ADNKRONOS
I voti contrari alla mozione sono stati 222 contro 211 sì
'Tagliafirme' bocciato alla Camera. Pannella: ''Capolavoro dell'Unione''
Il leader radicale: ''Questo non ci induce a cambiare la scelta di fondo che abbiamo fatto per il 9 aprile''. Al via domenica un 'Satyagraha’ per difendere ''la vita del diritto''
Roma, 2 feb. (Ign) - ''In 24 ore abbiamo avuto un capolavoro di verità: l'Unione è riuscita ad essere l'autrice principale dell'approvazione della barbara proposta governativa''. A dichiararlo è Marco Pannella, che in'intervista a Ign, testata on line del Gruppo Gmc Adnkronos spiega così il voto di Montecitorio che ha respinto la mozione dell'Unione cosidetta 'tagliafirme', riguardante l'obbligo di raccolta delle firme per le nuove formazioni politiche per il voto di primavera. I voti contrari sono stati 222 e 211 i favorevoli. La Rosa nel Pugno dovrà così raccogliere le firme (dovrebbero essere 100.000) per poter presentare liste e candidati.
Ancora a proposito dello ''sgambetto'' del centrosinistra alla Camera, che secondo Pannella ha la sua parte di responsabilità per la bocciatura della mozione, il leader storico dei Radicali spiega che si tratta di ''un'unità antropologica e di sistema che non ignoriamo, ma che non ci induce a cambiare la scelta di fondo che abbiamo fatto per il 9 aprile, perché riteniamo l'alternanza a Berlusconi da parte di Prodi assolutamente essenziale per evitare che il potere del tutto ignorante di Stato e di diritto, di verità e lealtà della cosiddetta Casa della Libertà si protragga facendo danni ancora maggiori di quelli della manifesta equivocità dell'Unione''.
A chi gli chiede cosa farà ora che l’Aula di Montecitorio ha mostrato pollice verso alla proposta di eliminare la raccolta delle firme per inserire la Rosa nel Pugno nelle liste elettorali, Pannella spiega: ''Quello che ho fatto ieri. Loro giocano sul fatto che i media audiovisivi non permettono di dare un piccolo aiuto alle grandi masse a comprendere quello che accade. Di questo prendiamo atto, ma la non violenza è qualcosa che se valeva dinanzi al prepotere e all’occupazione inglese (ma era un’Inghilterra più democratica) per Gandhi, vale anche per noi oggi. Abbiamo la speranza che si aprano delle contraddizioni tra i popoli della partitocrazia che sono tutti quanti, ed è noto, estrementamente sensibili agli ideali della Rosa nel Pugno. Ma questi sono piccoli elementi di cronaca sporca, nulla di creativo purtroppo anche a livello di comprensione della situazione. Perciò –rimarca Pannella - non mi sento di lanciare messaggi all’Aula di Montecitorio: non contino troppo sul fatto che quello che fanno continuerà a essere ignorato dal popolo. Gli conviene essere un tantino più responsabili e decenti''.
Quanto alle sue condizioni di salute, Pannella che in dieci giorni ha perso 17 kg, fa sapere: ‘’Oggi mi sento meglio. E’ normale. La mia – tiene a precisare il leader radicale- non è una protesta. Sono proposte, lotte e obiettivi, iniziative non violente che sono l’opposto di una protesta, che riserviamo ad altri movimenti ‘radicali’''. Quanto alle motivazioni per le quali ha interrotto lo sciopero della sete, Pannella spiega: ‘’Per lasciare libera oggi la Camera da alibi pseudoumanitari nel momento in cui doveva votare, come ieri al Senato''. ''Oggi - spiega ancora Pannella - ho voluto assolutamente evitare che sul voto in Aula pesasse la mia storia, la mia scelta di non violenza vissuta, e quindi ho sgombrato il campo. In secondo luogo è evidente che se avessi continuato ancora per 24 ore le probabilità di situazioni cardiache critiche, ma soprattutto per il cervello, sarebbero state molto gravi''.
''Ma c’era anche un altro motivo: lanciare per la seconda volta in Italia quello che Gandhi fece sette-otto volte: un grande ‘Satyagraha’ (uno sciopero della fame di due giorni, ndr) a partire da domenica pomeriggio, con l’obiettivo di difendere la vita del diritto per il diritto alla vita. Comincerò di nuovo questa cosa nel minuto stesso in cui il congresso Sdi-Rosa nel pugno terminerà i suoi lavori domenica''.
