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  1. #1
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Sono un uomo che ama il suo Popolo. "Chi fa del male al mio Popolo e' un mio nemico" "Regnum Italicum".
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    Predefinito Giudaismo, Cristianesimo, Islam

    L'arroganza, l'intolleranza e l'inciviltà: al singolare ed al plurale



    Mi è stato cortesemente ed anonimamente domandato di precisare il mio punto di vista a proposito dell'Islam (sic!). Lo faccio volentieri, anche se, ai miei occhi, questo genere di "innocenti richieste" (per essere obbligati poi a fornire "implicite discolpe"), rassomiglia stranamente - non dico (per ora…) alle famigerate procedure inquisitorie della Spagna di Torquemada, di Norimberga (1945-1946), dei "Processi stalinisti di Praga" del dopoguerra o degli attuali "Interrogatori "democratici" e "liberali" di Guantanamo" contro i Talibani, ma - ad un sintomatico e rivelatore preludio di comportamenti (purtoppo, anche dentro "casa" nostra!) da " Migliore dei mondi " di Aldous Huxley (1894-1963) o da " 1984 " di George Orwell (1903-1950), piuttosto che da Agora o da Forum.
    Per non essere però troppo "riduttivo" e/o parziale, non mi limiterò soltanto ad esporre il mio punto di vista sull'Islam, ma tenterò - anche se sommariamente - di manifestarlo ugualmente sul Cristianesimo e sul Giudaismo: in definitva, gli altri "fratelli coltelli" della medesima, totalitaria, arrogante e sconcertante Weltanschauung!
    Che volete, vista la mia trentennale dimestichezza con quelle culture (le chiamo "culture", naturalmente, e non "religioni"…, in quanto ritengo che sarebbe davvero da stolti o, quantomeno, da meri presuntuosi tentare di analizzare e/o di spiegare la "fede" attraverso la "ragione) - ed in aperta e radicale opposizione con l'ormai piu' che millenaria, conformistica, opprimente ed ipocrita tirannia delle "verita' acquisite" - posso senz'altro far notare e confermare che la "visione/concezione dell'uomo, della società e del mondo" che emana e si diffonde dal Giudaismo, dal Cristianesimo e dall'Islam, è esattamente la stessa Weltanschauung. O, se si preferisce: rispettivamente, la formalmente divergente ed incompatibile, ma sostanzialmente univoca e corrispondente "visione/concezione dell'uomo, della società e del mondo"!
    Quelle tre "culture", infatti, prendono reciprocamente origine da: 1) un medesimo e mendace postulato: "gli uomini sono tutti uguali"…; 2) da un'identica e ingannevole tecnica di manipolazione delle coscienze: quella, cioè, che lascia ingenuamente credere che un ipotetico ed antropomorfo Creatore, per tentare di salvare l'umanità, avrebbe bisogno di "messaggeri" e di "portavoce" autorizzati; 3) uno stesso e criminale "principio motore": quello dell'appropriazione indebita, della confiscazione e della monopolizzazione soggettiva ed arbitraria del concetto di "VERITA'". Non, quindi, la "doxa" degli antichi Greci o la "opinio" dei Latini, ma "LA" (in senso determinativo) "VERITA'" che, per antonomasia e definizione, è sempre ed esclusivamente ASSOLUTA ed INDISCUTIBILE!
    Facciamo un esempio: se io, per pura ipotesi, sostenessi (parlo di me, cosi' nessuno si offende…) di essere l'unico portatore assoluto ed indiscutibile della "VERITA'" di cui sopra, come considererei (o sarei costretto a considerare) gli eventuali punti di vista differenziati, discrepanti o dissenzienti dei miei voluti o occasionali interlocutori? Li considererei (o sarei costretto a considerarli) come assolutamente ed indiscutibilmente ERRATI, MISTIFICATORI o FALSI. Quindi, come delle vere e proprie "CONTROVERITA'", assolutamente ed indiscutibilmente INESATTE, ILLUSORIE O MENDACI. E di conseguenza, assolutamente ed indiscutibilmente RIPROVEVOLI, CENSURABILI, CONDANNABILI, REPRIMIBILI e CASTIGABILI.
    Che cosa sostengono, da sempre, le suddette "culture"? Sostengono semplicemente (e miliardi di esseri umani, nel mondo, sono pronti a giurarlo…) ciò che io, per assurda ed astratta finzione, mi sono illogicamente e ridicolmente permesso di rivendicare per me stesso nell'esempio succitato!
