invocato la legge 75/1999, che, a loro avviso, avrebbe sanato situazioni come quelle poste in essere dalle delibere per le consulenze esterne. Ma la Cassazione non ha risposto che “le leggi dal ’93 al ’99 non hanno modificato la regolamentazione giuridica”. «Sul merito dovrà pronunciarsi ora - si ricorda nel comunicato di Rutelli - la Corte dei conti in sede di domanda di revocazione». «La nostra colpa è quella di essere stati degli innovatori - rivendica Loredana De Petris, ieri assessore e oggi senatrice verde - la giunta decise di avvalersi di collaboratori di fiducia pochi mesi prima che la legge ne regolasse la costituzione. E lo fece nel clima di quegli anni dopo gli arresti e gli avvisi di garanzia che avevano riguardato i nostri precedecessori». Diversa la valutazione che dà l’opposizione. Per Pierluigi Borghini, (Fi), «conferma lo sperpero di risorse e denaro pubblico delle giunte di centro sinistra». In quanto ai consulenti, anzichè produrre soluzioni ai problemi della città «sono serviti a fare campagne elettorali e a gestire il consenso».

    C.Mar.



    tratto da Il Messaggero 27 gennaio 2006

  2. #2
    Bianca Zucchero
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da nuvolarossa
    Rutelli condannato dalla Cassazione



    CONSULENZE D’ORO, ULTIMO ATTO
    «Rutelli risarcisca il Comune di Roma»

    La Cassazione conferma la sentenza emessa dalla Corte dei Conti

    La Cassazione ha confermato il giudizio già emesso nell’aprile del 2002 dalla Corte dei conti: l’ex sindaco Francesco Rutelli, molti assessori e alcuni funzionari dell’ex giunta comunale guidata dall’attuale presidente della Margherita, non avrebbero potuto avvalersi a spese del Comune di Roma di consulenze esterne.
    La questione risale a 12 anni fa quando scatenò furiose polemiche tra maggioranza e opposizione. Su ricorso di Alleanza nazionale all’ex sindaco si contestarono le spese sostenute dal Comune per i consulenti, ma soprattutto la scelta politica di avvalersi di uno specifico staff per allestire «il suo apparato mediatico». Una scelta che all’epoca fece rumore ma che oggi viene comunemente adottata dalla pubblica amministrazione.
    Se ne torna a parlare ora - alla vigilia di una lunga tornata elettorale - perché la Suprema corte, a sezioni unite, ha convalidato ieri gli «addebiti» già emessi con due distinte sentenze dalla II Sezione giurisdizionale della magistratura contabile. Ha stabilito che la Corte dei conti era a tutti gli effetti competente in materia. E tanto basta per riaprire la vecchia ferita. Spiega una nota ufficiale della Margherita: «Francesco Rutelli non deve risarcire un bel niente per la semplice ragione che il giudizio della Corte dei conti si è concluso nel 2002 e in quella data Rutelli e gli altri, come già riportato a suo tempo dalla stampa, hanno versato alle casse del Campidoglio quanto richiesto dalla Corte, fino all’ultima lira».
    Gli amministratori condannati hanno già messo abbondantemente mano al portafogli sborsando migliaia di euro cadauno. Da qui la precisazione volta «a scongiurare errate interpretazioni e malevole strumentalità».
    Rutelli nella fattispecie ha già versato cash nelle case del Comune 64 mila euro, più o meno la stessa somma, rivalutata con gli interessi, del suo vice Walter Tocci. Con loro sono stati condannati a pagare cifre variabili tra i 50 mila e 12 mila euro, gli ex assessori Piero Sandulli, Renzo Lusetti, Gianni Borgna, Esterino Montino , Sandro Del Fattore, Claudio Minelli, Francesco Carducci, Loredana De Petris, Amedeo Piva, Domenico Cecchini, Linda Lanzillotta, Amedeo Piva e Fiorella Farinelli.
    Secondo la Cassazione - che ha respinto i motivi di ricorso presentati da Rutelli e dai suoi assessori «il giudice contabile non ha ecceduto dal suo potere giurisdizionale in quanto si è limitato a valutare se i mezzi, liberamente scelti fossero adeguati oppure esorbitanti ed estranei al fine pubblico da perseguire».
    Rutelli e la sua giunta avevano invocato la legge 75/1999, che, a loro avviso, avrebbe sanato situazioni come quelle poste in essere dalle delibere per le consulenze esterne. Ma la Cassazione non ha risposto che “le leggi dal ’93 al ’99 non hanno modificato la regolamentazione giuridica”. «Sul merito dovrà pronunciarsi ora - si ricorda nel comunicato di Rutelli - la Corte dei conti in sede di domanda di revocazione». «La nostra colpa è quella di essere stati degli innovatori - rivendica Loredana De Petris, ieri assessore e oggi senatrice verde - la giunta decise di avvalersi di collaboratori di fiducia pochi mesi prima che la legge ne regolasse la costituzione. E lo fece nel clima di quegli anni dopo gli arresti e gli avvisi di garanzia che avevano riguardato i nostri precedecessori». Diversa la valutazione che dà l’opposizione. Per Pierluigi Borghini, (Fi), «conferma lo sperpero di risorse e denaro pubblico delle giunte di centro sinistra». In quanto ai consulenti, anzichè produrre soluzioni ai problemi della città «sono serviti a fare campagne elettorali e a gestire il consenso».