Tornando poi alla doppia bocciatura del 'tagliafirme', Pannella spiega: ''Non bisogna dimenticare che già l’anno scorso il colpo formale fu dato dal veto addirittura ignobile alle nostre liste di chiamarsi ‘Luca Coscioni’. Di questo siamo consapevoli e vogliamo portare il 9 aprile a un’alternananza tra le due componenti, perché è urgentissimo che venga spezzata la continuità del potere che ormai è prepotere da tutte e due le parti. L’alternanza di Prodi a Berlusconi -ribadisce Pannella- è quella che consente al Paese meglio di costruire l’alternativa liberale, socialista, laica e radicale che noi come Rosa nel pugno abbiamo la ‘colpa’ di poter forse far davvero vivere nel nostro Paese''.
''Essendo noi dei ‘moscerini’ - incalza Pannella - ci stanno escludendo dalla comunicazione, sputtanandoci, negando cose minime. E’ scandaloso che la maggioranza abbia avuto grosso modo il 58% del tempo televisivo con le invasioni e le prevaricazioni del presidente del Consiglio, ma dall’altra i partiti dell’Unione hanno avuto una bella presenza. Noi, impegnati nelle lotte, non abbiamo avuto dai leader dell’Unione, e tuttora non l’abbiamo, neanche un secondo. Abbiamo trovato però nella sinistra la leva possibile, grazie alla storia e al rigore dei compagni dello Sdi, per il recupero della tradizione del socialismo sociale e istituzionale vincente di Loris Fortuna contro tutti gli altri, che ha dato al Paese con noi le uniche grandi vittorie civili che oggi sono tutte in causa''.
''Sono molto grato a Stefano Folli e al Sole 24 Ore - afferma poi Pannella ricordando la stampa che si è interessata alla sua battaglia- come, devo sottolinearlo molto, al ‘Corriere della Sera’, per i suoi interventi. Però c’è una cosa da tener abbastanza presente: tutto questa è cronaca minima. Si vive nella illegalità, le istituzioni italiane sono in flagranza costante di reati contro la Costituzione, i trattati internazionali e i diritti. La nostra è una battaglia di resistenza. Nella quale dovremmo avere, e ahimè purtroppo non l’abbiamo, la concorrenza di Bertinotti e degli altri radicali che in realtà sono un orpello, un’orchidea per il sistema politico italiano fatto di massimalismi e opportunismo quotidiani. Bertinotti -dice - è presente da Vespa e voluto da tutti, ma è difficile che le orchidee possano durare tanto tempo.
Oggi ‘il Giornale’ pubblica anche una lettera dei Riformatori liberali indirizzata a Berlusconi nella quale Pannella viene definito ‘giapponese’ che collabora con Prodi. E un’eventuale vittoria del Professore, si legge nella lettera pubblicata dal quotidiano, ‘’non sarebbe affatto l’inizio di una presunta riscossa liberale, ma la consacrazione di un’Italia immobilista”. Immediata la replica di Pannella: ‘’Una storia è quella di Taradash, un’altra quella di Bendetto Della Vedova e degli altri due quadrumviri della cosa. Non abbiamo polemiche, sono scelte legittime, poi la qualità degli argomenti di Taradash di oggi mi addolora un po’ per lui. Vorrei che anche loro avessero il loro prestigio che cresce all’interno della temeraria scelta che hanno fatto''.
A due mesi dal voto, a chi gli chiede poi se ritiene di aver fatto errori, il leader storico dei Radicali spiega: ''Queste domande vanno fatte a Berlusconi. Ci aspettiamo da sempre di provocare una crisi alternativa di regime, che c’è già. In italia c’è uno scisma sommerso, come nella Chiesa. Ci sono cioè dei cittadini con sensibilità civile rispetto all’oligarchia dominante. Noi abbiamo scelto con volontà d’acciaio l'alternativa a un uomo capace davvero di tutto quando deve vincere. Berluscono è uno dei ricchi più ricchi del mondo e vive la tragedia di re Mida: quello che tocca diventa oro, ma accade a un certo punto che trasformi in oro anche il pane e l’acqua''.
Per quanto riguarda la 'diaspora socialista', cosa faranno Bobo Craxi e Gianni De Michelis, Pannella sottolinea: ''Mi auguro il meglio per loro e per tutti. Noi siamo venuti fuori come Rosa nel pugno anche con il nome di Loris Fortuna, l’unico rappresentante del socialismo vincente in Italia grazie a definitive acquisizioni sociali. Tutti gli altri che danno un omaggio liturgico scontato alla situazione italiana e a Loris Fortuna, penso restino smarriti''.


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