dall'arena:
«Questo succede se il denaro è la regola»
Il parroco di Sandrà ha parlato dell’omicidio durante la messa domenicale
Don Ubaldo Galvani ha però evitato di fare diretto riferimento ai protagonisti
L’eco del delitto di via Fontanelle non poteva non giungere sino alla chiesa di Sandrà, dedicata a Sant’Andrea apostolo, e all’appuntamento con le celebrazioni della messa. Don Ubaldo Galvani, parroco da circa un anno e mezzo della frazione castelnuovese, è intervenuto sulla vicenda senza, però, fare riferimento ai suoi sfortunati protagonisti.
Il parroco ha iniziato ricordando la cronaca. «In questi giorni», ha detto, «tutta la stampa e le televisioni nazionali si sono occupati di Sandrà per un fatto gravissimo: perché c’è la morte di un uomo e un altro uomo che ha ucciso. Riflettiamo su questo e non solo perché c’è di mezzo Sandrà; queste cosa succedono dappertutto. Ma è giusto affrontare questi momenti davanti a Dio e non per giudicare ma per chiederci: come costruiamo la nostra società civile, la nostra fede?»
Don Ubaldo ha parlato di un mondo «travolto da uno spirito solo mondano, di sopraffazione. E allora pensiamo al Vangelo di oggi che chiede “cosa c’entra Gesù Nazareno con noi?” e rivolgiamo a noi stessi questa domanda. Che messaggio viene dai fatti, e non solo dal delitto di pochi giorni fa, e dalla fede? Stiamo costruendo una società dove non c’è rispetto, amore, attenzione reciproca. Il denaro è la sola regola; quel denaro che poi diventa la tentazione per i più poveri. Come quelli», ha detto il parroco, «che arrivano in Italia portando la loro mentalità e tradizione, ma che qui non trovano cuori aperti, amicizia, la voglia ritrasmettere dei valori. Una volta succedeva agli italiani che cercavano fortuna negli Stati Uniti: c’è chi l’ha cercata con il lavoro e chi con la mafia. Questi ultimi erano forse delinquenti perché italiani?».
Don Ubaldo è poi ritornato sulla figura di Gesù «che ha parlato in modo nuovo rispetto al suo tempo perché ha usato il perdono. Pensiamo all’enciclica del Papa, che parla di amore non come debolezza ma come forza in grado di trasformare il mondo. Non basta, infatti, una legge per cambiare la situazione in cui viviamo. Occorre una conversione profonda; comprendere anche chi non comprende; sapere accogliere. Nel Vecchio Testamento Gesù dice di accogliere e accettare lo straniero. Nel Nuovo Testamento apre il suo cuore anche ai peccatori, pur condannando il peccato. Non serviranno a molto le case trasformate in fortezza o una legge più severa: il vero problema è cambiare i rapporti tra le persone».
«La risposta ai problemi di convivenza non é una società che sa costruire strade, dove più che incontrarci ci si scontra, ma non sa offrire luoghi e momenti di integrazione, con tutta la fatica che questo comporta. Chi arriva qui dalla povertà, vede la ricchezza e la vuole. Ecco perché Gesù Nazareno c’entra con noi: perché ci chiama ad aprirci al bene, a guardare il mondo e gli altri con una visione più ampia».




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