    C.Mar.



    tratto da Il Messaggero 27 gennaio 2006
    Già, per loro far "cadere" certe notizie sgradevoli è un arte (e non gli riesce manco difficile visto il coté di lacché sul quale possono contare e che molto gli devono)...
    Io non ne sapevo più nulla anche perché loro replicano sempre con un "Niente di grave, dimostreremo la totale estraneità. E' una speculazione dell'opposizione". Per cui davo per scontato che ne fossero usciti senza danni (sono ancora un pò frescona...).
    Invece condamnnati due volte!!!
    E poi si impiccano sul caso Unipol che in confronto a quresta "rete" è davvero poca cosa!

  3. #3
    Laica!
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    Predefinito

    da La Repubblica....

    La Cassazione dà torto a Rutelli
    "Troppe spese per i consulenti"
    La sua reazione: "Non si tratta di una sentenza
    di merito, abbiamo già risarcito "

    ROMA - La Cassazione, a sezioni unite civili, ha confermato la richiesta di risarcimento spese mossa dalla Corte dei conti all'ex sindaco di Roma Francesco Rutelli e a una ventina fra assessori pro-tempore e funzionari comunali. L'accusa: aver conferito e rinnovato incarichi a personale esterno all'amministrazione, chiamandolo a far parte dei cosiddetti uffici di staff del sindaco, della giunta e dei singoli assessori.

    Contro la decisione della Corte dei conti Rutelli e gli assessori erano ricorsi in Cassazione; ricorsi respinti, oggi, dalla Suprema corte.

    La magistratura contabile aveva ravvisato profili evidenti "di colpa grave" nelle deliberazioni con cui la giunta del comune di Roma, provvedendo alla copertura degli uffici di staff, istituiti dal regolamento consiliare degli uffici e dei servizi, a supporto delle funzioni di vertice politico e amministrativo, aveva nominato "esperti estranei all'ente locale", discostandosi dai criteri "di eccezionalità, temporaneità e specificità" richiamati dal regolamento, provocando in tale modo "l'ingiusto danno corrispondente ai compensi erogati agli esperti in questione".

    Danno, a giudizio della Corte dei conti, "parzialmente compensato con i vantaggi realizzati all'amministrazione capitolina per effetto dell'attività dei consulenti stessi".

    Al contrario, l'ex sindaco e gli assessori hanno sostenuto, fra l'altro, che la scelta di collaboratori di fiducia "ha per forza di cose carattere discrezionale". Non solo: i ricorrenti hanno anche denunciato la violazione delle norme che delimitano la giurisdizione del giudice contabile e del giudice amministrativo.


    La Cassazione ha però dichiarato non fondate queste osservazioni e, respingendo i ricorsi, ha confermato la pronuncia della Corte dei conti, dichiarandone "valida" la giurisdizione.

    E dunque, la richiesta di risarcimento è valida. Ma Rutelli non dovrà versare nemmeno una lira: come fa sapere oggi il suo ufficio stampa, ha già provveduto a versare l'intera somma.

    La precisazione di Rutelli. "Non dovremo risarcire un bel niente -ha dichiarato Rutelli - per la semplice ragione che il giudizio dinanzi alla Corte dei Conti si è concluso nel 2002, e in quella data Rutelli e gli altri, come già riportato a suo tempo dalla stampa, hanno versato alle casse del Campidoglio quanto richiesto dalla Corte, fino all'ultima lira".