    Di cosa ci lamentiamo, dunque, quando a causa di quelle "culture" costatiamo tra di noi la più completa ed indescrivibile arroganza, intolleranza ed inciviltà?
    Ma non è tutto. Con la graduale e progressiva laicizzazione delle suddette "culture" (avvenuta a partire dal nostro XVII/XVIII secolo), il concetto di "VERITA'" ASSOLUTA ed INDISCUTIBILE, si è addirittura diffuso alle opere della quasi totalità dei pensatori che si sono successivamente cimentati ad immaginare, strutturare e redigere un qualunque genere di letteratura ideologica. Per rendersene conto, pensiamo ai quotidiani riferimenti alla " democrazia ", ai " diritti dell'uomo ", all' " umanitarismo ", al "liberalismo", al " mercato ", ecc., nella bocca dei nostri politici!
    Continuiamo, dunque, ancora a meravigliarci, che a causa dell'input di certe innaturali, dogmatiche e oscurantiste "culture", da duemila anni a questa parte, all'interno delle nostre societa', si sia innescata e continui a perdurare una complessa, intricata ed irrisolvibile "guerra civile" permanente? Continuiamo a sorprenderci ed a sconcertarci che il discorso di fondo (quello, ad esempio, del "bene" assoluto ed indiscutibile contro il "male" assoluto ed indiscutibile…) di un George W. Bush jr. rassomigli stranamente a quello di un Bin Laden? Oppure, che il cinismo, la faziosità e la deliberata ed impassibile ferocia di un Winston Churchill, di un Franklin D. Roosevelt, di un Harry S. Truman, di uno Joseph Vissarionovich Djugashvili (detto Stalin), di un Mao-Tze-Tung, di un Kim Il Sung, di un Ho-Chi-Min, di un Fidel Castro o di un Pol Pot possano fondamentalmente essere comparati o raffrontati al modo di essere, di esistere e di agire di un Menachem Begin, di un Yitzhak Shamir o di un Ariel Sharon? O ancora, che le vacue, presuntuose ed arroganti ciance di un Silvio Berlusconi (o quelle dell'omino omonimo della fabbrica dei tortellini) rammentino magistralmente ed inaspettatamente quelle di un Massimo D'Alema, di un Piero Fassino, di un Francesco Rutelli e/o di un Vittorio Agnoletto? Ovvero, che l'albagia, la sentenziosità e la sfacciataggine congenita di un Fausto Bertinotti, di un Armando Cossutta, di un Marco Pannella o di un Giuseppe Umberto Rauti, detto Pino, (n.d.a.: delle "radici quadrate dei logaritmi degli integrali di Rauti", della cosiddetta "area" non vale nemmeno la pena di parlarne…), prendano sorprendentemente ed invariabilmente origine dal medesimo retroterra culturale?
    Come sosteneva giustamente François Marie Arouet (detto Voltaire) " ogni setta della "verità", di qualunque genere sia, e' uno schieramento del dubbio e dell'errore. Non esistono sette in geometria: non si dice mai, un "euclidiano", un "archimedista". Quando una verita' e' chiara, e' impossibile che ne nascano partiti e fazioni. Non si e' mai disputato se c'e' luce a mezzogiorno ".
    Che cosa affermava, invece - in contrapposizione al suesposto concetto di "verità" - la cultura Latina?
    A Roma, sull'antico Panteon, c'era scritto: " Quod pro ceteri sacrum, pro nobis sacrosanctum est " . Ed un'innominabile statista italiano , romano nel cuore e nello spirito, venticinque secoli più tardi, confermerà quel modo di vedere le cose, in questi termini: " Noi - disse - rispettiamo il Dio degli asceti, dei santi, degli eroi ed anche il Dio così come è visto e pregato dal cuore ingenuo e primitivo delle genti " .
    Potrebbe, dunque, un uomo come me, profondamente Romano e naturalmente Fascista, dichiararsi musulmano, cristiano o giudeo? Potrebbe, per giunta, condividere o avallare le teorie o l'operato di una qualsiasi di quelle arroganti, intolleranti ed incivili "culture"? Non lo potrebbe!
    Allora, in conclusione, un consiglio (sia agli occasionali lettori che ai miei accidentali ed ignoti "inquisitori"): Se volete in qualche modo tentare di liberarvi dalla spirale di odio, di violenza e di distruzione che continua a sconvolgere e ad opprimere le nostre società, incominciate a "credere in quelli che cercano incessantemente la verità e diffidate di quelli che l'hanno già trovata" (André Gide)!

