Sessantuno anni fa una strage di civili sul Mar Baltico. L’assassino fu pluridecorato

31 gennaio 1945. Una nave civile di linea, il Wilhelm Gustoff è affondata nel mar baltico durante la notte dal sottomarino sovietico 513 comandato dal capitano Alexander Ivanovitch Marinesko. Per effetto del freddo glaciale (-19°), le macchine sono bloccate e le imbarcazioni di salvataggio sono inutilizzabili. Di 8.000 emigrati che fuggivano l’Armata Rossa, ne sopravvissero solo 964. Ci furono quattro volte più morti che per il naufragio del Titanic. Il ritratto di Marinesko figura sempre in bella vista nel Museo della Marina di San Pietroburgo, con le sei medaglie all’ordine di Lenin, le due medaglie all’ordine della Bandiera Rossa e la medaglia della Vittoria di Leningrado (appunto San Pietroburgo). Marinesko d’altra parte non aveva fatto altro che seguire le disposizioni del poeta sionista sovietico Ilya Ehrenbourg: “Uccidi! Uccidi! Non c’è nella razza germanica altro che il male! Sradica una volta per tutte la bestia fascista nella sua tana con la forza, spezza l’orgoglio razziale delle sue donne teutoniche! Prendile come bottino! Uccidi! E, mentre avanzi verso l’avvenire, uccidi, tu, ammirevole soldato dell’Armata Rossa!”