    "Il giudizio dinanzi alla Cassazione riguardava solo il c.d. regolamento di giurisdizione - prosegue la sua nota - e cioè la valutazione della competenza della Corte dei Conti in quel caso e in quella materia. La Cassazione, come recita esplicitamente l'art. 111
    della Costituzione, non poteva e non doveva pronunciarsi sul merito della vicenda. E infatti non l'ha fatto. Sul merito - continua ancora il comunicato - dovrà tornare a pronunciarsi la Corte dei Conti, in sede di domanda di revocazione."

    (26 gennaio 2006)



    Mi sembra una polemica neanche troppo riuscita per una campagna elettorale incentrata sulle diffamazioni a go-go....

  4. #4
    Bianca Zucchero
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Tanya
    da La Repubblica....

    La Cassazione dà torto a Rutelli
    "Troppe spese per i consulenti"
    La sua reazione: "Non si tratta di una sentenza
    di merito, abbiamo già risarcito "

    ROMA - La Cassazione, a sezioni unite civili, ha confermato la richiesta di risarcimento spese mossa dalla Corte dei conti all'ex sindaco di Roma Francesco Rutelli e a una ventina fra assessori pro-tempore e funzionari comunali. L'accusa: aver conferito e rinnovato incarichi a personale esterno all'amministrazione, chiamandolo a far parte dei cosiddetti uffici di staff del sindaco, della giunta e dei singoli assessori.

    Contro la decisione della Corte dei conti Rutelli e gli assessori erano ricorsi in Cassazione; ricorsi respinti, oggi, dalla Suprema corte.

    La magistratura contabile aveva ravvisato profili evidenti "di colpa grave" nelle deliberazioni con cui la giunta del comune di Roma, provvedendo alla copertura degli uffici di staff, istituiti dal regolamento consiliare degli uffici e dei servizi, a supporto delle funzioni di vertice politico e amministrativo, aveva nominato "esperti estranei all'ente locale", discostandosi dai criteri "di eccezionalità, temporaneità e specificità" richiamati dal regolamento, provocando in tale modo "l'ingiusto danno corrispondente ai compensi erogati agli esperti in questione".

    Danno, a giudizio della Corte dei conti, "parzialmente compensato con i vantaggi realizzati all'amministrazione capitolina per effetto dell'attività dei consulenti stessi".

    Al contrario, l'ex sindaco e gli assessori hanno sostenuto, fra l'altro, che la scelta di collaboratori di fiducia "ha per forza di cose carattere discrezionale". Non solo: i ricorrenti hanno anche denunciato la violazione delle norme che delimitano la giurisdizione del giudice contabile e del giudice amministrativo.


    La Cassazione ha però dichiarato non fondate queste osservazioni e, respingendo i ricorsi, ha confermato la pronuncia della Corte dei conti, dichiarandone "valida" la giurisdizione.

    E dunque, la richiesta di risarcimento è valida. Ma Rutelli non dovrà versare nemmeno una lira: come fa sapere oggi il suo ufficio stampa, ha già provveduto a versare l'intera somma.

    La precisazione di Rutelli. "Non dovremo risarcire un bel niente -ha dichiarato Rutelli - per la semplice ragione che il giudizio dinanzi alla Corte dei Conti si è concluso nel 2002, e in quella data Rutelli e gli altri, come già riportato a suo tempo dalla stampa, hanno versato alle casse del Campidoglio quanto richiesto dalla Corte, fino all'ultima lira".

    "Il giudizio dinanzi alla Cassazione riguardava solo il c.d. regolamento di giurisdizione - prosegue la sua nota - e cioè la valutazione della competenza della Corte dei Conti in quel caso e in quella materia. La Cassazione, come recita esplicitamente l'art. 111
    della Costituzione, non poteva e non doveva pronunciarsi sul merito della vicenda. E infatti non l'ha fatto. Sul merito - continua ancora il comunicato - dovrà tornare a pronunciarsi la Corte dei Conti, in sede di domanda di revocazione."

    (26 gennaio 2006)



    Mi sembra una polemica neanche troppo riuscita per una campagna elettorale incentrata sulle diffamazioni a go-go....

    Ettepareva! Non ti interessa granché vero di come e chi dilapidi il pubblico denaro a fini clientelari vero?

  5. #5
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    Mah, mi sembrano parole grosse.....

    Rutelli e gli altri, come già riportato a suo tempo dalla stampa, hanno versato alle casse del Campidoglio quanto richiesto dalla Corte, fino all'ultima lira

    Bisognerebbe parlare più di Storace, ma questa è solo la mia opinione!

  6. #6
    Bianca Zucchero
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    Citazione Originariamente Scritto da Tanya
    Mah, mi sembrano parole grosse.....




    Bisognerebbe parlare più di Storace, ma questa è solo la mia opinione!

