A conferma di un'analisi del fenomeno-terrirismo che non sembra andare per la maggiore - anche perché è molto meno funzionale ai giochi geopolitici rispetto alle tesi semplicistiche Islam=terrorismo e similari - ecco sul Corsera di oggi l'intervento di un qualificato intellettuale :


"Una fede senza radici: Ecco il diavolo globale"

Non sono riuscito a riportare l'articolo, poiché vedo ora che la redazione richiede un'iscrizione per potere consultare gli articoli on-line (non solo quelli d'archivio - per cui si fanno anche pagare - ma ora anche quelli in giornata!), ma l'ho letto questa mattina, in una pagina culturale del quotidiano.

La tesi è che la responsabile del terrorismo e del fondamentalismo (sia islamico che protestante) non è la fede, ma la sua distorsione dovuta all'immissione di spirito della modernità, e l'allontanamento dalla tradizione.

Nei prossimi giorni riporto degli stralci dell'articolo - se nel frattempo qualcuno non lo riesce a copiaincollare - oltre ad un allargamento della discussione ad altri autori cui la cultura ufficiale dà pochissimo spazio, preferendo la solita dicotomia tra discorso liberale-neocon (l'Islam è a rischio terrorismo perché non ha avuto la Modernità) e discorso ateo-sinistrorso (l'antidoto contro i terrorismi è l'ateizzazione e il laicismo). Certamente due risposte peggiori del male cui intenderebbero rispondere.