Lo confermano i sondaggi, lo conferma il terrore che serpeggoia nella sinistra e negli anti-berlusconiani in genere. Berlusconi e il centro-destra stanno rimontando. Più passano i giorni, più la sfida fra le due coalizioni è all'insegna dell'equilibrio e dell'incertezza.
Lasciamo perdere il tifo, lasciamo perdere la passione che acceca e annulla lo spirito critico, lasciamo perdere i sentimenti come l'ammirazione o l'odio per il personaggio Berlusconi, e cerchiamo di capire le ragioni di questa rimonta.
Mettiamoci nei panni dell'elettore moderato e ondivago che cinque anni fa votò per Berlusconi, o anche nei panni dell'elettore incerto, privo di punti di riferimento. Ebbene, ai suoi occhi Berlusconi non ha governato male, non a tal punto da indurlo a cambiare rotta per votare una coalizione dove Rifondazione - quindi la sinistra radicale e rivoluzionaria - assume un peso determinante.
Pesa inoltre la vicenda Consorte. Ci troviamo di fronte alla classe dirigente di un partito (i DS) che ha apertamente parteggiato per un'iniziativa economica poi bloccata dalla Banca d'Italia e che oltretutto si è fidata di un manager dalle amicizie e con una gestione dell'impresa estremamente discutibili.
Ammettiamo pure che i dirigenti DS fossero in buona fede, ma come si fa a fidarsi di una classe dirigente che non verifica l'operato dei manager nominati alla guida delle proprie imprese? Se i DS fossero stati al Governo, a chi avrebbero concesso la loro fiducia? Quale management avrebbero messo al vertice delle aziende di Stato? Quali imprenditori avrebbero favorito?
E poi il caso Fazio. Il trionfo di Tremonti (contro cui all'inizio si scagliarono i DS e i giornalisti loro vicini, dalle idee sempre più confuse) ha messo in serio imbarazzo quel partito. Vero che i DS chiesero di cambiare le regole, ma fecero scudo al Governatore della Banca d'Italia, accusando Tremonti di mettere a repentaglio la credibiolità dell'Istituto. L'evolversi della vicenda dimostrò che la credibilità dell'Istituto era stata compromessa dal Governatore, non da chi l'aveva attaccato nell'interesse della Nazione. Tremonti è rimasto sulle sue posizioni e ha vinto, i DS si sono accodati.
Ecco le ragioni che inducono l'elettorato moderato a riflettere bene, prima di negare il proprio voto al centro-destra. Evidentemente ci sono anche i contro, a cominciare da una Chiesa che non smette di interferire nelle leggi e nei costumi di uno Stato laico, e che tenta di imporre la propria morale e i propri simboli anche a chi non è cattolico. Ma il centro-sinistra non ha puntato la propria campagna elettorale sulle libertà civili e sui diritti delle minoranze, proprio per evitare di scontentare l'elettorato cattolico. Ha puntato il dito sull'inefficienza del governo Berlusconi, senza riuscire a dimostrarla, e assegnando la leadership della coalizione a un rappresentante della Prima Repubblica come Prodi, abile nel battibecco, ma poco efficace quando deve affrontare problemi concreti.
In sostanza, la partita è tutta da giocare.
Ciao
Elios




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