    E perché di grazia?
    Rutelli è stato condannato per aver autorizzato consulenze di nessuna utiltà e ha dovuto risarcire.
    Non mi pare che <Storace abbia ancora avuto analoga condanna!
    Ribadisco.
    ETTEPAREVA!

  7. #7
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    Tanya, lassa perde.... certe battaglie non si possono vincere.....

  8. #8
    Laica!
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    Predefinito

    da "Altrainformazione"

    Storace di An ha i suoi estimatori, pronti a difenderlo a spada tratta,
    incuranti del fatto che questo signore abbia rovinato la sanita’ del Lazio,
    spendendo cinque volte il dovuto, favorendo le cliniche private, mentre
    scialava con lauto clientelismo moltiplicando gli enti inutili con denaro
    pubblico e cercando di sabotare le elezioni.
    Ma questo emerito ministro e’ veramente un degno rappresentante della Cdl e
    lo si vede nella vicenda della Nestle’, dove "les affaires sont les
    affaires", come dicono in Francia.

    Ce lo dobbiamo proprio dire: nella sanita’ abbiamo spesso toccato il peggio
    del peggio. Non ci bastavano i ministri arricchiti col sangue infetto alla
    De Lorenzo, quelli che ripristinavano lietamente l’elettroshock come la
    Bindi o facevano il tira e molla con le cure alla Di Bella, dovevamo vedere
    ministri come Sirchia favorire spensieratamente le case farmaceutiche per
    lauti favori e ora questo sanguigno e furbino ministro di Alleanza Nazionale
    che, dopo aver assassinato la sanita’ del Lazio, ed essere stato trombato
    sonoramente dagli elettori, gode del ripescaggio di Berlusconi e subentra
    all’equivoco Sirchia alla Sanita’.

    Ci mancava solo questo bel capolavoro della Nestle’ che fa pensare che l’iter
    delle mazzette da multinazionale stia continuando alla grande.

    Dunque la Nestle’ (colosso svizzero che domina gli alimenti della prima
    infanzia nel mondo) usa, chissa’ perche’, per i suoi contenitori
    dell’inchiostro
    pericoloso, non si sa se sia tossico ma una buona cosa non e’, visto che non
    puo’ essere posto a contatto di pelle e occhi, cosi' questo inchiostro passa
    dal cartone al latte che deve essere bevuto da lattanti.

    La Nestle’ si accorge di questa contaminazione nel mese di giugno ma ormai
    le confezioni rovinate sono troppe e ritirarle dal mercato sarebbe un bel
    danno economico e di immagine e farebbe crollare il titolo azionario.

    Il caro Storace che dovrebbe vegliare sulla sanita’ e anche sulla salute sa
    tutto, ma i due bricconi si mettono d’accordo nel tacere del fatto finche’
    tutti i cartoni di latte non siano venduti !

    Accade pero’ che, mentre i nostri bambini devono il latte all’inchiostro, un
    papa’, che guarda caso e’ guardia forestale, fa un suo controllo personale
    sul latte bevuto dal suo piccolino e scopre la contaminazione. Scatta il
    sequestro. Le guardie forestali delle Marche sequestrano 30 milioni di litri
    di latte, non una bazzecola!

    Ma, quando lo scandalo esplode la Nestle’ sbotta a dire che il ministro
    sapeva tutto e che erano d’accordo di fare zitti e mosca. L'amministratore
    delegato di Nestle' Peter Brabeck, in un comunicato diffuso dall'agenzia
    Reuters, afferma che gia' a luglio era stato raggiunto un accordo con la UE
    e il Ministero della Salute italiano, per lasciare scadere i prodotti
    incriminati e modificare il sistema di produzione degli imballaggi.

    L’accusa a Storace e’ gravissima, complicita’ in reato. Storace dovrebbe
    controllare i prodotti sanitari e non fare accordi sottobanco con le societa’
    che fanno affari illeciti.
    Noi non vogliamo sapere quanto ha guadagnato da questo accordo. Oggi Storace
    protesta e querela, ma era al corrente di tutto gia’ a giugno e denunzie non
    ne ha fatte. E’ questo che lo inchioda. Quello che emerge e’ un tantino
    pesante. Un ministro preposto alla nostra salute non solo non ha fatto i
    controlli dovuti su un alimento delicato e importante come il latte per
    neonati, ma ha probabilmente tessuto degli intrallazzi con la societa’
    produttrice ai danni del paese per coprire una contaminazione! Male, molto
    male!




    A questo mi riferisco!

 

 

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