    Alberto Mariantoni




    3-"Quello che per gli altri è sacro, per noi è inviolabile".
    4-Benito Mussolini (1883-1945).
    5-Enciclopedia italiana, 1935, alla voce "Fascismo", pag. 851.

  2. #2
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    Tutti e tre i monoteismi sostengono l' eguaglianza - più esattamente l' uguaglianza di fromte a Dio - e non potrebbe essere altrimenti visto il rapporto esistente tra l' uomo e quel 'Super-Ente' che è appunto 'Dio', rapporto tra 'creatura' e 'creatore'. Questa è la profondissima frattura col mondo greco che pensava in termini 'cosmologici' ; il kosmos non era creazione di dio nè dell' uomo ma era in sè - perenne - senza inizio e senza fine, era per sè il divino e il tutto ( tò theion kaì holon) perche non mancava di nulla.Muta naturalmente anche il concetto di verità, che nella Grecia che Heidegger chiama 'aurorale' è l' a-létheia, mentre nell' ebraismo è 'emet' che significa "fare ciò che Dio ha prescritto all' uomo" . In altre parole la verità ebraica non è qualche cosa che si conosce, ma che si 'pratica' - osservando la legge di Dio - . Alla origine c' è una profondissima differenza inerente laa concezione del mondo.

  3. #3
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    Ho interrotto la lettura dell'articolo di A. Mariantoni laddove ho trovato scritto: "Quelle tre "culture" [Giudaismo, Cristianesimo e Islam, n.d.r.], infatti, prendono reciprocamente origine da: 1) un medesimo e mendace postulato: "gli uomini sono tutti uguali"…;" poichè evidentemente l'autore non ha mai letto la fonte principale della religione islamica, il Sublime Corano. Se Mariantoni avesse infatti letto il Libro Sacro dell'Islam, avrebbe avuto modo di leggere:

    - "Metterete sullo stesso piano quelli che danno da bere ai pellegrini e servono il Sacro Tempio e quelli che credono in Dio e nell'Ultimo Giorno e lottano per la Sua causa? Non sono uguali di fronte a Dio.. Dio non guida gli ingiusti." (IX, 19)

    - "Di': « Sono forse uguali il cieco e colui che vede, sono forse uguali le tenebre e la luce?" (XIII, 16)

    - "Non sono tutti uguali. Tra la gente della Scrittura (ebrei, cristiani, zoroastriani, ecc., n.d.r.) c'è una comunità che recita i segni di Allah durante la notte e si prosterna." (III, 113)

    - "Di': «Sono forse uguali il cieco e colui che vede? Non riflettete dunque?»." (VI, 50)

    - "Forse il credente è come l'empio? Non sono affatto uguali." (XXXII, 18)

    - "Ma come? Chi passa in devozione le ore della notte, prosternato e ritto, timorato per l'Altra vita e speranzoso nella misericordia del suo Signore ... Di': «Sono forse uguali e coloro che sanno e coloro che non sanno? ». Solo gli uomini dotati di intelletto riflettono." (XXXIX, 9)

    - "Coloro che commettono il male credono che Noi li tratteremo alla stessa stregua di coloro che credono e compiono il bene, come se fossero uguali nella loro vita e nella loro morte? Come giudicano male!" (XLV, 21)

    - "Non saranno uguali i compagni del Fuoco e i compagni del Giardino: i compagni del Giardino avranno la beatitudine" (LIX, 20)

  4. #4
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    ...la divaricazione tra coloro che accettano la 'Rivelazione' è coloro che la respingono, non vuol dire che in 'essenza' siano diversi. Sono sempre 'ens creatum'- creature !

  5. #5
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    Capisco perfettamente cosa intende Leonida, mentre non condivido assolutamente il post di phalanx_14. Gradirei un altro intervento di Basiji, perché l'argomento è molto interessante.

  6. #6
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    io mi ritengo un anticristiano, ma liquidare in 4 parole i monoteismi mi sembra ridicolo.
    vorrei ricordare le parole del cristo, riprese spesso da agostino di ippona, filosofo e teologo cristiano:
    "molti sono i chiamati, pochi sono gli eletti"
    e nel de vera religione, specifica, da questa affermnazione evangelica, che tutti gli uomini ricevono la chiamata da dio, ed è qui che consiste la loro uguaglianza, ma non tutti sono all'altezza di rispondervi.
    e questo, è tutto meno che egalitario.

 

 

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